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La valutazione oggettiva di una prestazione sportiva: l'analisi della partita di calcio e un nuovo modello per il calcolo dell'IVG

L’idea del mio lavoro è nata durante i Campionati Europei di calcio del 2000 quando, nelle trasmissioni sportive della RAI, ho incontrato per la prima volta l’Indice di Valutazione Generale (IVG), misura sintetica della performance dei singoli calciatori.
L’immediato interesse suscitato in me da questa novità ha dato il via ad una serie di ricerche ed incontri volti ad approfondire l’argomento, con particolare attenzione alla parte statistica che rende possibile il calcolo dell’IVG; ne è derivata la tesi presentata in questo sito, che ha ottenuto alcuni buoni riconoscimenti dagli addetti ai lavori (con l’interessamento del Centro Studi di Coverciano) e dai mass-media (con articoli su La Nazione-Quotidiano Nazionale e un’intervista radiofonica su Radio 2 RAI).
La prima parte contiene un excursus storico nel mondo del calcio, dalle origini ai giorni nostri, focalizzato su due aspetti fondamentali, l’evoluzione tattica e l’intervento dei mass-media, che hanno stimolato le trasformazioni nel corso degli anni, portando il fenomeno-calcio a perdere la propria identità quasi esclusivamente ludica e ad assumere una connotazione decisamente professionale, con implicazioni economiche, sociali, culturali e antropologiche.
La seconda parte riguarda invece l’analisi della partita di calcio, rivista con il contributo delle moderne tecnologie e di una disciplina come la statistica che sta assumendo sempre più importanza in ogni aspetto della società contemporanea. Viene poi tracciato il profilo della Digital Soccer Project (DSP), indiscussa azienda leader in Europa nella raccolta di dati relativi al calcio, e viene presentato, nelle sue prime “imperfette” formulazioni, l’Indice di Valutazione Generale.
La terza parte infine raccoglie il lavoro di ricerca statistica, da me svolto in un equipe guidata dal prof. Furio Camillo dell’Università di Bologna, per la definizione di un nuovo modello per il calcolo dell’IVG, sulla base delle esigenze e degli obiettivi indicati dagli addetti ai lavori e dell’esperienza dei primi modelli nei Campionati Europei e nelle stagioni successive.
Il risultato è uno strumento affidabile di valutazione oggettiva delle prestazioni dei singoli calciatori (e, in aggregato, delle diverse squadre), non più influenzato dalla percezione personale (e sempre opinabile) dello spettatore, ma invece legato esclusivamente a quanto svolto realmente in campo dal giocatore.
In conclusione le due differenti prospettive, oggettiva (costituita dall’IVG) e soggettiva (rappresentata dalle pagelle dei giornalisti) sono confrontate tra loro per coglierne le differenze ed evidenziarne i limiti; se ne ricava l’idea di una necessaria complementarietà tanto che, nei prossimi anni, si potrebbe arrivare ad avere il computer in panchina pronto ad integrare, con i suoi dati e i suoi riassunti statistici in tempo reale, la percezione degli allenatori affiancandoli nel loro lavoro.

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Introduzione Al termine del mio percorso di studi in ambito statistico ed economico mi sono trovato a dover scegliere l’argomento per la mia dissertazione scritta finale e ho cercato di inserire la mia volontà di svolgere una tesi di ricerca operativa in un ambito moderno e affascinante quale il mondo del calcio, nel quale la statistica sta da qualche anno assumendo una rilevanza sempre maggiore. Essendo appassionato di calcio, come molti miei coetanei, stavo infatti seguendo alla televisione le partite dei Campionati Europei 2000 in Belgio e Olanda quando ho “incontrato” per la prima volta l’Indice di Valutazione Generale (IVG), una misura sintetica della prestazione del singolo calciatore in ogni gara, proposto nelle trasmissioni RAI dedicate a quella competizione. Apprezzando molto la novità, ho cercato subito di capire quale modello statistico fosse alla base di quella valutazione ed in che modo le varie azioni svolte dagli atleti durante la partita contribuissero alla formazione dell’IVG; poiché le trasmissioni televisive non avevano soddisfatto concretamente questo mio interesse ho quindi cercato di documentarmi su Internet ed ho scoperto i fondamenti del modello, messo a punto dalla Digital Soccer Project di Brescia, che si era occupata della rilevazione dei dati, e dal prof. Furio Camillo, docente dell’Università di Bologna, che aveva curato la parte statistica. Dopo la conclusione dei Campionati Europei ho voluto approfondire l’argomento e, per questo, mi sono recato a Brescia e a Bologna dove ho incontrato Adriano Bacconi, creatore e responsabile della DSP, e il prof. Furio Camillo che mi hanno spiegato dettagliatamente il funzionamento dell’IVG, chiarendo gli ultimi dubbi che mi erano rimasti, e mi hanno parlato della possibilità di rivedere e di migliorare il modello in funzione dell’esperienza appena trascorsa in Belgio e Olanda. Da qui alla scelta del tema su cui sviluppare la mia tesi il passo è stato breve e, grazie al sostegno della prof.ssa Grassini che ha accettato con entusiasmo di seguire il mio lavoro, ho incominciato ad impegnarmi in questo progetto per me decisamente affascinante, anche perché legato ai miei primi rapporti con la statistica, sviluppati fin da bambino proprio in relazione al calcio incrociando ed analizzando tutti i dati che trovavo negli album di figurine e sugli almanacchi che custodivo gelosamente.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Daniele Bruzzone Contatta »

Composta da 291 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6649 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.