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Il lavoro atipico in Italia

Il lavoro atipico comprende tutte le forme di lavoro diverse dal contratto a tempo pieno e indeterminato. Esso è una necessità della domanda di lavoro dovuta a trasformazioni strutturali che interessano tutti i Paesi avanzati: globalizzazione dei mercati, cambiamento strutturale dell'economia, progresso tecnologico. Le nuove forme lavorative non sono sole nuove precarietà ma anche opportunità, in particolare per le categorie più colpite dalla disoccupazione: giovani e donne. Il lavoro atipico è distribuito in modo diverso all'interno del Paese.

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Introduzione La presente tesi tratta il lavoro atipico in cui sono comprese tutte le forme lavorative diverse da quella a tempo pieno e indeterminato. Ritengo opportuno uno studio sulla regolazione e diffusione di nuove forme lavorative perché queste sono una risposta alle esigenze di flessibilità. Quest’ultima è considerata da molti economisti la soluzione alla questione della disoccupazione, uno dei problemi importanti del nostro Paese: le imprese dovrebbero avere più libertà nel decidere il livello dei salari, il numero d’ore lavorate, il momento d’assunzione e di cessazione del rapporto lavorativo. Un altro motivo per cui ritengo importante lo studio dei nuovi contratti di lavoro, riguarda la loro elevata diffusione, quindi il probabile cambiamento di prospettive nel mercato del lavoro. La tesi è suddivisa in cinque capitoli. Nel capitolo uno, dopo una definizione del lavoro atipico, saranno descritte le tendenze della domanda e dell’offerta di lavoro, i vincoli di questo mercato. Saranno quindi indicati i cambiamenti organizzativi dell’impresa, le nuove necessità di personale qualificato nel settore privato, i mutamenti della pubblica amministrazione. Nel caso dell’offerta, saranno invece spiegate le necessità dei giovani e delle donne, vale a dire delle parti più rilevanti della disoccupazione. Saranno poi descritte le varie restrizioni del mercato del lavoro date dalla regolazione legislativa e contrattuale, l’impatto di queste sulla mancanza di lavoro e le principali teorie della flessibilità. Il secondo capitolo riguarderà la regolazione legislativa del lavoro in Italia negli ultimi 30 anni. Negli anni ’90, in particolare, si assiste ad una deregolamentazione a causa del superamento del modello produttivo Taylor – fordista, è quindi recente l’introduzione di nuove forme lavorative: contratti a tempo determinato (in cui sono compresi l’apprendistato e il contratto di formazione e lavoro), tirocini formativi o stage, piani d’inserimento professionale, borse lavoro, lavoro interinale, part-time, collaborazioni coordinate e continuative, telelavoro, lavoro a domicilio o domestico. Una parte di questo capitolo riguarderà la pubblica amministrazione, in cui la regolazione del lavoro presenta differenze rispetto al settore privato. I cambiamenti della pubblica amministrazione, tra cui l’introduzione del lavoro atipico, sono dovuti alla necessità di maggiore efficienza. Il terzo capitolo sarà dedicato alla disciplina e alla diffusione del lavoro atipico nei vari Paesi dell’UE. Saranno quindi elencati i vari modelli istituzionali e le differenti legislazioni del lavoro a tempo determinato, interinale, part-time e autonomo. Saranno successivamente analizzate le caratteristiche dei lavoratori part-time e temporanei e la loro distribuzione territoriale in Europa. Sarà descritto il mercato del lavoro di due Paesi: Spagna e Olanda. Nel caso spagnolo, in particolare, saranno spiegate le caratteristiche dei contratti a termine e l’impatto di questi sull’occupazione e sulla mobilità dei lavoratori. Il

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Silvia Speroni Contatta »

Composta da 230 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9429 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 22 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.