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Alice tra senso e non senso. Studio su Lewis Carroll

Il Thè dei Matti ed il controllo del Tempo

Apparecchiato sotto un albero davanti alla casa, c’era un tavolo dove il Leprotto Marzolino e il Cappellaio Matto prendevano il tè; seduto in mezzo a loro, c’era un ghiro che dormiva della grossa, mentre quei due lo usavano come cuscino per appoggiarci sopra i gomiti e conversavano al di sopra della sua testa. […]

Per quanto la cosa non scoraggiasse minimamente Alice, che andò ad accomodarsi su un’ampia poltrona a capotavola, l’accoglienza non fu delle migliori. Il Leprotto e il Cappellaio erano impegnati nei preparativi per l’ora del tè ed in argomenti che ad Alice sembrarono del tutto inutili anzi una vera e propria perdita di tempo, tanto che


“dovreste imparare ad usare un po’ meglio il vostro Tempo” disse Alice […] “se tu conoscessi il Tempo come lo conosco io” replicò il Cappellaio “non oseresti parlarne con tanta disinvoltura; lui è un Signor Tempo”.


Tra il Tempo di cui parla Alice e quello del Cappellaio c’è una differenza, quello di Alice è il Tempo che conosciamo bene, quello degli eventi che si susseguono uno dopo l’altro, quello che a volte ci è nemico a volte amico. È quello delle azioni che si compiono nel presente, è fisico, ciclico, corporeo, variabile; si snoda su di una linea retta, insomma è Kronos.
Invece il Tempo del Cappellaio è Aion, per il quale esistono solo passato e futuro un’azione è sempre già accaduta e sta sempre per accadere è sempre l’ora del tè. È incorporeo il suo esistere non dipende dal compiersi dell’azione, non lo riguardano i fatti fisici ma le azioni pure. Cosa sia l’Aion lo spiega bene Deleuze nella Logica del Senso:


Secondo Aion soltanto il passato e il futuro insistono e sussistono nel tempo. Invece di un presente che riassorbe il passato e il futuro, un futuro e un passato che dividono ad ogni istante il presente, che lo suddividono all’infinito in passato e futuro, nei due sensi contemporaneamente. Aion si estende in linea retta illimitato nei due sensi. Sempre già passato e eternamente ancora da venire, Aion è la verità eterna del Tempo; pura forma vuota del Tempo […] è il presente senza spessore, il presente dell’attore, del ballerino e del mimo puro momento perverso. È il presente dell’operazione pura e non dell’incorporazione Secondo Aion soltanto il passato e il futuro insistono e sussistono nel tempo. Invece di un presente che riassorbe il passato e il futuro, un futuro e un passato che dividono ad ogni istante il presente, che lo suddividono all’infinito in passato e futuro, nei due sensi contemporaneamente.


L’Aion è l’infinito, il Tempo del puro divenire, dell’evento in quanto tale; il suo rapporto con gli eventi è al di fuori di ogni causalità fattuale, in rapporto solo con gli eventi e non con i fatti e con l’essere. Durante il tè del Cappellaio l’eterno desiderio dell’uomo di gestire il Tempo sembra realizzarsi; l’ora del tè si prolunga all’infinito, è sempre tutto pronto ed apparecchiato, ma il tè è sempre appena stato preso o si è sempre sul punto di prenderlo, non lo si prende mai.
Con Aion l’azione è sempre appena passata o ancora da compiersi. Questo permette di evitare lo sviluppo degli eventi lungo una linea verticale che porta un azione dal compimento alla fine.
Il compiersi e finire dell’azione corporea non c’è più, rimane l’evento puro, dove non c’è nè dolore nè evoluzione.
Nelle Avventure il Tempo viene oggettivato nell’orologio; l’orologio del Coniglio Bianco, che gli ricorda sempre quanto sia tardi, e l’orologio presente nel settimo capitolo


“E’ indietro di due giorni !” sospirò il Cappellaio Matto. “Te l’avevo detto che il burro non fa bene agli ingranaggi!” aggiunse, guardando in malo modo il Leprotto Marzolino.[…] Alice aveva sbirciato da sopra la spalla del Leprotto Marzolino con una certa curiosità. “Che buffo orologio!” osservò. “Dice qual è il giorno del mese ma non dice l’ora!”.

Il Cappellaio Matto ed il Leprotto Marzolino gestiscono l’Orologio-Tempo come se fosse un vecchio amico con cui è meglio non litigare, ma che se lo si sa prendere è ben disposto a farci qualche favore, fermandosi sull’orario che più ci fa comodo:


“Ci scommetto che non hai mai provato a parlarci assieme, col Tempo!” “[…]. Vedi se te lo tieni amico, lui fa quasi tutto quello che vuoi con l’orologio.[…]”


Quindi si può riuscire a scappare dal Tempo del dovere, delle scadenze, degli impegni, insomma a contrapporre Aion, il Tempo del sempre passato e sempre futuro, a Kronos per il quale, come dice ancora Deleuze: soltanto il presente esiste nel Tempo.

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5 Lewis Carroll e Alice Vedo come vedevo (da bambino), ma dietro agli occhi mi vedo mentre vedo; e questo basta a oscurarmi il sole e a far diventare vecchio il verde degli alberi e a far appassire i fiori prima che fioriscano Fernando Pessoa Cenni biografici Prima di analizzare l’opera di Carroll mi è sembrato giusto apportare al mio lavoro uno studio, per quanto sintetico, il più fedele ed esaustivo possibile, sulla vita di questo matematico vittoriano, uomo di chiesa ed appassionato di fotografia, scienziato ed inventore. Per i riferimenti biografici mi sono rifatta all’opera di J. Gattegno: Lewis Carroll.Une vie, che a mio parere, è una delle opere più ricche e particolareggiate sull’autore di Alice.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giordana Pagliarani Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 18885 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.