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Percorsi della migrazione. Un'esperienza con la comunità nigeriana di Palermo

Informazioni tesi

  Autore: Annalisa Vezzosi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Gabriele Profita
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

Vengono trattati i temi delle ricadute psicologiche e psicopatologiche del fenomeno migratorio; considerandola nel contesto del modello teorico dell'etnopsichiatria, viene analizzata la specificità del tema della salute mentale del paziente immigrato. In particolare, ci si interroga su una possibile integrazione fra sistemi terapeutici occidentali e tradizionali nell'ottica di un'adeguata presa in carico di tali pazienti.

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1 INTRODUZIONE Perché "percorsi della migrazione"? Questa tesi nasce dalla considerazione scontata che la società intorno a noi è sempre più una società multietnica, plurilinguistica, meticcia, per utilizzare un termine demartiniano. Tale situazione, ancora relativamente recente nella realtà della Sicilia, regione di storica e drammatica emigrazione, ci ha condotto ad interrogarci sulla portata del cambiamento introdotto nella nostra ecologia sociale da questi nuovi cittadini, dalle culture e dalle abitudini spesso così diverse. In particolare, premeva accostarci ai delicati, trascurati, temi della salute, della cura e della malattia. Come operatori della salute mentale non potevamo misconoscere la specificità degli interrogativi posti da un life event come quello migratorio, foriero di insidie e rischi per chi parte, ma anche di dubbi e incertezze per la società ospitante. Se, come afferma Morrone (1995), gli immigrati "un giorno saranno i nostri medici, gli insegnanti dei nostri figli, i nostri mariti, le nostre mogli", allora diventa ineludibile un ripensamento del nostro sapere sulla salute, sulla malattia, sulla cura, mediante il riconoscimento obbligato di "altri" sistemi terapeutici, "altre" rappresentazioni delle malattie, "altri" modi di essere sani o malati. In questa tesi si è voluto inquadrare, all'interno del modello teorico dell'etnopsichiatria, il fenomeno migratorio, con le sue ricadute psicologiche e sociali, focalizzandosi, infine, sul tema della salute degli immigrati (riportando anche i dati del monitoraggio effettuato dal DSM dell'Ospedale "Cervello"): a questo fine sono stati condotti con una parte della comunità nigeriana dei gruppi di discussione sull'importante tema del confronto fra i sistemi di cura occidentali e quelli tradizionali e sulla loro possibile integrazione. Questo lavoro vuole essere un’occasione per allargare la riflessione su questi temi impervi e ancora poco battuti, perciò ricchi di spunti ed interrogativi fecondi ed affascinanti. Ringrazio con affetto il dott. Alfonso Manocchio del Centro immigrati della Chiesa Valdese, che mi ha permesso di utilizzare le strutture e la documentazione del centro; Vivian Wiwoloku, il leader della comunità nigeriana, che è stato il mio referente culturale, ed ha organizzato e reso possibili questi fecondi momenti di confronto e discussione; vorrei, infine, ringraziare il mio relatore, prof. Gabriele Profita, che è sempre stato disponibile all'ascolto e la dott.ssa Rita Serio, i cui consigli e suggerimenti mi hanno indirizzato nell’organizzazione e realizzazione di questo lavoro.

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