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La difficile esistenza dei Liberal Democrat nel sistema politico inglese

I Liberal Democrat costituiscono l’elemento nuovo della scena politica inglese, notoriamente chiusa e poco abituata alla comparsa di fenomeni originali e potenzialmente fastidiosi, perché ostili al sistema in vigore. Piacciono ai giovani e agli anticonformisti, ma iniziano a riscuotere un certo successo anche tra gli elettori delusi dai due partiti maggiori, i Laburisti ed i Conservatori. Sono ormai una realtà nota e già efficacemente rodata a livello locale. Per tale motivo non possono più essere ignorati o considerati una semplice meteora.
Con questo lavoro si è ricostruita la breve ma tormentata storia del partito liberal-democratico, analizzandone dapprima la forte e composita tradizione, inserita nel contesto del sistema partitico inglese, per poi giungere a comprendere − mediante la descrizione dell’organizzazione e delle strategie − i motivi della loro difficoltà ad emergere. Per molte cause, infatti, in primis il sistema elettorale, i LibDem non riescono ad avere una vita facile.
Gli strumenti bibliografici utilizzati per la ricerca sono stati – oltre a testi in lingua inglese, trovati e consultati anche in madrepatria – alcuni saggi pubblicati su riviste specializzate e documenti editi dal quartier generale del partito, quali bozze di policy, raccolte dei discorsi dei leader, e manifesti elettorali.
Il sito Internet del partito ha costituito la fonte principale di accesso agli indirizzi dei candidati alla House of Commons. Per completare la ricerca, infatti, nella seconda metà dello scorso settembre sono stati intervistati – prima e durante il congresso annuale – quattro membri dei Liberal Democrat. Due di loro sono stati candidati a Westminster e sconfitti rispettivamente dalla seconda straripante ondata laburista e dai resti dell’orgoglio conservatore. Gli altri due sono un candidato che per la seconda volta è stato eletto sul filo di lana, e l’assistente di un parlamentare che ne ha illustrato nei dettagli la campagna elettorale. I colloqui hanno confermato la persistente difficoltà del partito a trovare una sua via nel sistema politico inglese, e soprattutto si sono rivelati utili per conoscere da vicino molti aspetti e problemi della politica attiva, raccontati da chi li vive quotidianamente.

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30 3. Il sistema di partito inglese e i cambiamenti politici La competizione e la cooperazione tra le élite dei partiti sono fenomeni fondamentali. Dagli anni ’70 il sistema di partito inglese si sta spostando dal suo tradizionale status di esempio classico di democrazia maggioritaria, basato sul principio “winner-takes-all”, verso il modello antitetico, quello della democrazia del consenso (Webb, 2000). Bisogna però osservare che per la classificazione dei sistemi partitici il criterio numerico ha grande valore, poiché il bipartitismo-bipolarismo ha differenze enormi rispetto al multipartitismo-multipolarismo. Inoltre un altro parametro da considerare è la cooperazione inter-partitica. Tenendo presente che quest’ultima avviene in molteplici arene, quella elettorale, legislativa ed esecutiva, e a differenti livelli giurisdizionali, locale, regionale, nazionale ed europeo, le valutazioni diventano più complicate. Tutto ciò è stato detto per fare capire che affermare che l’Inghilterra abbia un sistema bipartitico non è scorretto, tuttavia si tratta di una grossa semplificazione della questione, anche perché il sistema di partito non è comunque uno soltanto. In ogni caso nel corso della trattazione si parlerà di un solo sistema, quello

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giuseppe Riccardo Camisasca Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1158 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.