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Utilizzo di previsioni meteorologiche a mesoscala: il modello Lambo sul bacino dell’Adda

Informazioni tesi

  Autore: Marcello Balasini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
  Relatore: Giorgio Guariso
Coautore: Matteo Zanchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 196

Nel presente studio si è valutato l’utilizzo di un modello meteorologico come strumento di previsione della precipitazione da accoppiare a modelli idrologici e di frana.

L’affinamento dei sistemi di allarme in situazioni di rischio idrologico ed idrogeologico presuppone la conoscenza di informazione sulla pioggia futura. In questa tesi è stata analizzata la possibilità di utilizzare le previsioni di pioggia di un modello meteorologico a mesoscala, il LAMBO, in due applicazioni: la previsione della portata del fiume Adda a Fuentes (appena prima dell’ingresso al lago di Como) e la previsione del superamento di una condizione critica di precipitazione oltre la quale è possibile che si verifichino colate detritiche. Sono stati considerati tre eventi meteorologici significativi occorsi negli ultimi anni in Valtellina e nelle aree circostanti. Uno di essi (giugno 1997) ha avuto conseguenze in termini di dissesti e ha determinato l’esondazione del Lago di Como.

Questo lavoro si è occupato di quantificare il grado di bontà delle previsioni di pioggia del LAMBO, un modello meteorologico a mesoscala operativo presso il Servizio Meteorologico Regionale della Regione Emilia Romagna), direttamente (Capitolo 3), e indirettamente (Capitoli 4 e 5) verificandone l’uso nelle due applicazioni sopra ricordate.

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Utilizzo di previsioni meteorologiche a mesoscala: il modello LAMBO sul bacino dell’Adda 1 INTRODUZIONE Il presente studio si propone di valutare l’utilizzo di modelli meteorologici ad area limitata come strumento di previsione della precipitazione da accoppiare a modelli idrologici e di frana. Ogni anno gli eventi meteorologici estremi sono responsabili di decine di migliaia di vittime in tutto il mondo e di danni ingentissimi. Le cifre riportate in figura 1 e 2 [Abramovitz et al. (1998), Todini (1998)] testimoniano le dimensioni imponenti di questo fenomeno. Nonostante la stima e la monetizzazione dei danni causati da catastrofi naturali sia sempre molto incerta, va rimarcato l’andamento relativo all’ultimo trentennio. Si nota, infatti, un significativo trend di crescita che, secondo studi recenti [Van der Vink et Al. (1998), Rosso (1994), Maione (1995)], si può correlare a un’urbanizzazione crescente e una pianificazione inadeguata del territorio, allo sviluppo delle economie nazionali (incremento del valore dei beni mobili ed immobili), e ai cambiamenti climatici. In Italia negli ultimi 80 anni ci sono state 5.400 alluvioni e 11.000 frane, e si sono avuti, secondo le stime della Protezione Civile, 30.000 miliardi di lire di danni negli ultimi 20 anni. Diversi studi [MAP (1996)] hanno evidenziato come la maggior parte, se non la totalità delle calamità naturali nella regione Alpina sia conseguenza di eventi meteorologici 0 20 40 60 80 100 120 140 1981-82 1983-84 1985-86 1987-88 1989-90 1991-92 1993-94 1995-96 1997-98 0 50 100 150 200 1965-1969 1970-1974 1975-1979 1980-1984 1985-1989 1990-1992 Figura 1 Danni economici nel mondo dovuti ad eventi meteorologici estremi, in miliardi di Euro [Abramovitz et al. (1998)] Figura 2 Morti causate da alluvioni nel mondo, in migliaia [Todini (1998)].

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Parole chiave

clima
idrogeologia
idrologia
meteorologia
frane
esondazioni
modelli meteorologici
previsioni meteorologiche

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