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Gli Adr come alternativa alle controversie su Internet

L’avvento di internet negli ultimi anni ha visto espandersi le possibilità di comunicazione, di scambio e di commercio tra le persone. La nascita di questa piattaforma globale che non conosce le limitazioni del tempo e dello spazio sta ponendo in competizione diretta i soggetti che intendono offrire, tramite questo mezzo beni o servizi al sempre più vasto gruppo degli e-consumer. Ma parallelamente allo sviluppo del commercio elettronico sia nella sua accezione di business to business che di business to consumer, sta crescendo una nuova categoria di controversie. Le e-disputes comprendono tutti quei contenziosi che nascono sulla rete o per mezzo della rete. Purtroppo tale fenomeno è in costante e rapida crescita, tanto da porre una seria ipoteca sulle future possibilità di sviluppo del commercio in rete.
In questo settore i mezzi tradizionali offerti dalla giustizia per tutelare i diritti dei soggetti, mostrano dei limiti, per un loro efficace impiego. Le caratteristiche di Internet sembrano imporre una revisione radicale degli strumenti di tutela. Questi per risultare efficaci devono fondarsi su tre fattori, che sono la convenienza, la fiducia e la competenza. Il modesto valore delle maggior parte delle transazioni online spinge gli utenti a ricercare strumenti che permettano un risparmio sia in termini di tempo che di denaro. Per il fattore fiducia il quesito fondamentale è capire se l’utente può essere spinto a non acquistare un bene o un servizio per il timore che quello che vuole non sia quello che poi effettivamente ottiene. Infine il fattore competenza. Internet pone dal punto di vista giuridico problemi specifici, che devono essere risolti da persone che abbiano una profonda competenza in materia.
L’attenzione si è quindi rivolta alle procedure alternative per la risoluzione delle controversie. Il fenomeno nato alla fine degli anni settanta negli Stati Uniti per far fronte al fenomeno della “litigation explosion” è sembrato a molti studiosi una buona base di partenza per costruire strumenti di risoluzione online dei conflitti. Le caratteristiche delle procedure si adattano bene a fornire una risposta adeguata ai tre fattori sopraesposti. Da questo lavoro, alla fine degli anni novanta sempre negli Stati Uniti nasce la categoria dei sistemi online per la risoluzione delle controversie (ODR). Le caratteristiche proprie di tali procedure sono il risultato della fusione dei tre fattori visti prima con un quarto elemento. Infatti quando si discute di contenzioso online, entra in gioco un quarto fattore, la tecnologia. Se nelle procedure offline, il momento più importante per raggiungere un accordo è durante gli incontri faccia a faccia tra le parti coinvolte, in quelle online non esiste nulla di simile. L’utilizzo di particolari tools di comunicazione rende lo scambio di informazioni e di proposte un flusso continuo. La frammentazione della procedura in tanti incontri al termine dei quali vi è un periodo di stasi che si protrae fino all’incontro successivo, viene superata dalla negoziazione continua spesso in real time, svolta attraverso la rete. L’uso della tecnologia si caratterizza quindi come il vero fattore di innovazione dei sistemi online per la risoluzione delle controversie. Tecnologia intesa sia come mezzo per veicolare le informazioni, sia come insieme di risorse in grado di facilitare il raggiungimento di un accordo anche in procedure offlline.
Dopo una primissima fase di crescita incontrollata gli ODR stanno lentamente percorrendo la strada verso un progressivo consolidamento. Lo scopo è quello di fornire a tali procedure regole e standard qualitativi adeguati al loro fine. Fine che giova ricordarlo è quello di fornire agli utenti della rete sia che per questi si intenda il semplice consumatore come la grande multinazionale, uno strumento efficace in grado di tutelare i loro diritti.
L’analisi svolta, ha però messo in evidenza una serie di problematiche in merito all’utilizzo di tali procedure nella soluzione delle controversie. Problemi connessi con le garanzie di indipendenza e di autonomia degli organi che offrono servizi di ODR. Ma anche con il diritto al contraddittorio tra le parti e ad essere esaurientemente e tempestivamente informati sia delle regole procedurali con cui si effettuerà il tentativo di conciliazione o di arbitrato, sia delle proposte e controproposte avanzate dalle parti o dal terzo. Tali problematiche ci spingono a porre un’ ipoteca sull’utilizzo delle procedure online in alcuni settori come quello dei diritti sociali. Al contrario, nel settore dei servizi finanziari e del commercio elettronico le prospettive per una graduale introduzione di sistemi alternativi per la risoluzione delle controversie, risultano più positive.

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1 OBIETTIVO E ORGANIZZAZIONE DELLA TESI La tesi si basa su un lavoro di ricerca svolto nell’arco di alcuni mesi, attraverso un uso massiccio degli strumenti offerti da Internet per raccogliere il materiale e conoscere le più significative esperienze sviluppate negli ultimi anni in campo internazionale, e nazionale sul tema degli strumenti alternativi per la risoluzione delle controversie sulla rete. Lo scopo di questa tesi è quello di verificare se le procedure extragiudiziali possono o meno costituire un valida alternativa agli strumenti tradizionali della giustizia, nel settore delle e-disputes. Nel primo capitolo si ripropongono le tappe che hanno portato all’avvento di Internet, l’espandersi delle possibilità di comunicazione, di scambio e di commercio tra le persone. La nascita di questa piattaforma globale che non conosce le limitazioni del tempo e dello spazio sta ponendo in competizione diretta i soggetti che intendono offrire, tramite questo mezzo, beni o servizi al sempre più vasto gruppo degli e-consumer. Ma parallelamente allo sviluppo del commercio elettronico sia nella sua accezione di business to business che di business to consumer, sta crescendo una nuova categoria di controversie. Le e- disputes comprendono tutti quei contenziosi che nascono sulla rete o per mezzo della rete. Purtroppo tale fenomeno è in costante e rapida crescita, tanto da porre una seria ipoteca sulle future possibilità di sviluppo del commercio in rete. In questo settore i mezzi tradizionali offerti dalla giustizia per tutelare i diritti dei soggetti, mostrano dei limiti, per un loro efficace impiego. Nel secondo capitolo si prende le mosse dalla considerazione che le caratteristiche di Internet sembrano imporre una revisione radicale degli strumenti di tutela. Questi, per risultare efficaci, devono fondarsi su tre fattori che sono la convenienza, la fiducia e la competenza. Il modesto valore della maggior

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Valentini Contatta »

Composta da 231 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4776 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.