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Riqualificazione del complesso dell'ex ospedale militare di Trieste

Informazioni tesi

  Autore: Cristina Bradaschia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Aldo Norsa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 19

«Come cuculi che si appropriano del nido costruito dagli altri uccelli vogliamo rientrare in quegli edifici progettati e costruiti più di un secolo e mezzo fa per soddisfare specifiche esigenze, vogliamo ripercorrere gli stessi corridoi, usufruire degli stessi spazi.
Le esigenze sono cambiate, ma quando un’architettura è stata ben costruita, ben pensata, quando permane alle persone che l’hanno ideata essa è in grado di continuare a svolgere le proprie funzioni che sono quelle di accogliere e fornire rifugio agli uomini, di garantire lo svolgimento delle loro attività e di perdurare come testimonianza di un determinato periodo storico. Solo gli uomini “vivendo” l’edificio possono permettergli di continuare a esistere, ma quegli stessi uomini che gli garantiscono la vita, per vivere hanno bisogno di modificare continuamente il loro ambiente, di ampliare, costruire, demolire.....»

Scelto un organismo edilizio in disuso, sottoposto a un’analisi architettonica-funzionale, tecnologica–strutturale, impiantistica, valutate le permanenze e trasformazioni determinate nel tempo, conosciuti i vincoli a cui l’edificio è sottoposto, si vuole qui proporre una concreta ipotesi di intervento che tenga conto di parametri, indici, valori, distanze definiti dall’attuale apparato normativo.

L’organismo edilizio scelto è il Complesso dell’ex Ospedale Militare di Trieste, esso insiste su un’area molto ampia: 14.082mq, caratterizzata da un terreno in forte pendenza (circa 30 m di dislivello) sistemato a gradoni.
Il Complesso è costituito da tre corpi di fabbrica:

- l’edificio “del Comandante”,
- l’edificio principale “ad H”,
- gli edifici “degli infettivi”,

che complessivamente hanno una cubatura di circa 80.800 mc.

L’area è definita dal Piano Regolatore Generale “zona U1 - di interesse collettivo: zona per servizi ed attrezzature pubbliche”.

Tutto il Complesso, sia gli spazi verdi che il costruito, è vincolato in osservanza del D. Lgs. 29 ottobre 1999 «Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali».

Le destinazioni d’uso previste dal progetto sono state scelte nel rispetto delle caratteristiche dell’edificio, dei vincoli esistenti e vagliando le esigenze da soddisfare.
In particolare si propone:
- la realizzazione di una struttura ricettivo/residenziale aperta a studenti, docenti e ricercatori, localizzata nell’edificio principale. Le cellule abitative sono state pensate per soddisfare diverse esigenze, si tratta di stanze singole/ doppie con servizio igienico, monolocali e miniappartamenti.
Nella parte centrale di ogni piano sono previste: sale studio, aule computer, locali per riunioni e proiezioni video aperte anche alle utenze esterne;
- l’edificio “del Comandante”, un tempo centro direzionale, conserverà le medesime funzioni essendo sede di uffici amministrativi, segreteria, centro direzionale e di informazioni per le attività previste ;
- negli edifici “degli infettivi” verranno realizzati alloggi di servizio da dare in permuta al Demanio Militare a fronte della cessione del piano terra da adibire a ristoro e del terreno antistante in cui verranno ricavati autorimessa e auditorium.

L’intervento proposto si distingue in:

- intervento di restauro,
- intervento di nuova costruzione.

Per quanto riguarda l’intervento di restauro, si tratta di interventi modesti essendo l’edificio dotato di un buon sistema distributivo (la larghezza dei corridoi varia da 2,40m a 2,80m; la larghezza delle scale da 2,00m a 2,50m), gli ambienti sono ben illuminati e areati e a una prima verifica la portanza dei solai soddisfa le nuove richieste di agibilità.
L’intervento di nuova costruzione non comporta un aumento di volumetria, ad un occhio disattento potrebbe sembrare una semplice risistemazione dello spazio attrezzato a verde, ma il gioco dei dislivelli in superficie trova spiegazione nelle forme sottostanti dell’auditorium e dell’autorimessa. Si tratta di una costruzione interrata o seminterrata, che usa come prospetti i muri di pietra arenaria dei terrazzamenti esistenti.
Si dimostra così che il Complesso dell’ex Ospedale Militare di Trieste ha tutte le potenzialità per poter rientrare a far parte del tessuto urbano come parte attiva della città.

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Parole chiave

riqualificazione architettonica
restauro edilizio

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