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Epidemiologia dei linfomi non-Hodgkin: valutazione del rischio professionale

Verranno riportate le distribuzioni dei casi e dei controlli a seconda del ramo e della branca di occupazione; per ogni tipo di attività è stato calcolato oltre al num. dei casi attesi e il num. di casi attribuibili all'attività professionale, il rischio relativo (rispetto ai controlli) e il rischio attribuibile nella popolazione.
Prima di ogni valutazione si sottolinea:
-la raccolta delle informazioni sull'anamnesi lavorativa e l'identificazione dei fattori di rischio connessi con le varie mansioni
-la scelta dei controlli da adeguare ad variabili legate all'età, luogo di provenienza.
Al primo inconveniente si è in parte posto rimedio raccogliendo informazioni di 50 casi con intervista diretta. Pur con questi limiti la valutazione dei valori di RR è possibile comparando tra loro situazioni derivanti dall'esistenza di indicatori di rischio diversi. Infatti comparando le attività industriali con altri rami di occupazione è risultata una maggior morbilità per linfomi non-Hodgkin negli assicuratori e nei commercianti, negli addetti ai pubblici servizi e nei dip. pubblici. L'indagine non permette inoltre il riscontro di un rischio relativo significativamente più elevato negli addetti all'industria chimica, farmaceutica della gomma e delle materie plastiche e offre il dato di un elevato RR negli addetti all'industria del legno, dato che rimane da verificare con uno studio più approfondito. Altre indagini hanno riscontrato una correlazione tra presenza di linfogranuloma ed esposizione derivante da una attività svolta nel settore ind. del legno e del mobile. In conclusione l'attuale valutazione del rischio professionale connesso con l'insorgenza dei linfomi non-Hodgkin permette di escludere ogni rapporto con il settore industriale comprendenti l'industria chimica e farmaceutica, quella di materie plastiche e della gomma, mentre ha confermato relazioni con il settore dei servizi stato già peraltro acquisito in letteratura. Rimane da sottolineare il rapporto tra insorgenza della malattia e attività lavorativa nell'ind. del legno che merita una più approfondita valutazione.

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GENERALITA' SULLE INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE L' epidemiologia è la scienza che studia la salute e le malattie in seno alla popolazione in relazione all'ambiente ed al loro modo di vita allo scopo di individuare le forme morbose, il ritmo e l'intensità con cui queste si manifestano e le condizioni che le ostacolano e le favoriscono. Gli studi epidemiologici possono esse re impostati e condotti in tre modi diversi a seconda di ciò che si vuole evidenziare. Si parla infatti di: epidemiologia sperimentale epidemiologia descrittiva epidemiologia investigativa. L'epidemiologia sperimentale è la modificazione controllata e programmata di alcuni fattori e lo studio delle

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Lucio Grigis Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4887 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.