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Relazioni cooperative tra imprese nell'industria aeronautica civile. Il caso Alenia

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Scognamiglio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Enrico Cavalieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 279

Una delle caratteristiche più rilevanti dell’evoluzione di molti settori, nell’attuale fase dello sviluppo economico e tecnologico, è rappresentata dall’estrema complessità del rapporto tra imprese e mercati.
Gli elementi di tale complessità sono riconducibili a più fattori. Una prima caratteristica rilevante è data dalla crescita della pluralità degli ambienti e dei soggetti, determinata dalla notevole varietà di strutture, di imprese, di clienti, di prodotti e di mercati. Un secondo aspetto è costituito dal dinamismo con cui i fenomeni economici si presentano e dunque dalla natura evolutiva dei rapporti tra soggetti e mercati. Il terzo connotato è dato dalla progressiva incapacità delle imprese di gestire i propri rapporti con i fornitori, clienti e concorrenti come meccanismi semplici, in cui alle decisioni strategiche ed operative (causa) corrispondono comportamenti definiti ed univoci delle controparti esterne (effetto). Anzi, sembrerebbe che le imprese abbiano notevole difficoltà nello scorgere le leggi che governano i loro atteggiamenti: i vari interlocutori, difatti, appaiono agire contraddittoriamente, in maniera non facile da decifrare, che portano a scelte strategiche di lungo periodo basate su ipotesi piuttosto che su previsioni attendibili. Un ulteriore attributo della complessità appare dato dalla coesistenza di un allungamento dell’arco temporale in cui si producono gli effetti delle scelte insieme alla diminuzione delle capacità previsive di coloro che pongono in essere le decisioni. Tutto ciò in un ambiente che si caratterizza sempre di più per la crescente instabilità dei sistemi politici, economici, sociali, tecnologici e culturali.
A tali dimensioni si aggiunge la complessità delle imprese, che sempre più è alimentata dalla crescita di conoscenza e, dunque, dall’ampliamento dei problemi strategici, così come percepiti dalle imprese stesse.
Una delle chiavi di lettura dei fenomeni ora descritti, che indubbiamente si presta ad una pluralità di modalità di osservazione e di prospettive di analisi, ruota attorno al tema del progresso tecnologico e del ruolo che esso gioca ai fini dell’ampliamento della complessità. La tecnologia è difatti attiva nei processi di complicazione dell’ambiente; è motore dei principali processi evolutivi nella maggior parte dei settori industriali, è artefice della complessità comportamentale dei soggetti economici; è dunque elemento che gioca un ruolo rilevante nel processo di emersione dei fenomeni in apparenza contraddittori e, infine, causa forse principale dell’instabilità che caratterizza oggi i mercati. E’ pertanto nei settori high-tech che maggiormente può essere osservato il fenomeno della complessità, ove, peraltro, la necessità di continuo accumulo di conoscenza porta ad una naturale crescita della complessità delle imprese medesime.
Dal punto di vista delle imprese stesse, l’aspetto più appariscente della complessità può essere osservato nella sempre minor interdipendenza delle scelte strategiche dai vincoli posti, in generale, dall’ambiente ed in particolare dalle strutture dei settori e, dunque, dal contesto competitivo. Ciò significa che, sempre più, le imprese sembrano dover operare delle scelte che non rappresentano l’adattamento passivo alla struttura concorrenziale – così come postulato nel passato – ma che divengono il frutto di gradi di libertà e di capacità autonome che hanno origine nelle imprese stesse. Ciascun agente economico, in altre parole, appare più il risultato di una storia individuale di scelte e di atteggiamenti e sempre meno la semplice risultante delle forze impersonali che agiscono nel mercato.
Uno degli aspetti in cui maggiormente è evidente la natura non adattiva della strategia può essere colto nelle relazioni cooperative tra le imprese, che appare come elemento di un comportamento di sviluppo soggettivo e fortemente articolato dei percorsi di crescita delle singole imprese. Accordi ed alleanze, in tale contesto, non rappresentano più scelte residuali o subottimali, ma costituiscono sintomaticamente la necessità di ricerca di una pluralità di soluzioni ai problemi della complessità, attraverso cioè modalità articolate di espansione, sviluppo e diversificazione, sui mercati nazionali ed internazionali, nell’ambito dei confini settoriali o in ambiti sovrasettoriali.
La scelta del settore aeronautico e delle imprese che vi operano come campo di indagine s’inquadra perfettamente in quanto appena riportato. Quello aeronautico è difatti un settore ad alta complessità in cui, nonostante sia presente una forte spinta alla globalizzazione delle attività, operano forze altrettanto influenti, di natura essenzialmente politica, derivanti dalla strategicità che ovunque è annessa al settore.

