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La difesa e il rispetto degli embrioni umani nella bioetica morale cattolica

Tra le sfide che incombono maggiormente sul nostro presente e ancora di più nel futuro, quelle suscitate dalla genetica, sono indubbiamente le più appassionanti ma anche le più preoccupanti. L’umanità sta vivendo uno dei momenti più delicati proprio perché la stessa base organizzativa, indispensabile per l‘attuazione degli organismi più complessi, come l’uomo cioè la riproduzione sessuata, è oggi messa in discussione dai recenti sviluppi delle conoscenze scientifiche e tecnologiche. Pertanto è lecito chiedersi quali direzioni prenderà la scienza che procede così rapidamente e in modo apparentemente inarrestabile? Accanto ai forti interessi commerciali e industriali che spingono verso un’applicazione incontrollata delle tecnologie più avanzate, ci sono degli scienziati “laici” ed anche medici che, sarcasticamente si chiedono ”cosa abbiano da dire la Chiesa e la religione nel campo della genetica” considerandola intrusione abusiva in campo medico-scientifico, mettendo in discussione l’autonomia della scienza e la libertà del progresso medico. Si è verificata la dimenticanza del compito irrinunciabile della Chiesa, la quale è una «esperta in umanità», ed è depositaria di una missione al servizio della civiltà dell’amore e della vita. Il Magistero della Chiesa non interviene in nome di una competenza particolare nell’ambito delle scienze sperimentali; ma, dopo aver preso coscienza dei dati della ricerca e della tecnica, vuole proporre in virtù della propria missione evangelica e del suo dovere apostolico, la dottrina morale rispondente alla dignità della persona, esponendo i criteri di giudizio morale sulle applicazioni della ricerca scientifica e della tecnica. Tali criteri sono il rispetto, la difesa e la promozione dell’uomo, il suo diritto primario e fondamentale alla vita, la sua dignità di persona, dotata di un’anima spirituale e di responsabilità morale. L’insegnamento morale della Chiesa e la sua riflessione etica hanno dunque l’unico scopo di dire chi sia l’uomo, come debba agire, in che modo debba essere trattato. Dunque è chiara la specificità della proposta cristiana in bioetica, denominata personalismo cristiano.La persona umana è immagine di Dio in Cristo: questa è la sua dignità; vive nella dimensione di uni-totalità, questa è la sua verità; iscritta in sé ha la categoria del dono, questo è il suo impegno morale. Cristologia, antropologia, morale sono le tre coordinate che guidano la riflessione bioetica cristiana. In questo studio richiameremo i principi fondamentali di carattere antropologico e morale, necessari per un’adeguata valutazione dei problemi e per l’elaborazione delle risposte e degli interrogativi. La prima parte ha per argomento il rispetto dell'essere umano a partire dal primo momento della sua esistenza. Tutti i dati scientifici oggi a disposizione, a una corretta e completa analisi biologica, dimostrano che la vita di un essere umano inizia alla fusione dei due gameti, ovulo e spermatozoo, provenienti rispettivamente dalla madre e dal padre. Alla fusione di due gameti, infatti, si costituisce un ‘nuovo sistema’, nel quale i due componenti non agiscono più indipendentemente l’uno dall’altro ma costituiscono una unità, nella quale ogni ulteriore passo è fatto come attività in un’unica nuova totalità. Perciò, in questo studio vogliamo difendere lo zigote, prodotto dalla fusione dei due gameti, il qual è il nuovo soggetto umano, a cui si può dare un nome, e la cui carta d’identità è il suo proprio genoma, cioè l’insieme dei suoi geni in cui è scritto il pianogramma che egli attuerà autonomamente a partire dal momento della sua formazione. Sosteniamo che non ha senso parlare di pre-embrione come di entità sostanzialmente diversa dall’embrione vero e proprio. Il termine ‘pre-embrione’ è un termine che non ha alcun significato biologico. E’ stato inventato, fondandolo su un grave errore scientifico, andando contro quanto era stato definito dall’autorevole Comitato Warnock, al fine di poter eseguire della sperimentazione sugli embrioni umani, almeno per il breve periodo dei primi quattordici giorni dal concepimento.

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7 INTRODUZIONE Tra le sfide che incombono maggiormente sul nostro presente e ancora di più nel futuro, quelle suscitate dalla genetica, sono indubbiamente le più appassionanti ma anche le più preoccupanti. L’umanità sta vivendo uno dei momenti più delicati proprio perchè la stessa base organizzativa, indispensabile per l‘attuazione degli organismi più complessi, come l’uomo cioè la riproduzione sessuata, è oggi messa in discussione dai recenti sviluppi delle conoscenze scientifiche e tecnologiche. Pertanto è lecito chiedersi quali direzioni prenderà la scienza che procede così rapidamente e in modo apparentemente inarrestabile?Accanto ai forti interessi commerciali e industriali che spingono verso un’applicazione incontrollata delle tecnologie più avanzate, ci sono degli scienziati “laici” ed anche medici che, sarcasticamente si chiedono”cosa abbiano da dire la Chiesa e la religione nel campo della genetica” considerandola intrusione abusiva in campo medico-scientifico, mettendo in discussione l’autonomia della scienza e la libertà del progresso medico. Si è verificata la dimenticanza del compito irrinunciabile della Chiesa, la quale è una «esperta in umanità», ed è depositaria di una missione al servizio della civiltà dell’amore e della vita. Il Magistero della Chiesa non interviene in nome di una competenza particolare nell’ambito delle scienze sperimentali; ma, dopo aver preso coscienza dei dati della ricerca e della tecnica, vuole proporre in virtù della propria missione evangelica e del suo dovere apostolico, la dottrina morale rispondente alla dignità della persona, esponendo i criteri di giudizio morale sulle aplicazioni della

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Mariarosa Pesce Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7169 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.