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La democrazia ateniese. Un modello per la democrazia moderna

La mia tesi è l'analisi della democrazia ateniese dalle origini della civiltà greca (VIII secolo) alla conquista di Atene da parte dei romani (I secolo a.C.). La trattazione è divisa in tre parti: la prima riguarda la storia, la seconda gli aspetti istituzionali mentre la terza è sulla filosofia. In questa terza parte viene inserita la comparazione con la democrazia attuale (italiana in special luogo).

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9 PREFAZIONE «L'Italia è una repubblica democratica…» questo è l'incipit del primo articolo della nostra Costituzione. La democrazia quindi è la forma di governo che caratterizza lo Stato italiano, ed è anche il suo ideale politico. Un ideale che ha origini lontane, vecchie di 2500 anni. La democrazia, come sistema ed ideale politico, è nata infatti in Grecia nel VI secolo avanti Cristo; sono in molti a pensare che la democrazia dell'antica Grecia sia, dal punto di vista ideale, quella più consona ad una società di massa come la nostra. In realtà, l'opinione appena espressa può far cadere in errore, se non viene specificata. La nostra democrazia, non solo quella italiana, ma in generale quella contemporanea, o per meglio dire moderna, è sensibilmente diversa, a livello costituzionale, da quella dei Greci. Nella filosofia politica questo problema viene comunemente chiamato "differenza fra la democrazia degli antichi e la democrazia dei moderni", concetto desunto direttamente da una studio compiuto dal filosofo liberale francese Constant quasi due secoli fa. Nel 1819 Benjamin Constant espose, durante una conferenza sulla libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni, la teoria che la democrazia degli antichi fosse una democrazia diversa da quella dei moderni, e pertanto irrealizzabile nei tempi moderni. Dal punto di vista costituzionale la democrazia moderna è considerata una democrazia rappresentativa, in cui l'attività legislativa è esercitata da un parlamento eletto dal popolo (le altre attività da funzionari scelti sempre dal popolo) che riflette la volontà del corpo elettorale ed è responsabile di fronte a questo, e quella antica una democrazia diretta. La democrazia diretta è una forma di governo, in cui le persone su cui hanno effetto le decisioni sono le stesse che prendono queste decisioni. La funzione legislativa, esecutiva e giurisdizionale è svolta dai cittadini in una riunione di massa o in assemblea plenaria; questa organizzazione è però oggettivamente possibile solo in piccole comunità ed in condizioni sociali semplici. Il grande giurista austriaco Hans Kelsen reputava che negli Stati moderni la democrazia diretta non fosse praticabile. Infatti solo alcuni piccoli cantoni svizzeri possono chiamarsi democrazie dirette: caratteristiche salienti di tale sistema politico sono l'assemblea dei cittadini deliberanti (detta

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Andrea Tonellotto Contatta »

Composta da 283 pagine.

 

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Consultata integralmente 24 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.