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DISCUSSIONE Una delle caratteristiche più rilevanti dell’evoluzione di molti settori, nell’attuale fase di sviluppo economico e tecnologico, è rappresentata dall’estrema complessità del rapporto tra imprese e mercati. Gli elementi di tale complessità sono riconducibili a molteplici fattori: 1) la crescita della pluralità degli ambienti e dei soggetti che determina una notevole varietà di strutture, di imprese, di clienti, di prodotti e di mercati; 2) la progressiva incapacità delle imprese di gestire i propri rapporti con i vari interlocutori come meccanismi semplici, in cui alle decisioni strategiche ed operative (causa) corrispondono (effetto) dei comportamenti univoci e definiti delle controparti esterne; 3) Allungamento dell’arco temporale in cui si producono gli effetti delle scelte assieme alla diminuzione della capacità previsiva di coloro che pongono in essere le decisioni. Il tutto contornato dalla crescente instabilità politica, economica, sociale, culturale e tcnologica - a tal proposito non v’è dubbio che proprio la tecnologia è attiva nei processi di complicazione dell’ambiente, è motore dei principali processi evolutivi nella maggior parte dei settori industriali, è artefice della complessità comportamentale dei soggetti economici. A tali dimensioni si aggiunge la complessità delle imprese, che sempre più sono alimentate dalla crescita dell’esigenza della risorsa produttiva conoscenza che inevitabilmente determina l’ampliamento dei problemi srategici e gestionali. Dal punto di vista di queste ultime, l’aspetto più appariscente di tale complessità può essere osservato nella sempre minor interdipendenza delle scelte strategiche dai vincoli posti, in generale, dall’ambiente ed, in particolare, dal contesto competitivo di riferimento. Con ciò si vuol dire che sempre più le imprese sembrano dover operare delle scelte che non rappresentano l’adattamento passivo alla struttura concorrenziale, ma che divengono il frutto di gradi di libertà e di capacità autonome che hanno origine nelle organizzazioni stesse. Uno degli aspetti della natura non adattiva della strategia d’impresa può essere colto nella ideazione di relazioni di cooperazione con altre imprese, che appare come un elemento di un comportamento di sviluppo soggettivo e fortemente articolato dei processi di crescita delle singole organizzazioni. Accordi ed alleanze, in tale contesto, non rappresentano più scelte subottimali o residuali - di second best potremmo dire - ma costituiscono sintomaticamente la necessità della ricerca di una soluzione alla complessità, attraverso cioè modalità articolate di espansione, sviluppo e diversificazione sui mercati internazionali, nell’ambito dei confini settoriali o sovrasettoriali. La logica di fondo delle relazioni cooperative può essere inquadrata dunque nell’incapacità di basare il proprio sviluppo sull’autosufficienza, poichè le risorse materiali ed immateriali accumulabili all’interno sono inefficienti ed inefficaci rispetto a quelle prodotte nell’ambiente esterno. E’ per tanto un’assoluta necessità per le imprese quella cioè di sviluppare relazioni non competitive con l’esterno per realizzare sinergie con le proprie competenze autogene. Ruolo centrale nella pianificazione d’impresa è rivestito dunque dalla definizione di accordi ed alleanze, attraverso le quali più imprese possono unire le proprie forze, controllare e convogliare meglio gli stimoli ed i condizionamenti esterni, creare

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