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Funzioni sociali e psicologiche delle leggende contemporanee

Da alcuni anni a questa parte anche in Italia si sente parlare di “nuovi miti” che, differenziandosi dalle leggende della tradizione culturale occidentale, sono portatori di tematiche ed ambientazioni proprie della società dell’oggi, rappresentando circostanze e personaggi tipici dell’esperienza dell’uomo contemporaneo.
Un esempio di questa fenomenologia è rappresentato da questa narrazione, largamente diffusa dai tardi anni ’80.
- Una signora che sta per andare in vacanza consegna il suo “Tronchetto della felicità” ad un’amica, perché glielo accudisca. La pianta però manifesta alcune stranezze: quando viene annaffiata si sentono degli strani rumori provenire dal suo interno, inoltre tende ad ingiallire. L’affidataria, per salvarla, decide di trasferirla in un vaso più grande, ma quando la solleva dal contenitore originario, scopre con estremo spavento un enorme ragno con la croce. -
Il lavoro che qui si intende presentare si propone di far luce sui bisogni collettivi che muovono questa recente forma di mitopoiesi, con il preciso intento di verificare la reale portata di questo elemento di novità rispetto al passato.
Agevolmente riscontrabile è la crescente attenzione che i mass media dedicano a questo fenomeno: le “leggende metropolitane” sono espressamente citate da articoli di giornale, film, canzoni, programmi radiofonici; viene pubblicata anche una specifica rivista periodica, mentre si registra la presenza di numerosi siti web riservati all’argomento.
Ma come si presentano questi miti dell’oggi? Le storie che circolano narrano di eventi e situazioni curiose, spesso dai risvolti tragicomici, che si offrono come sapere popolare da tramandare attraverso la diffusione orale.
Si intende focalizzare l’oggetto di studio di questa tesi sulla profonda importanza che assume la leggenda quale aspetto significativo del folklore, per la piena comprensione di una civiltà sotto il profilo socio-antropologico. Queste narrazioni che si presentano come “voci che corrono”, i cui epicentri raramente risultano identificabili, non sono da confondersi con le favole; non sono neanche semplici errori condivisi, ma portano con sé una propria verità, mettendo in luce aspetti di una cultura difficilmente rilevabili attraverso altre fonti. Essendo credute, o ritenute credibili, le leggende influenzano la percezione degli individui e contribuiscono alla costruzione sociale della realtà.
Nel primo capitolo si cercano strumenti utili al nostro studio nella letteratura classica relativa alla fiaba, al mito ed al linguaggio simbolico, facendo particolare riferimento alla psicoanalisi come fonte interpretativa fondamentale nell’individuazione dei significati sottesi a questi racconti della cultura folklorica. Si prende in considerazione anche la produzione di dicerie popolari tipiche dell’Europa preindustriale, al fine di permettere un raffronto tra immaginario antico ed immaginario moderno.
Il passo successivo, rappresentato dal secondo capitolo, è quello di individuare le proprietà caratteristiche delle leggende contemporanee, sovente denominate anche “metropolitane”, in quanto la città rappresenta per l’uomo di oggi una sorta di teatro metaforico entro il quale si materializzano anche paure ed angosce; le stesse rappresentate dalle storie prese in esame. Vengono identificati i filoni tematici più rilevanti, fornendo spunti interpretativi ed esempi di racconti particolarmente rappresentativi e diffusi, con l’intento di dimostrare che molto spesso nel presente si diffondono rielaborazioni di leggende, fiabe e miti antichi. Tutto ciò, senza propositi utopisticamente esaustivi, in quanto esiste una casistica vasta ed estremamente fluida di varianti e sottovarianti costruite attorno alle matrici narrative principali.
L’area di maggior approfondimento di questa sezione riguarda un tema di grande rilevanza sociale: la rappresentazione della diversità attraverso l’analisi delle leggende sull’AIDS e sugli stranieri immigrati.
Il terzo capitolo propone una riflessione sui perché dell’esistenza delle leggende metropolitane, ossia sulle funzioni psicologiche e sociali che esse assolvono.
I tentativi di spiegazione che qui vengono avanzati sono accompagnati da esemplificazioni tratte dal materiale presentato nel secondo capitolo, al fine di poter avanzare conclusioni generalizzabili quanto meno a particolari famiglie di narrazioni tra loro assimilabili.
Le pagine del quarto capitolo approfondiscono le modalità di diffusione delle leggende contemporanee, individuate sia nella circolazione orale diretta, oggi facilitata dalle grandi possibilità di spostamento delle persone, sia nell’azione operata dai mass media, in grado di aumentare notevolmente il potenziale di credibilità delle curiose storie che appartengono al folklore contemporaneo.

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5 INTRODUZIONE Da alcuni anni a questa parte anche in Italia si sente parlare di “nuovi miti” che, differenziandosi dalle leggende della tradizione culturale occidentale, sono portatori di tematiche ed ambientazioni proprie della società dell’oggi, rappresentando circostanze e personaggi tipici dell’esperienza dell’uomo contemporaneo. Il lavoro che qui si intende presentare si propone di far luce sui bisogni collettivi che muovono questa recente forma di mitopoiesi, con il preciso intento di verificare la reale portata di questo elemento di novità rispetto al passato. Agevolmente riscontrabile è la crescente attenzione che i mass media dedicano a questo fenomeno: le “leggende metropolitane” sono espressamente citate da articoli di giornale, films, canzoni, programmi radiofonici; viene pubblicata anche una specifica rivista periodica (il mensile “Tutte storie”), mentre si registra la presenza di numerosi siti web riservati all’argomento. Ma come si presentano questi miti dell’oggi? Le storie che circolano narrano di eventi e situazioni curiose, spesso dai risvolti tragicomici, che si offrono come sapere popolare da tramandare attraverso la diffusione orale. Si intende focalizzare l’oggetto di studio di questa tesi sulla profonda importanza che assume la leggenda quale aspetto significativo del folklore, per la piena comprensione di una civiltà sotto il profilo socio-antropologico. Queste narrazioni che si presentano come “voci che corrono”, i cui epicentri raramente risultano identificabili, non sono da confondersi con le favole; non sono neanche semplici errori condivisi, ma portano con sé una propria verità, mettendo in luce aspetti di una cultura difficilmente rilevabili attraverso altre fonti. Essendo credute, o ritenute credibili, le leggende influenzano la percezione degli individui e contribuiscono alla costruzione sociale della realtà. Nel primo capitolo si cercano strumenti utili al nostro studio nella letteratura classica relativa alla fiaba, al mito ed al linguaggio simbolico, facendo particolare riferimento alla psicoanalisi come fonte interpretativa fondamentale

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marco Lori Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5102 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 18 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.