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Il Liber manualis, commento ai salmi penitenziali, 118 e graduali di Alcuino di York

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Guidi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Silvia Cantelli Berarducci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 371

Nato nel regno anglo di Northumbria intorno al 735, Alcuino può essere considerato, secondo categorie moderne, il ''ministro della cultura'' di Carlo Magno, il più intimo consigliere del sovrano per le questioni teologiche e la politica culturale. La più importante testimonianza dell’attività politica ed ecclesiastica di Alcuino è costituita dalle sue numerosissime lettere, documenti storici preziosi che ce lo mostrano in contatto con personaggi illustri e rappresentativi delle diverse regioni dell’impero.
Tramite lo studio della sua attività di maestro, è possibile gettare luce su tutto l’ambiente culturale della rinascenza carolingia. Nella mia tesi ho esaminato un'opera esegetica in cui commenta i salmi, volendo compilare un opuscolo maneggevole per i suoi allievi. Da qui il nome di ''Liber manualis''.

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1.1 ALCUINO: VITA E OPERE Nato nel regno anglo di Northumbria intorno al 735, Alcuino compì i suoi studi presso la scuola cattedrale di York sotto la guida del vescovo Egberto e di Aelberto. Quando, alla morte di Egberto, Aelberto gli successe nella carica di arcivescovo, Alcuino prese il suo posto di maestro e bibliotecario 1 . Nel 781, in occasione di un viaggio a Roma, incontrò a Parma Carlo Magno, il quale lo invitò a stabilirsi al suo seguito 2 ; l’anno successivo decise di trasferirsi con alcuni compagni nel regno franco (dove trascorrerà il resto della sua vita 3 ), diventando il più intimo consigliere del sovrano per le questioni teologiche e la politica culturale. La più importante testimonianza dell’attività politica ed ecclesiastica di Alcuino è costituita dalle sue numerosissime lettere, documenti storici preziosi che ce lo mostrano in contatto con personaggi illustri e rappresentativi delle diverse regioni dell’impero. L’epistolario alcuiniano è arrivato fino a noi tramandato in raccolte e miscellanee copiate da numerosi esemplari; il corpus delle lettere costituisce una fonte molto ricca di dati per ricostruire la biografia alcuiniana e l’ambiente culturale carolingio 4 . 1 La fonte principale di cui disponiamo per la ricostruzione della biografia di Alcuino è la Vita Alcuini, scritta da un monaco anonimo di Ferriéres intorno all’829 (BHL, n. 242; ed. a cura di W. Arndt, MGH Script. XV, pp. 184-197). 2 La corte franca non ha una sede fissa fino al 794 e si sposta seguendo il sovrano a Herstal, Quiertzy, Worms, Attigny, Diedenhofen; è formata dai familiari del re, dalle autorità ecclesiastiche, dalla nobiltà laica, dalla servitù, dai funzionari con compiti amministrativi. Per approfondimento, cfr. J. Flekenstein, Die Bildungsreform Karl des Grossen als Verwircklichung der “norma rectitudinis”, Bigge-Ruhr 1953. 3 Dal 790 al 793 è in Northumbria per incarico di Carlo Magno. 4 Sulla tradizione dell’epistolario di Alcuino, cfr. P. Godman, Il periodo carolingio, in Lo spazio letterario del medioevo, Roma 1993, t. I, vol. III, p. 339: “Raramente la letteratura carolingia è stata tramandata in modo sistematico. I concetti di paternità, attribuzione ed autenticità di un’opera, che nei sec.VIII e IX erano normalmente applicati allo studio dei classici, furono utilizzati molto raramente con riferimento agli scritti contemporanei. Un’eccezione a questa regola è rappresentata dalle lettere in prosa di Alcuino, che vennero raccolte insieme sia durante la sua vita sia dopo la sua morte. Proprio i motivi che sono alla base di questa eccezione evidenziano però una delle principali caratteristiche degli scritti del periodo carolingio: la loro funzione eminentemente pratica. Le epistole di Alcuino furono utilizzate quale modello di stile latino, di cortigiano decorum, di comportamento spirituale e diplomatico. Erano documenti pubblici, concepiti per una cerchia di lettori molto più ampia dei loro destinatari immediati. All’interno di una cultura in cui l’acquisizione di uno stile latino chiaro ed elegante era requisito fondamentale per l’esercizio della maggior parte delle attività amministrative ed ecclesiastiche, la finalità esemplare della prosa carolingia era della massima importanza.” Cfr. E. Dümmler, in MGH Epist. IV Berlin, Weidmann, 1895 (rist. 1978), pp. 3 sgg. e P. Sickel, Alcuinstudien, “Sitzungsberichte der königlichen Akademie der Wissenschaften Wien”, Philol.-hist.Klasse, LXXIX 1895, pp. 461-550.

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Parole chiave

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letteratura latina
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