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L'Unione economica e monetaria: dalla teoria delle aree valutarie ottimali alle politiche economiche europee

Questo lavoro prende in considerazione, dopo aver esaminato attentamente i contributi teorici alla teoria delle Aree Valutarie Ottimali (di questa di riportano i lavori di Mundell, Kenen, McKinnon ed il nuovo approccio alla teoria che è opera di Ishiyama), i problemi legati alle politiche economiche europee.
In particolare si evidenziano le metodologie di azione della B.C.E. nella conduzione della politica monetaria all'interno dell'Eurosistema e le cause del ''fallimento'' della strategia del banchiere centrale in questi primi anni di vita dell'Unione Monetaria.
Si pone un'attenzione particolare al modo in cui viene gestita la politica fiscale all'interno dell'area dell'euro, essendo questo uno degli argomenti che hanno suscitato, e continuano a suscitare, un certo dibattito tra gli economisti, alcuni dei quali (si riporta la tesi di De Grauwe) sostengono che i parametri di Maastricht, relativi alle politiche di bilancio, siano ispirati a criteri troppo prudenziali che potrebbero, in caso di grave recessione, danneggiare le capacità di ripresa dei singoli stati membri.
Il lavoro non tralascia l'aspetto dei dati economici dell'Euro-zona, anzi pone particolare attenzione all'analisi di questi e li confronta con quelli dei principali partners economici dell'Unione: U.S.A. e Giappone. A tale proposito si presta attenzione anche alle conseguenze, per l'economia mondiale, dei tragici fatti del settembre 2001.
Si cerca di dare una risposta anche sulle cause del deprezzamento dell'euro dal 1999 ad oggi, cause che non dipendono solo dall'andamento delle variabili fondamentali di Eurolandia ma soprattutto dalla scarsa coesione politica nell'Eurosistema.

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1 Premessa. La nascita dell’Unione Economica e Monetaria ( U.E.M. ) è frutto di uno spinoso cammino iniziato già prima della fine del secondo conflitto mondiale e culminato il primo gennaio del 2002 con la messa in circolazione dell’euro. Lo scopo di questo scritto è quello di evidenziare, anche attraverso l’analisi dei contributi teorici e di dati empirici, i diversi passi che dal 1950, anno della creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio ( C.E.C.A. ), fino a giorni nostri hanno segnato la nascita di un nuovo colosso economico che propone la sua moneta, l’euro, come moneta internazionale contrapponendola al dollaro che è espressione dell’economia più forte del mondo. Lo scontro euro-dollaro ha, finora, premiato la divisa statunitense che ha saputo resistere anche ai recenti e tragici fatti che hanno colpito l’America sul finire dell’estate del 2001, nonché alla recessione economica. Nelle pagine che seguono si affronta il problema della scarsa coesione politica europea, causa principale, anche se non esclusiva, della debolezza dell’euro che è stato definito da molti “una moneta senza Stato”. È inoltre affrontata la questione del necessario coordinamento delle politiche fiscali europee che, come indica la teoria delle Aree Valutarie Ottimali, sono lo strumento principale che consentirà all’U.E.M. di centrare i suoi obiettivi di stabilità economica e di più equa distribuzione del reddito.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Vincenzo Pergola Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8299 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.