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Formazione alla teamleadership: analisi delle dinamiche di gruppo nel film Deliverance di John Boorman

Quasi tutti i tentativi di utilizzare il cinema come mezzo attraverso il quale trattare argomenti riguardanti la psicologia hanno sempre dimenticato una sua caratteristica fondamentale: le immagini in movimento. Il cinema e i suoi film sono sempre analizzati, invece, da una prospettiva meramente narrativa. La trama diventa l'attore protagonista e su di essa si concentra l'attenzione degli autori. Partendo da queste premesse analizzeremo in primo luogo lo stato dell'arte sulle metodologie in auge nell'ambito della formazione. Saranno privilegiate le pubblicazioni che, in ambito italiano e internazionale, hanno dato maggior risalto all'arte in generale e al cinema in particolare quali mezzi coadiuvanti il formatore.Per comprendere ogni aspetto del film, abbiamo dedicato ad esso un'ampia appendice, in cui verrà analizzato da varie prospettive. Principalmente verranno trattate, attraverso la scansione scenica, tutte le fasi di evoluzione drammaturgica. In primo piano rimarranno essenzialmente due tematiche: team leadership e dinamiche di gruppo. In questo contesto troveranno spazio molti aspetti della formazione alla team leadership, grazie anche alle note di rimando all'appendice finale dell'elaborato dove l'esegesi estetica del film completerà il quadro di trattazione. L'attenzione maggiore sarà dedicata alla validità strumentale in ambito formativo dell'estetica del cinema, utilizzata per analizzare le tematiche psicologiche dell'opera di John Boorman. Per venire incontro, infine, alle carenze di alcuni nostri lettori, abbiamo creato un piccolo glossario di termini cinematografici, in grado di comprendere meglio la terminologia utilizzata in appendice. Le due bibliografie, psicologica e estetico-cinematografica, troveranno, tuttavia, un unico spazio espositivo all'interno del presente lavoro.

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2 PREMESSA La nascita di questa tesi ha intensi legami con la mia esperienza personale. Nel 1974 fu fondato a Milano, ad opera di mio padre e di alcuni suoi amici, un cineclub che ha profondamente segnato l’esperienza intellettuale di molti giovani che si avvicinavano, per la prima volta, alla settima arte. L’Obraz Cinestudio, il cui ciclo di vita è durato quindici anni, ha messo a disposizione del pubblico sia le pellicole di maggior rilievo artistico, sia l’elaborazione di una critica estetica in grado di misurarsi con migliori esponenti del cinema mondiale. Questa fucina di intellettuali e di giovani entusiasti ha permesso a molti altrettanti giovani di formarsi, dando il via a una nuova schiera di critici cinematografici, oramai alla ribalta su moltissimi quotidiani italiani. Paolo Mereghetti, critico di spicco del Corriere della Sera e autore del famoso Dizionario dei Film, è forse l’emblema di questa nuova leva di saggisti. In questo ambiente, così ricco di stimoli e di occasioni per costruire la mia personalità - all’epoca avevo solo quattro anni - ho passato gran parte della mia infanzia e adolescenza. Trascorrere gli anni più importanti della mia esistenza in quel Cineclub, ha significato per me una formazione intellettuale particolare, sotto vari aspetti. Mentre al liceo ero costretto a studiare autori e libri imposti dalla cultura ufficiale, durante il mio tempo libero avevo l’occasione di conoscere e capire altri autori e opere elaborati da un’altra cultura, meno ufficiale, ma altrettanto raffinata e seria. L’apice di questa mia esperienza è stata raggiunto presso l’Università di Torino, dove ho avuto l’opportunità di seguire un seminario proposto dal Proff. Franco Prono. L’argomento di questo corso fu l’analisi del film Shining di Stanley Kubrick, peraltro uno dei film che più mi aveva abbagliato durante gli anni dell’Obraz. Quest’esperienza mi ha permesso di chiudere un ciclo simbolico, avendo avuto l’occasione di raffinare e finalmente completare un percorso iniziato molti anni prima. Questa tesi infine ha provveduto ad intrecciare la mia formazione universitaria con una

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Massimiliano Studer Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11049 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.