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L'attuazione dei progetti degli enti locali attraverso l'utilizzo dei fondi strutturali dell'Unione Europea. Un caso: l'area ''43 ettari''

Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Guarise
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Giuseppe Marcon
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

La tesi approfondisce il legame esistente fra l'Unione Europea e le azioni di sviluppo locale a cui essa partecipa, sottolineando ruoli e competenze dei soggetti coinvolti nella programmazione e nell'attuazione dei fondi strutturali. La tesi si compone di quattro capitoli. Si è partiti, nel primo capitolo, dall'osservazione delle competenze comunitarie e delle attività da essa finanziate, al fine di fornire un inquadramento generale al tema delle politiche strutturali. Queste ultime sono state oggetto del secondo capitolo: all'inizio si sono evidenziati i principali squilibri socio-economici esistenti fra le regioni europee per dare maggiore risalto alle finalità dell'azione strutturale; di seguito, prendendo in considerazione il Regolamento generale (CE) 1260/1999, sono stati descritti i meccanismi di funzionamento dei fondi strutturali e i ruoli dei soggetti atti ad applicarli. Nel terzo capitolo l'attenzione si sposta all'esperienza italiana, di cui si sono seguite, in particolar modo, le vicende connesse all'adozione dei programmi d'intervento, nonchè la predisposizione dei meccanismi di gestione e controllo. La considerazione della nascita e dell'evoluzione di un progetto concreto cofinanziato dai fondi strutturali (l'intervento di messa in sicurezza e di urbanizzazione primaria dell'area 43 ettari a Porto Marghera), nel quarto capitolo, dimostra, infine, come i fondi strutturali contribuiscano a migliorare le condizioni ''di contesto'' fondamentali per uno sviluppo competitivo delle regioni assistite.

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L’attuazione dei progetti degli enti locali attraverso l’utilizzo dei fondi strutturali dell’Unione Europea 1 CAPITOLO PRIMO RISORSE DELL’UNIONE EUROPEA PER LO SVILUPPO 1.1. Le competenze comunitarie Il tema delle competenze comunitarie, che viene affrontato in questa prima parte, si rivela alquanto complesso e spinoso, soprattutto per le innumerevoli implicazioni di carattere giuridico che fanno riferimento al diritto comunitario. Tuttavia, lo sforzo qui compiuto è di mettere in luce alcuni aspetti, senza alcuna pretesa di esaustività, ma con la convinzione che essi si rivelano fondamentali per un’approfondita comprensione della natura e delle finalità dell’agire comunitario. Partiamo innanzitutto dallo sviluppo dell’idea di Europa. La consapevolezza del fallimento degli Stati-nazione, a seguito delle due guerre mondiali, ha dato una spinta significativa all’europeismo ideologico e politico, ovvero all’idea che il continente europeo si dovesse in qualche modo organizzare al fine di superare gli antagonismi nazionali. L’integrazione europea poteva essere la risposta concreta ai bisogni dei cittadini, i quali, dopo il crollo totale dell’Europa e il suo declino economico e politico, chiedevano che fossero assicurati i beni comuni e supremi della democrazia, della pace e della prosperità 1 . Tre sono le correnti di pensiero che possono essere considerate all’origine del processo d’integrazione comunitaria 2 . La prima è la corrente federalista, i cui principali esponenti, primo fra tutti Altiero Spinelli, ritenevano che solo l’unione federale, vale a dire la creazione degli Stati Uniti d’Europa, potesse superare, da un lato, i pericoli derivanti dal nazionalismo e dal militarismo, dall’altro i problemi derivanti dalle restrizioni economico-sociali. La seconda corrente, della quale il rappresentante più autorevole è Jean Monnet, è quella funzionalista (o del sovranazionalismo). Tale corrente, volta 1 Per un approfondimento si veda il saggio “Gli ideali dell’integrazione europea” di J.H.H. Weiler in Beutler e ss. (1993). 2 Amato e Salvadori (1990).

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