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Mitologie del postmoderno: da McDonald's alla cucina del territorio

Nel Capitolo Primo, «Il culinario postmoderno: miti e riti contemporanei», dopo una preventiva indicazione circa l’approccio seguito, il quale presuppone l’assunzione del sistema culinario quale specifico sistema simbolico, si procede con una ricognizione circa i mutamenti e le persistenze che contraddistinguono le tendenze alimentari contemporanee.
Nel Capitolo secondo, «Il mondo di McDonald’s», attraverso l’analisi narratologica di alcuni spot pubblicitari e l’analisi semiotica delle campagne promozionali e delle pagine Web del sito dell’azienda McDonald’s, si indaga il fenomeno socio-culturale della radicalizzazione della dicotomia globale vs locale nell’ambito culinario.
Nel Capitolo Terzo, «Cucina bergamasca: la nascita dei localismi culinari», si affronta il tema della riscoperta delle territorialità locali, esaminato per mezzo di una ricerca condotta in alcuni ristoranti bergamaschi e se ne evidenziano gli aspetti paradossali.
Nel Capitolo Quarto, «McDonald’s e la cucina del territorio: mitologie del postmoderno», attraverso una lettura critica delle tematiche indagate, si esplica la tesi generale dell’elaborato, incentrata sulla definizione di culinario postmoderno come culinario glocale, contraddistinto da peculiari spazi coassiali tra la cucina locale e quella mcdonaldizzata.

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1 INTRODUZIONE «La parola è cibo, la conoscenza è alimentazione, il sapere è sapore, la scrittura è cucina». 1 Coi tempi che corrono, tempi di epidemie e catastrofi alimentari, 2 di animali e di cibi che impazziscono 3 e di mostruose ingegnerie che alimentano nei più fobie frankesteiniane, parlare e scrivere di cibo è d’obbligo. Da tematica accessoria, relegata nelle pagine di diari di campo degli etnografi, il cibo occupa oggi uno spazio d’onore nell’agenda pubblica. L’alimento infatti imperversa sulle tavole di ogni genere di dibattito, quale osservato speciale, rischiando la liquefazione sotto i riflettori delle TV, la plastificazione sulle copertine patinate dei magazines e la chimificazione nelle tabelle nutrizionali. Si intavolano lipofobe diatribe e s’imbastiscono cacofonici ricettari del mangiar sano, fino al satollamento non di cibo ma di discorso sul cibo. 4 1 F. Rigotti, La filosofia in cucina. Piccola critica della ragion culinaria, Bologna, Il Mulino, 1999, p. 20. 2 Mentre questo scritto viene esteso le cronache riportano notizie, fatti, opinioni riguardanti l’epidemia di afta epizootica che, sviluppatasi nel Regno Unito a partire dal febbraio 2001, si sta propagando in altri Paesi Europei. 3 Come impazzisce la mucca se nutrita con farine animali, così impazzisce la crema di latte, uova e zucchero se preparata con gesti inadeguati. 4 «E’ una fitta rete discorsiva a cui partecipano psichiatria e psicologia, i supposti saperi gastronomici. Si pensi ai gastronomi e agli chef che imperversano dagli schermi televisivi, i ricettari con traduzioni proteiche, caloriche e lipidiche, le cerimonie di aggregazione e forzata socializzazione culminanti in banchetti […]». P. Ricci e S. Ceccarelli, Frammenti di un discorso culinario, Milano, Guerini e Associati, 2000, p. 13.

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Stefania Durante Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.