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L'attività dei credit bureaus e la valutazione del rischio nel credito al consumo

"L’ATTIVITA’ DEI CREDIT BUREAUS E LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO NEL CREDITO AL CONSUMO"

L’obiettivo di questa tesi è quello di illustrare l’attività dei Credit Bureaus (CB) ed in modo particolare i servizi offerti da questi operatori agli intermediari per la valutazione del rischio nel credito al consumo.
La stesura di questo lavoro è stata resa possibile grazie ad una ricerca effettuata, a mezzo colloqui e questionari, presso i tre CB nazionali: CRIF, Experian e ST&F Italia; le due tra le maggiori società di implementazione dei sistemi di scoring: Fair Isaac e Experian-Scorex; ed un campione di società appartenenti sia al settore bancario che finanziario. In particola12re sono state considerate per la categoria delle banche, la Deutsche Bank e la Banca Popolare Antoniana Veneta; per quella delle finanziarie appartenenti a gruppi bancari Findomestic, Compass e Agos Itafinco; per le finanziarie di emanazione assicurativa Finitalia e Fincral; infine per quanto riguarda le finanziarie di marca è stata considerata P.S.A. Finanziaria Italia, la finanziaria del Gruppo Peugeut-Citroen.
Dal lavoro di tesi si è potuto ricavare un quadro abbastanza completo delle caratteristiche e delle problematiche del settore del credito al consumo nella realtà italiana. Nel nostro paese questo mercato ha assunto una notevole dimensione solo di recente, esso è in rapida evoluzione e ciò sta pertanto inducendo gli operatori del settore, quali banche e finanziarie, a dotarsi di nuovi mezzi e tecnologie che permettano , da un lato, di conquistare quote di mercato sempre più ampie, e, dall’altro, di ridurre le sofferenze attraverso una più corretta valutazione del "rischio cliente". In passato i responsabili del reparto crediti, per determinare detto rischio, si servivano di metodi di analisi completamente soggettivi. L’utilizzo di moderni sistemi di valutazione del rischio di credito è partita in forte ritardo rispetto sia ai mercati anglosassoni sia a quelli più simili al nostro. A questo proposito, per sopperire ai limiti presentati dalle tradizionali procedure, presso gli operatori del credito al consumo si rileva un utilizzo, sempre più diffuso ed integrato rispetto all’originario sistema di valutazione interno, delle Banche Dati (Credit Bureaus).
Gli aderenti ad un CB, oltre al servizio di CR/CB, possono anche usufruire di altri servizi complementari e più complessi definiti "a valore aggiunto" e "in outsourcing", comprendenti anche i sistemi di application processing.
Nell’elaborazione della tesi si è posta particolare attenzione ai sistemi di credit scoring, che sono i più importanti tra i servizi cosiddetti "a valore aggiunto".
Nell’ambito del credito al consumo vengono utilizzati lo score di accettazione e quello comportamentale di CR/CB. Esistono anche delle metodologie alternative allo scoring, le principali delle quali sono i sistemi esperti, le reti neurali e la cluster analysis. Dalla ricerca svolta si è potuto concludere che l’utilizzo dei CB e l’implementazione dei sistemi di scoring (sia da parte degli stessi CB sia attraverso società specializzate) ha apportato alle aziende utilizzatrici e ai clienti/consumatori notevoli benefici.
In conclusione, vi è comune accordo sul fatto che i metodi di credit scoring, abbinati all’utilizzo dei CB, rappresentano un affinamento del tradizionale metodo soggettivo usato nella valutazione. I sistemi di credit scoring sono più razionali dell’uomo nel valutare congiuntamente le informazioni disponibili. Lo scoring fornisce infine i migliori risultati se accompagnato sistematicamente da un’accurata attività di monitoring.

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INTRODUZIONE L’obiettivo di questa tesi è quello di illustrare l’attività dei Credit Bureaus (CB) ed in modo particolare l’utilizzo dei servizi offerti da questi operatori da parte degli intermediari del credito al consumo. In Italia il mercato del credito al consumo - identificabile con i prestiti alle famiglie - è stato oggetto di crescente attenzione da parte degli istituti eroganti credito, siano essi banche o società finanziarie. In particolare, a partire dalla seconda metà degli anni ’80 si è registrato un forte interesse per il credito al consumo da parte delle banche. La progressiva diminuzione nella richiesta di finanziamenti da parte del mondo imprenditoriale (corporate), le ha difatti indotte a ricercare altre forme di impiego dei fondi raccolti nel segmento al dettaglio (retail) e a privilegiare un tipo di cliente come la famiglia che, sino ad allora, era stato in parte trascurato. Dopo una rapida espansione iniziale degli impieghi ha fatto seguito, per quasi tutti gli istituti erogatori di credito al consumo, un preoccupante aumento delle sofferenze, quasi sempre destinate a diventare perdite, data l’enorme difficoltà o addirittura la non convenienza delle azioni di recupero. Attualmente si osserva che, sebbene il credito al consumo sia tradizionalmente rivolto ad un tipo di clientela qualitativamente meno eletta, e quindi potenzialmente più rischiosa rispetto a quella più tipica del mondo bancario (le aziende), le società operanti nel settore del credito al consumo registrano livelli di insolvenza inferiori alla media dell’intero sistema bancario. E’ in ogni caso importante effettuare una corretta valutazione del rischio di credito; questa porta ad analizzare due aspetti tra loro complementari: il primo riguarda il reperimento e la condivisione delle informazioni, mentre il

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative

Autore: Barbara Tognoli Contatta »

Composta da 203 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6017 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.