Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Un modello econometrico per l'analisi e la previsione dei tassi d'interesse nel mercato monetario

L'obiettivo del presente lavoro consiste nel definire un modello econometrico in grado di formulare previsioni mensili sui tassi d'interesse del mercato monetario (Overnight, BOT a tre mesi e tassi bancari, medio sugli impieghi a breve termine e medio sui depositi). Lo studio è partito puntualizzando alcune proprietà stocastiche dei tassi d'interesse esaminati che hanno rilevato la presenza di processi integrati di ordine 1 (in particolare l'ipotesi Random Walk non può essere rifiutata per i tassi Overnight, BOT e PCT). La presenza di non stazionarietà in queste variabili, preclude la possibilità di utilizzare tecniche econometriche tradizionali. L'esistenza di uno stesso ordine di integrazione ha permesso tuttavia di applicare le tecniche di cointegrazione. Così facendo, le relazioni tra i livelli dei tassi d'interesse perdono la loro validità nel breve periodo, ma la conservano nel lungo periodo.
La dinamica di lungo periodo è stata studiata mediante l'ausilio di due tecniche diverse di cointegrazione. La prima di queste (ENGLE & GRANGER) ha permesso di valutare l'esistenza di alcune relazioni di lungo periodo tra i tassi d'interesse considerando al massimo due variabili nella stessa relazione. La presenza di potenziali legami esistenti tra tutti i tassi d'interesse osservati, ha reso indispensabile tuttavia, l'utilizzo di una tecnica di cointegrazione multivariata (JOHANSEN), che utilizza un modello vettoriale autoregressivo (VAR). Questo tipo di analisi ha permesso di rilevare la presenza di quattro relazioni di cointegrazione tra i cinque tassi d'interesse considerati, evidenziando come le variabili osservate siano tra loro legate reciprocamente dalla presenza di un unico trend stocastico comune. In un secondo momento, la definizione di alcuni vincoli specifici ha permesso di individuare in modo univoco le variabili interessate in ciascuno dei quattro vettori di cointegrazione. In questa fase, il contributo determinato dall'utilizzo di due metodologie diverse è stato rilevante. Entrambe le tecniche utilizzate, concordano nell'individuare nel lungo periodo, un meccanismo di trasmissione della politica monetaria che utilizza il tasso Overnight come principale veicolo per trasmettere i segnali di prezzo della banca centrale, rappresentati dal tasso PCT. Dal mercato interbancario il segnale si propaga direttamente agli altri mercati studiati. In particolare, l'ipotesi che è risultata non rifiutabile in ogni formulazione realizzata è quella secondo la quale nella formazione dei tassi bancari risulta preponderante l'applicazione di uno spread costante rispetto al tasso Overnight.
I test di esogeneità, condotti sulle variabili osservate, hanno evidenziato risultati parzialmente diversi nelle due metodologie utilizzate, che tuttavia concordano nel non rifiutare l'ipotesi di esogeneità del tasso Overnight rispetto ai tassi bancari: il tasso interbancario influenza i tassi bancari nel lungo periodo, ma non ne è influenzato.
Un effetto di retroazione del tasso PCT rispetto al tasso Overnight è colto nel capitolo IV, nel quale si cercano di evidenziare, fino al settembre 1998, alcuni dei legami esistenti tra lo strumento di politica monetaria (tasso PCT), ed alcune variabili, prevalentemente di natura finanziaria. Grazie all'applicazione della tecnica di cointegrazione è stato esplicitato il legame esisitente tra il tasso PCT ed il corridoio dei tassi ufficiali distinguendo tra dinamica di breve e di lungo periodo del tasso PCT. Nel breve periodo i due strumenti di politica monetaria possono essere manovrati in modo indipendente, mentre nel lungo periodo il tasso PCT si riporta in posizione centrale rispetto al corridoio dei tassi ufficiali.
Nel capitolo V è realizzata la forma strutturale delle quattro variabili endogene del modello: il tasso PCT è considerato esogeno. Le endogene risultano formulate secondo un meccanismo di correzione dell'errore (MCE) che considera per i tassi ban?

Mostra/Nascondi contenuto.
I Introduzione L'obiettivo del presente lavoro consiste nel definire un modello econometrico in grado di formulare previsioni su alcuni tassi d'interesse del mercato monetario, utile non solo come riferimento per la gestione della tesoreria delle aziende bancarie, ma soprattutto nella valutazione delle determinanti della dinamica di breve e lungo periodo dei tassi d'interesse. Tra i tassi d'interesse del mercato monetario, l'attenzione è rivolta al tasso d'interesse sui depositi interbancari Overnight ed al tasso d'interesse sui BOT a tre mesi. L'analisi sarà poi indirizzata ai tassi d'interesse bancari ed in particolare al tasso d'interesse sugli impieghi a breve termine ed al tasso d'interesse medio sui depositi. Nel capitolo I viene presentato il contesto teorico relativo alle relazioni esistenti tra le variabili rilevanti all'interno del mercato monetario. Nella convinzione che i tassi d'interesse costituiscano la prima fase del canale di trasmissione della politica monetaria, una particolare attenzione sarà attribuita agli obiettivi ed alle modalità di intervento della Banca d'Italia prima del trasferimento di funzioni in tema di politica monetaria alla BCE (Banca Centrale Europea) ed all'Eurosistema. Lo studio del comportamento della Banca d'Italia è funzionale alla realizzazione, nel capitolo IV, di una funzione di reazione che permetta di quantificare l'importanza, per la politica monetaria, di alcuni indicatori di natura finanziaria. L'analisi dei tassi d'interesse può quindi essere condotta ponendo in condizione endogena il comportamento della banca centrale all'interno del modello. Questa funzione di reazione non sarà utilizzata a scopi previsivi, ma solo a scopi di analisi degli effetti della politica monetaria negli anni '90, dato che il trasferimento delle funzioni in tema di politica monetaria, dalle banche centrali nazionali all'Eurosistema, introduce una rilevante discontinuità a partire dal gennaio del 1999, che è impossibile cogliere dal punto di vista econometrico. In primo

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: David Gambacurta Contatta »

Composta da 330 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7658 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.