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Tematiche e linguaggio in Anthills of the Savannah di Chinua Achebe

Chinua Achebe è lo scrittore africano più conosciuto. Le sue opere sono considerate il punto di partenza della letteratura africana moderna. La maggior parte degli autori africani è stata influenzata dagli scritti di Achebe ed egli ha fornito loro un modello da seguire nel trattare problemi di linguaggio, cultura e politica in una società in continuo sviluppo. E’ stato infatti proprio Achebe il primo ad esplorare la funzione della letteratura in Africa, come strumento atto a dar vita a nuove realtà. Egli ripensa la storia africana e crea una nuova dimensione in cui i personaggi sono portavoci del controdiscorso postcoloniale. Achebe mira a recuperare il proprio passato e la propria dignità, per interpretare con linguaggio proprio e secondo i propri canoni la realtà in cui si trova contestualizzato. Questo non è uno sforzo da poco, perché il romanzo è un genere europeo e la lingua è coloniale. Lo scrittore africano è figlio di una tradizione coloniale nella quale si è acculturato, alienandosi così il mondo del passato e proprio nel romanzo egli cerca di superare questo distacco. Anthills of the Savannah è profondamente inserito nella condizione postcoloniale e segna un estremo distacco dal mondo ideologico da cui erano nate le indipendenze. Si riferisce alla realtà politica e sociale della Nigeria degli anni ottanta, che si trova tra le zampe micidiali del “Leopardo”, che non è più il colonialismo europeo, ma una minaccia nata durante l’indipendenza.
1- I VALORI POLITICO-MORALI DEL ROMANZO.
Anthills of the Savannah presenta tematiche di drammatica attualità e di rilevanza universale. E’ una denuncia della vanità, dell’immoralità, della distruzione che porta la dittatura. E’ una satira delle élite che servono il dittatore, del potere che impazzisce e porta alla rovina. E’ una denuncia delle false promesse delle rivoluzioni e dell’ingenuità del concetto della forza del popolo. Ma è ancora il messaggio che insiste sull’azione, sulla lotta e la speranza. A. sottolinea che è proprio nella banalità della dittatura che sta il pericolo. Sam non è Amin o Bokassa è solo un militare che scivola dall’autocelebrazione alla tirannia. Ciò che vediamo in Anthills of the Savannah non è solo la degradazione morale di un dittatore, ma è l’ossessione della sicurezza, la paura delle proteste e delle libere espressioni che pervade il regime anticipando eventi storici accaduti poi veramente. Anthills of the Savannah non è più solo un ritratto, ma diventa un monito. Poco è cambiato dai tempi di A Man of the People. La corruzione dilaga su tutti i fronti, il contrabbando mette in ginocchio il mercato, il denaro pubblico viene sprecato, le classi dirigenti non hanno contatti con il popolo e così il governo crolla nel caos totale. Ma Achebe non è pessimista, la saggezza della filosofia ibo suggerisce un’alternativa che si basa sulla lotta dell’individuo, sulla responsabilità della persona. L’azione deve partire da piccoli gruppi per un cambiamento politico che si basi sulla piena responsabilità individuale. Ci vuole pazienza, intesa come esperienza, strategia e gradualità. Le rivoluzioni non sono la giusta soluzione.
2- IL VALORE DELLA “STORY”. Una tematica che emerge prepotentemente è quella del valore della “story”. Achebe sostiene la rilevanza della “story”, la storia narrata, rispetto alla “history” che è la storia istituzionalizzata frutto della cultura egemone. Il potere dello scrittore, del reporter, del narratore di storie è messo in risalto dalla figura del vecchio di Abazon (depositario della storia narrata come l’antico “griot”), dall’appassionata difesa della libertà d’espressione di Ikem e dal continuo dialogo fra i personaggi sul tema della “story”. Achebe elegge la storia narrata a fulcro della propria verità, facendone l’erede della tradizione orale dei tempi andati e la fonte della vera storia di oggigiorno.
3- L’INTERESSE STILISTICO E LINGUISTICO. La struttura narrativa e il linguaggio di Anthills of the Savannah sono però i fattori che impegnano maggiormente il lettore destandone fortemente l’interesse. I personaggi infatti si trovano ad un crocevia di culture, e proprio per rappresentare questa molteplicità che interviene il punto di vista molteplice, la linearità interrotta dall’intertestualità e da frequenti flashback. I linguaggi e i gerghi sono vari e differenziati, ben adattati ai personaggi e rappresentano la varietà pluriculturale della nazione. A questo contribuisce certamente la presenza del pidgin nigeriano carico di espressività e di emotività anche se non di facile accesso per la maggior parte dei lettori. Anthills of the Savannah è anche il primo romanzo di Achebe in cui compaiono personaggi femminili di grande rilievo e a loro è affidato il momento di congedo del romanzo e l’avvio verso un futuro possibile. Nell’insieme Anthills of the Savannah si presenta come un’opera di estrema complessità quanto a scopi e metodi narrativi e segna un momento creativo nuovo. La felicità narrativa dei primi romanzi lascia qui lo spazio ad una superficie di tessuto narrativo che si sbriciola, chiedendo al lettore di intervenire, analizzarla, interpretarla.

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6 INTRODUZIONE Chinua Achebe è lo scrittore africano più conosciuto. Le sue opere sono considerate il punto di partenza della letteratura africana moderna. La maggior parte degli autori africani è stata influenzata, in un modo o nell’altro, dagli scritti di Achebe ed egli ha fornito loro un modello da seguire nel trattare problemi di linguaggio, cultura e politica in una società in continuo sviluppo. E’ stato infatti proprio Achebe il primo ad esplorare la funzione della letteratura in Africa, come strumento atto a dar vita a nuove realtà. Attraverso la sua opera egli ripensa la storia africana e crea una nuova dimensione in cui i suoi personaggi sono portavoci del controdiscorso del mondo postcoloniale. Egli, come scrittore africano, mira a recuperare il proprio passato e la propria dignità, per interpretare con linguaggio proprio e secondo i propri canoni la realtà in cui si trova contestualizzato. Questo non è uno sforzo da poco, perchè il romanzo è un genere europeo e la lingua è coloniale. Lo scrittore africano è figlio di una tradizione coloniale nella quale si è acculturato, alienandosi così il mondo del passato e proprio nel romanzo egli cerca di superare questo distacco. Anthills of the Savannah 1 è profondamente inserito nella condizione postcoloniale e segna un estremo distacco dal mondo ideologico da cui erano nate le indipendenze. Il romanzo si riferisce, se così lo si vuole interpretare, alla realtà politica e sociale della Nigeria degli anni ottanta. Una Nigeria che si trova tra le zampe micidiali del “Leopardo” 2 , che però non è più il colonialismo europeo, ma una minaccia nata durante l’indipendenza. Il colonialismo non è scomparso dalla memoria, ma si è fuso con tutto il resto nell’oggi problematico e preoccupante di una realtà ricca di voci discordanti e molteplici che soffocano il lettore fino al momento della calma finale in cui Beatrice interpreta le ultime parole di Chris. 1 Chinua, Achebe, Anthills of the Savannah, London, Heinemann, 1987. 2 Si veda a proposito la fiaba del vecchio di Abazon a pagina 128 di Anthills.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Tognoni Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2353 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.