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La comunicazione interpersonale sulle chat

Il mondo è in continuo cambiamento. Secondo Luhmann, fino ad oggi la società ha subito diverse differenziazioni: differenziazione in sistemi parziali simili; differenziazione centro/periferia; differenziazione gerarchica di strati; differenziazione funzionale. I sistemi in cui è differenziata la nostra società hanno come operazione fondamentale la comunicazione. A partire da questa premessa ho analizzato i sistemi sociali dal più semplice, l’interazione faccia-a-faccia, a quelli che richiedono maggiore riduzione della complessità e rendono la comunicazione un evento sempre più improbabile. Sempre a partire dalla prospettiva luhmanniana, ho analizzato i mezzi di comunicazione di massa ed il loro rapporto con i sistemi psichici. Fra questi mi sono dedicata con maggiore attenzione alla nascita e diffusione di Internet e delle chat, non solo da un punto di vista tecnico, ma soprattutto sociale. Cos’è cambiato nel modo di comunicare nella società moderna? Come si conciliano questa nuova forma di comunicazione con l’interazione faccia-a-faccia?
Per la mia ricerca mi sono servita della chat C6 che ho scaricato dal sito www.atlantide.it. Mi sono registrata alla chat compilando il profilo e scegliendo il mio nickname. Con la mia identità mi sono collegata in Rete tutte le sere per 30 giorni aspettando di essere contattata. La chat di C6 consente sia di tenere conversazioni in stanze con molti utenti sia in stanze separate. Io ho scelto la seconda possibilità. Ogni conversazione che ho registrato ha avuto una durata compresa fra i 60 ed i 120 minuti. Per la particolarità dello studio non mi è stato possibile né fissare a priori un tempo limite per ogni chat né un target preciso dei miei interlocutori.
La comunicazione nelle chat, innanzitutto, manca di una vera e propria comunicazione non verbale, ma questa carenza viene sopperita in parte attraverso l’uso degli smilyes, delle abbreviazioni e di elementi paralinguistici che rendono la scrittura simile all’oralità. Ma in chat vengono anche stravolti gli usuali concetti di spazio e tempo: si va oltre il senso del luogo e il tempo diventa anche spazio simbolico dove incontrarsi. Coloro che frequentano le chat lo fanno per i più disparati motivi: solitudine, handicap fisici, incontri di sesso; anche se è difficile, con l’andare del tempo, definire delle categorie precise. Ma la chat è anche e soprattutto divertimento e gioco. E per gioco intendo quella stessa attività impegnativa con la quale i bambini imparano a socializzare e a impersonare i ruoli. È un gioco dove si può metter alla prova la nuova identità che ogni chatter si crea prima di collegarsi e creare dei rapporti che, per quanto possa sembrare impossibile, sono carichi di aspettative, emozioni e impegnativi.

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1 Introduzione Il mondo sta cambiando. Questo processo sta avvenendo ad una velocità tale che l’uomo sembra guardarlo con profondo stupore, quasi senza sapere dove porteranno tutti questi cambiamenti. Internet, cyberspazio, frontiera elettronica, mondi virtuali sono neologismi che con sempre maggiore forza entrano nei discorsi di tutti i giorni. L’obiettivo di questa tesi è di provare a mettere a confronto il mondo telematico e quello cosiddetto reale: vedere come interagiscono e come l’uno contribuisce a superare i limiti dell’altro. Argomento affascinante, ma intrigato da trattare. Purtroppo sull’argomento che andrò a trattare, la comunicazione interpersonale sulle chat, la bibliografia è varia ma non sempre facile da reperire. Se per la parte generale sulla società e sulla comunicazione mi sono basata su testi e manuali adottati anche nei programmi d’esame, per la parte riguardante Internet e le chat mi sono basata principalmente su documenti scaricati dalla Rete. I lavori

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Raffaella Diddi Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11703 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.