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Procreazione e scelta responsabile

Introduzione
Definizione e ricognizione della problematica: la nuova procreazione

I progressi della scienza medica nel campo che ci proponiamo di analizzare hanno avuto negli ultimi anni un’accelerazione tale che, per il giurista, risulta assai arduo, quando non opportuno, elaborare costruzioni teoriche nuove capaci di adattarsi alle innovative possibilità tecnico-mediche ed idonee a stabilizzare un terreno giuridico in continua trasformazione.
Tuttavia, l’opera di una feconda dottrina consente, a chi si appresta a studiare questo tema, di potersi avvicinare con una sicura guida alle questioni più incisive, spesso indicando la strada e quasi mai, prudentemente, percorrendola fino in fondo. Anche l’opera del legislatore (ancora latitante) è da tutti invocata come “leggera”, “flessibile” , capace cioè di adeguarsi al divenire della scienza che, ridotta la politica a mera gestione dell’esistente o a semplicistica pianificazione finanziaria delle risorse economiche, persiste quale unica attività umana rivolta al divenire, pregna d’utopia filosofica e di speranze collettive .
La procreazione è forse, in quest’ottica appena tracciata, il terreno su cui si misura maggiormente la rivoluzione copernicana delle nuove biotecnologie, una rivoluzione che interessa l’uomo non solo dal punto di vista medico ma certamente anche filosofico. E’ qui in gioco la capacità umana di riprodursi, quella tensione primordiale che segna la sopravvivenza della specie e che viene quindi ad interessare non soltanto l’individuo ma la collettività intera. Lo scardinamento dei principi naturali sessualità-riproduzione si unisce alle nuove possibilità offerte ora all’uomo tali che, anche la correlazione tra casualità e nascita, risulta totalmente ricombinata. L’uomo può oggi decidere come riprodursi, autodeterminando le sue scelte ampliate in modo “innaturale” (selezione genetica), superando l’ostacolo della sterilità e dell’infertilità, scavalcando la selezione naturale e ponendosi (teoricamente) quale nuovo selezionatore.
E’ evidente come queste nuove prospettive modifichino, nelle materie che toccano, l’impostazione giuridica data alla nostra società in tempi in cui esse non erano prevedibili e, soprattutto, non appartenevano alla coscienza morale collettiva cui ora il diritto deve guardare per uniformarsi ed orientare. Le possibilità offerte dalle NTR (nuove tecniche riproduttive) consentono all’uomo delle scelte di cui deve rispondere: a fronte di nuove facoltà si apre, per il diritto, un ventaglio di nuove responsabilità. Inoltre si pone inevitabile il problema dei limiti entro cui queste potenzialità possano essere utilizzate liberamente: la fusione in vitro dei gameti porta alla creazione di embrioni soprannumerari di cui occorre definire lo “statuto” giuridico e morale; la responsabilità medica va orientata secondo nuovi riferimenti alla luce delle scelte operate dagli individui (se, come, quando procreare), delle consulenze geniche e delle diagnosi prenatali; gli stessi genitori possono essere oggetto di responsabilità verso il proprio figlio in modo precedentemente inimmaginabile; ed infine il diritto non può certo trascurare il prodotto della riproduzione, il nato e i suoi interessi, a cominciare dal suo status e dal diritto ad avere una famiglia che si prenda cura di se, all’eventuale diritto a conoscere le proprie origini genetiche come quello speculare di non sapere, fino a giungere alla sua legittimazione ad agire in giudizio per wrongful life.

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4 Introduzione Definizione e ricognizione della problematica: la nuova procreazione I progressi della scienza medica nel campo che ci proponiamo di analizzare hanno avuto negli ultimi anni un’accelerazione tale che, per il giurista, risulta assai arduo, quando non opportuno, elaborare costruzioni teoriche nuove capaci di adattarsi alle innovative possibilità tecnico-mediche ed idonee a stabilizzare un terreno giuridico in continua trasformazione. Tuttavia, l’opera di una feconda dottrina consente, a chi si appresta a studiare questo tema, di potersi avvicinare con una sicura guida alle questioni più incisive, spesso indicando la strada e quasi mai, prudentemente, percorrendola fino in fondo. Anche l’opera del legislatore (ancora latitante) è da tutti invocata come “leggera”, “flessibile” 1 , capace cioè di adeguarsi al divenire della scienza che, ridotta la politica a mera gestione dell’esistente o a semplicistica pianificazione finanziaria delle risorse economiche, persiste quale unica attività umana rivolta al divenire, pregna d’utopia filosofica e di speranze collettive 2 . La procreazione è forse, in quest’ottica appena tracciata , il terreno su cui si misura maggiormente la rivoluzione copernicana delle nuove biotecnologie, una rivoluzione che interessa l’uomo non solo dal punto di vista medico ma certamente anche filosofico. E’ qui in gioco la capacità umana di riprodursi, quella tensione primordiale che segna la sopravvivenza della specie e che viene quindi ad interessare non soltanto l’individuo ma la collettività intera. Lo scardinamento dei principi naturali sessualità- 1 Per tutti P. Rescigno, I criteri generali ispiratori delle proposte di legge, in Procreazione artificiale e interventi nella genetica umana, CEDAM, Padova, 1987, 44 ss. 2 S Vegetti Finzi, Volere un figlio. La nuova maternità tra natura e scienza, Mondatori, Milano, 1987

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gianluca Angelelli Contatta »

Composta da 206 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.