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Sindacato e terrorismo in Italia dalla strage di piazza Fontana all'assassinio Moro, 1968-1978

Si è tentato di ricostruire, attraverso la consultazione di “Rassegna Sindacale” dal 1969 al 1978, l’interpretazione del sindacato in merito alle Brigate Rosse, ponendola anche in relazione con le spiegazioni, a volte contrastanti, del Pci, comparse su “Rinascita” nel medesimo arco di tempo, sul fenomeno eversivo.
Al raffronto delle due riviste precede un breve capitolo introduttivo dedicato al 1968, anno “rivoluzionario” di portata universale, senza il quale risulterebbe arduo non solo spiegare il volto nuovo delle lotte operaie e del sindacato, ma anche del contesto sociale completamente rinnovato, all’interno del quale si andava ramificando il fenomeno del terrorismo.
L’analisi delle due riviste comincia nel 1970, primo anno di massima tensione, causata dalla strage di Piazza Fontana. Da quell’anno il sindacato e la sinistra storica assunsero un atteggiamento difensivo sia nei confronti dello schieramento conservatore e del mondo imprenditoriale, che li accusavano di essere i “mandanti” dello stato di tensione presente nelle principali fabbriche italiane, sia verso lo Stato, che attraverso l’investitura di nuovi poteri al corpo della polizia, attuò, a detta delle parti in causa, una dura “repressione” nei confronti dei diritti dei lavoratori.

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4 PREFAZIONE Il sindacato, per tutto l’arco di tempo compreso fra il 1969 e il 1978, ha evidenziato un forte ritardo nel denunciare l’esistenza di un terrorismo “rosso” che proliferava all’interno delle più grandi fabbriche del Nord Italia. L’evidente mancanza delle organizzazioni dei lavoratori è sottolineata dal segretario generale della Uil, Giorgio Benvenuto: “Quale fu l’errore del sindacato e della sinistra, ma soprattutto del sindacato? Quello di aver pensato che non esistessero gli opposti estremismi. Noi pensavamo che il terrorismo fosse solo di destra, e al di fuori delle fabbriche. Invece il terrorismo, forse anche perchè non ci fu la capacità di combattere l’eversione di destra, ebbe anche un connotato di sinistra. Sottovalutammo le Brigate Rosse, sottovalutammo un certo tipo di linguaggio, sottovalutammo un certo tipo di lotte che se avevano una loro validità nel ‘69, nel ‘70 e nel ‘71, a lungo andare finivano per rappresentare un terreno di coltura” 1 . 1 Intervista a G. Benvenuto in S. Zavoli, La notte della Repubblica, Milano, Mondadori, 1992, p.80

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Enrico Mariotti Contatta »

Composta da 291 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.