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Il tema del ''non giudicare'' nei Vangeli Sinottici

Informazioni tesi

  Autore: Pier Paolo Pavarotti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Mauro Pesce
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 230

L’argomento è stato studiato secondo la prospettiva delle scienze bibliche moderne con attenzione particolare al metodo storico-critico (I capitolo), all’analisi sincronica (II capitolo) ed entrando infine nell’esegesi dei testi (Mt 7, 1-5 ║ Lc 6, 37s. 41s. ║Mc 4, 24s). Si è cioè tracciata un’ampia storia della tradizione e della redazione dei testi in esame, nel tentativo di capire come essi storicamente si siano costituiti in base alle fonti ed al contributo teologico-letterario delle comunità primitive e dei redattori finali (tradizionalmente identificati con gli evangelisti medesimi). Quindi, considerando ormai il textus receptus, abbiamo situato i passi nel loro contesto generale (ogni singolo vangelo), nel contesto allargato (i discorsi della Montagna e della Pianura e la sezione delle Parabole) ed infine in quello immediato dei vv. immediatamente precedenti o seguenti. Questo allo scopo di ricavare informazioni fondate sullo sviluppo delle opere che li contengono in vista dell’interpretazione. La parte più strettamente filologica è costituita dalla critica testuale e dall’analisi morfo-sintattica. Per un’inquadratura storico-concettuale si è tracciata una sintesi dei significati e delle utilizzazioni del tema fondamentale (il non giudicare appunto) negli ambiti giudaico e greco-romano. Quello protocristiano era stato presentato nell’introduzione. Per un raffronto letterario sono stati forniti alcuni testi di quelle tradizioni in quanto probabili fonti e paralleli dei nostri.

Il lavoro è stato compiuto sulle edizioni critiche del NT greco ed ebraico e sulla letteratura esegetica specialistica o manualistica. Anche per quanto riguarda i riferimenti paralleli ad altre tradizioni culturali si è fermamente cercato, ov’era possibile, di utilizzare i testi critici originali (dovendo talvolta spendere molto tempo per citazioni poco chiare quando non sbagliate). Per quanto al I capitolo abbiamo cercato di ricondurre (ogni qual volta fosse possibile) le analisi allo schema: redazione – tradizione – gesuanità in modo da aiutare la comprensione all’interno di analisi dispersive. Rispetto alla storicità del materiale sinottico si è posta particolare attenzione all’adozione della criteriologia storica elaborata in ambito esegetico e teologico. Gli autori sono stati raggruppati in base al genere dei contributi ed all’interno dello stesso, per cronologia ascendente. Nel II capitolo ci si è limitati a contributi classici o particolarmente stimolanti che raccogliessero le posizioni più diffuse e solide per non ampliare il lavoro a dismisura e senza significativi guadagni. In diversi casi si è scelto di trattare i testi secondo una suddivisione tradizionale quasi sotto forma di proverbi: non giudicare, la trave e la pagliuzza, misura per misura (abbiamo voluto cioè trattare assieme i testi sinottici che sono tradizionalmente considerati uniti). Si è voluto così evitare analisi puntuali lunghissime e non pertinenti al curriculum accademico.Per le riflessioni conclusive attualizzanti sono invece stati avvicinati autori eterogenei: Sequeri, Bonhoeffer...


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5 Introduzione 1.0 Presentazione dell’argomento, ragioni del lavoro, questioni di metodo, ringraziamenti. Il tema del non-giudicare ha riscosso una fortuna considerevole in ogni latitudine, documentabile dalle numerose testimonianze scritte e dalle tradizioni orali a noi pervenute e presenti dall�antichit� in civilt� tra loro assai distanti in ambito sia occidentale sia orientale 1 . La rilevanza etica che la questione assume in ordine alla qualit� delle relazioni primarie sia civili sia ecclesiali ed in ultima analisi di quelle fra culture non � trascurabile. Se sia o meno possibile non formulare giudizi o quantomeno di quale tipo e consistenza nei confronti altrui; a quali condizioni il giudizio interpersonale, su terzi o generale possa essere fecondo e moltissimi altri risvolti della categoria giudizio sono stati ampiamente studiati dalla filosofia in tutte le sue specializzazioni principali (sia analitiche sia continentali per riprendere i termini del dibattito classico), dalla psicologia sperimentale e clinica e dalle scienze sociali. La prospettiva che qui scegliamo di indagare � invece quella biblica ed in particolare quella dei Vangeli sinottici, rappresentando il momento fondante ed originario dell�oggetto di studio della materia per cos� dire intestataria di questo lavoro: Storia del Cristianesimo appunto. Nel panorama soltanto accennato sopra spicca senz�altro il detto (in greco e nella letteratura esegetica lo&gion / plurale lo&gia) di Ges�: Non giudicate. Chiunque sia cresciuto in ambienti influenzati significativamente dal cristianesimo pu� facilmente constatare come quello sia uno dei lo&gia pi� citati (a proposito ed a sproposito, vedremo perch�) e pi� tenacemente impressi nella memoria collettiva. La rilevanza civile ed ecclesiale cui sopra si accennava va aumentando inesorabilmente, accresciuta da una complessit� sociale inedita dovuta all�implosione di paradigmi secolari che regolavano i rapporti primari ed esplosa di fronte ai movimenti di globalizzazione delle finanze e dei saperi. L�importanza della comprensione della figura del giudizio nella Scrittura per la costruzione delle relazioni personali e di gruppo - qui limitata, come 1 Per una significativa bench� ridotta silloge v. c. II, sez. 4.

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Parole chiave

bibbia
filologia neotestamentaria
non giudicare
vangeli
storia del cristianesimo
esegesi biblica
vangeli sinottici
scienze bibliche

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