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I nuovi confini delle biotecnologie nella prospettiva filosofica

Le supertecnologie sono ormai arrivate alla manipolazione genetica. La tecnica è nata per fini alimentari, quindi terapeutici, poi commerciali e si prospetta, nel futuro, anche per fini personali.
La tesi vuole:
a) sondare fino a che punto l'uomo si sente in diritto di modificare (alterare) forme di vita unicellulare o pluricellulare a proprio vantaggio;
b) confrontare, comparativamente, l'evoluzione tecnico-scientifica con quella etico-filosofica-giuridica;
c) ribadire il valore della vita umana che è anzitutto un valore naturale, tale per tutti gli uomini; l'obbligo di rispettarla è dovere dell'uomo in quanto uomo, non soltanto come credente;
d) sottolineare lo sconcerto creato nell'uomo con l'avvento della rivoluzione biologica, soprattutto con la nascita della medicina genomica e procreatica;
e) rilevare che, in tutta la storia dell'uomo, noi viviamo nella prima epoca in cui l'uomo stesso non solo non sa chi egli sia, ma si rende conto di non saperlo più;
f) confermare che il corpo è umano perché animato da un'anima spirituale; l'uomo rimane uomo anche quando non manifesta ancora o non riesce più, per cause accidentali, ad esplicare le facoltà mentali;
g) ribadire che il primo bene essenziale dell'organismo vivente è la vita, il secondo bene è l'integrità della medesima;
h) richiamare il valore dei diritti umani, non sempre rivendicabili dal soggetto (es. il concepito, il comatoso irreversibile);
i) evidenziare il valore dell'etica nel campo scientifico che ci ha lasciato molto perplessi circa il valore, a volte illusorio, del progresso scientifico a causa delle intrinseche capacità di distruzione che la scienza porta con sé;
j) confermare il valore della dignità ponendosi la domanda ''perché non è giusto fare tutto ciò che scienza e tecnologia ci pongono e sempre più ci porranno in condizioni di fare ?''

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1.0 PREMESSA Le supertecnologie sono ormai arrivate alla manipolazione genetica. La tecnica è nata per fini alimentari, quindi terapeutici, poi commerciali e si prospetta, in un futuro non molto lontano, anche per fini personali. La tesi vuole sondare: a) fino a che punto l’uomo si sente in diritto di modificare e creare forme di vita unicellulare o pluricellulare a proprio vantaggio; b) confrontare l’evoluzione tecnico-scientifica con quella etico-filosofica-giuridica. 1.1 GLI INTERVENTI DELL’UOMO Dal 1900 gli interventi dell’uomo sono avvenuti sulla materia come sintesi di nuovi materiali, nuove molecole introvabili in natura, materie plastiche non biodegradabili e biodegradabili, materiali biocompatibili, e sintesi di proteine per uso animale e umano, sino ad arrivare al sangue artificiale. Tuttavia forme di intervento dell’uomo nel mondo vegetale iniziarono con la “scoperta” dell’agricoltura, in forma organizzata, nel VI millennio a.C., ma già in precedenza l’uomo selezionava le piante migliori, ricavandone i semi per la coltura successiva. Solo nel 1865, sulla base degli studi di Mendel (eredità dei caratteri) iniziò la comprensione dei fondamenti della genetica e dell’ereditarietà che, applicati all’agricoltura consentirono di sviluppare tecniche sofisticate grazie alle quali migliorarono sia la qualità che la quantità dei prodotti. Le tecniche più utilizzate sono la selezione, l’ibridazione, le mutazioni e la più moderna clonazione in vitro. La biotecnologia che

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Vilfiderio Albertin Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2826 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.