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Friedrich Nietzsche e Hannah Arendt: l'estetica dell'agire e i suoi problemi

Confronto, uguaglianze, similitudini e differenze tra il pensiero di Nietzsche e Arendt tra filosofia e politica, accomunati in questo studio dalla difesa e riaffermazione dell'attività umana dell'agire, della particolare attività di affermarsi, differenziarsi dagli altri, lasciare un segno di sé, nella politica, nella cultura, nella vita sociale. I loro pensieri sono confrontati riguardo gli aspetti del giudizio politico, della manifestazione della realtà e apparenza, del giudizio su democrazia, liberalismo, società di massa, uguaglianza, libertà, artificio, sul modello politico/sociale della polis greca, sul giudizio della modernità, sul comportamento come rivelazione del sé come unico, originale, sul rapporto di tra arte e politica, cultura e scienza.

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2 INTRODUZIONE Tra filosofia e politica si situa il presente confronto tra Friedrich Nietzsche e Hannah Arendt, pensatori originali accomunati in questo studio per la loro comune difesa e riabilitazione di una particolare attività umana, vale a dire l'agire. Sebbene i due non siano contemporanei, le loro teorie muovono dallo stesso presupposto, ovvero la svalutazione dell'azione come presenza umana nel mondo, denunciata e degradata fin dall'epoca antica, visto che ha avuto tra i suoi principali detrattori Platone e la filosofia che da lui è derivata, il Cristianesimo e la sua morale, e che, negli ultimi due secoli, è stata sostituita definitivamente da un altro atteggiamento che non è né spontaneo né naturale: il comportamento, una modalità di condurre la propria vita modellata dalle prescrizioni, più o meno esplicite, come vedremo, delle norme, delle regole dettate dalla società, quella società moderna che per entrambi è oggetto di critica. La società di cui si parla è, naturalmente, quella venutasi a creare dopo la formazione, la stabilizzazione e la crescita degli stati nazionali, che, politicamente parlando, ha comportato poco a poco la nascita, il consolidamento, e infine il dominio incontrastato di una particolare forma di governo, che ha il suo punto di forza nella burocrazia. In quanto organizzazione totalizzante, essendo ormai onnipresente pressochè in ogni campo, dalla politica all'economia, dalla società alla cultura, essa pretende da tutti i membri della comunità un comportamento indifferenziato e regolare, previsto e prevedibile, legato alle regole prefissate, e senza possibilità di protesta o di variazione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Mauro Cremon Contatta »

Composta da 228 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8194 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.