Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Percorsi della migrazione. Un'esperienza con la comunità nigeriana di Palermo

Vengono trattati i temi delle ricadute psicologiche e psicopatologiche del fenomeno migratorio; considerandola nel contesto del modello teorico dell'etnopsichiatria, viene analizzata la specificità del tema della salute mentale del paziente immigrato. In particolare, ci si interroga su una possibile integrazione fra sistemi terapeutici occidentali e tradizionali nell'ottica di un'adeguata presa in carico di tali pazienti.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE Perché "percorsi della migrazione"? Questa tesi nasce dalla considerazione scontata che la società intorno a noi è sempre più una società multietnica, plurilinguistica, meticcia, per utilizzare un termine demartiniano. Tale situazione, ancora relativamente recente nella realtà della Sicilia, regione di storica e drammatica emigrazione, ci ha condotto ad interrogarci sulla portata del cambiamento introdotto nella nostra ecologia sociale da questi nuovi cittadini, dalle culture e dalle abitudini spesso così diverse. In particolare, premeva accostarci ai delicati, trascurati, temi della salute, della cura e della malattia. Come operatori della salute mentale non potevamo misconoscere la specificità degli interrogativi posti da un life event come quello migratorio, foriero di insidie e rischi per chi parte, ma anche di dubbi e incertezze per la società ospitante. Se, come afferma Morrone (1995), gli immigrati "un giorno saranno i nostri medici, gli insegnanti dei nostri figli, i nostri mariti, le nostre mogli", allora diventa ineludibile un ripensamento del nostro sapere sulla salute, sulla malattia, sulla cura, mediante il riconoscimento obbligato di "altri" sistemi terapeutici, "altre" rappresentazioni delle malattie, "altri" modi di essere sani o malati. In questa tesi si è voluto inquadrare, all'interno del modello teorico dell'etnopsichiatria, il fenomeno migratorio, con le sue ricadute psicologiche e sociali, focalizzandosi, infine, sul tema della salute degli immigrati (riportando anche i dati del monitoraggio effettuato dal DSM dell'Ospedale "Cervello"): a questo fine sono stati condotti con una parte della comunità nigeriana dei gruppi di discussione sull'importante tema del confronto fra i sistemi di cura occidentali e quelli tradizionali e sulla loro possibile integrazione. Questo lavoro vuole essere un’occasione per allargare la riflessione su questi temi impervi e ancora poco battuti, perciò ricchi di spunti ed interrogativi fecondi ed affascinanti. Ringrazio con affetto il dott. Alfonso Manocchio del Centro immigrati della Chiesa Valdese, che mi ha permesso di utilizzare le strutture e la documentazione del centro; Vivian Wiwoloku, il leader della comunità nigeriana, che è stato il mio referente culturale, ed ha organizzato e reso possibili questi fecondi momenti di confronto e discussione; vorrei, infine, ringraziare il mio relatore, prof. Gabriele Profita, che è sempre stato disponibile all'ascolto e la dott.ssa Rita Serio, i cui consigli e suggerimenti mi hanno indirizzato nell’organizzazione e realizzazione di questo lavoro.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Annalisa Vezzosi Contatta »

Composta da 70 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2880 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.