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Dimensione detentiva e religione. Monitoraggio sugli istituti di pena di: Bologna, Parma e Modena per il periodo 1990 - 1996

Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Renzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Pier Cesare Bori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

La popolazione ristretta non è rappresentativa al massimo della società attuale, ma le differenze culturali riscontrate all’interno del carcere rappresentano uno specchio attendibile delle difficoltà rilevate a livello sociale. Siamo solo agli inizi di un lento cammino verso una società multiculturale ed è chiaro che tale processo presenti degli ostacoli interpretativi, spesso giustificati dalla presunta superiorità del modello di società occidentale. È inevitabile, quindi, che la necessità di comprensione - in ambito sociale - non si riduca a sfoggio di espressioni linguistiche, ma richieda un’assimilazione dei significati e delle motivazioni (che affondano le proprie radici in usi e costumi a noi estranei). La ricerca di chiavi di interpretazione - per mettere in contatto le differenti culture - rappresenta uno sforzo, a mio avviso, non impossibile, anche se arduo. La mia personale esperienza, in qualità di agente della Polizia Penitenziaria, all’interno della dimensione del carcere mi ha portato a ricercare, nella religione, un canale che permettesse di comprendere le esigenze provenienti dalla popolazione extracomunitaria detenuta. Tale decisione è scaturita dalla consapevolezza che un intento del genere rappresentava una premessa irrinunciabile per avviare un discorso costruttivo ed utile ad entrambi gli interlocutori. Considerata pertanto la pregnanza culturale della appartenenza religiosa nella popolazione di fede musulmana, mi sono interessato della stessa, cercando così di superare radicati pregiudizi di valore. Il percorso scelto non pretende certamente di essere il solo per indicare un ipotetico piano di interazione con questi soggetti, all’interno dell’universo carcerario; ma apre ugualmente ad un possibile percorso verso un rapporto di reciproca conoscenza nel rispetto delle rispettive peculiarità. Un approccio questo che si indirizza verso una futura società multiculturale, sia essa all’interno di un carcere, sia all’esterno. Soltanto quando sarà stata raggiunta la comprensione tra culture diverse e si potrà dire maturo il processo sociale, si potrà realizzare un adeguamento legislativo che disciplini ed esalti i valori di convivenza nella diversità.

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2 Introduzione storica: Nascita dell istituzione carceraria e sua evoluzione sino ai giorni nostri. I Aspetti generali della situazione penitenziaria prima del XIX secolo. Le moderne istituzioni penitenziarie costituiscono il punto terminale di un processo che vede il lento passaggio dal concetto di pena corporale ad uno di tipo custodialistico. Questo cammino si lega, sin dall inizio, alla necessit di una forma di giustizia diretta che svolga una funzione sociale permettendo, agli individui offesi, di vendicare il loro senso di perdita mediante lo spettacolo legato al corpo del suppliziato e alla comunit di identificare al suo interno gli individui molesti. Il perno era il corpo del suppliziato immerso in una dimensione pubblica. Il condannato cessa di essere oggetto di spettacolo e vendetta per le genti per venire rinchiuso all interno di una struttura muraria. Questa separatezza Ł piø apparente che reale, perchØ il carcere non fa che proporre o esasperare modelli di organizzazione sociale o economici che si vogliono imporre o che gi sono presenti nella societ . ¨ solo a partire dalla seconda met del Settecento che si pu parlare di vere e proprie strutture internanti, esclusivamente destinate ad accogliere e punire gli autori di reati; da questo momento, e soprattutto dai primi anni dell Ottocento, vedono la luce nuove teorie sulla funzione e la funzionalit della pena detentiva e sull organizzazione degli istituti di pena. Questo sviluppo porta alla creazione di luoghi di custodia pressochØ sconosciuti in epoche precedenti. In Italia si rileva la presenza di case d arresto, durante il periodo feudale, come pena sussidiaria, destinate a coloro che erano stati condannati ad una sanzione pecuniaria e non erano stati in condizione di pagarla.

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