Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il potere aereo nell'età della rivoluzione negli affari militari. Il caso della campagna aerea Nato per il Kosovo.

Con la presente ricerca mi premeva mostrare quale spazio è possibile assegnare, a 12 anni dalla caduta del Muro di Berlino, all'uso della forza (potere aereo) nelle relazioni internazionali. In particolare ho voluto indagare, grazie all'esperienza maturata nel Goflo o, nel caso da me preso in considerazione, del Kosovo, le forme di quel rapporto, politica internazionale/strumento militare e tracciare i confini e delineare i limiti ai quali oggi deve sottostare l'applicazione di violenza organizzata.
Con l'intervento della Nato in Kosovo sono emersi con assoluta evidenza i lineamenti che descrivono il volto delle guerre moderne, lo stretto legame fra questi e la cultura politica e strategica ridefinita a partire dalla dissoluzione dell'ordine che governava le relazioni internazionali durante gli anni della Guerra Fredda. Il confronto bellico, così come questo pare essersi affermato negli ultimi anni, ha perso molte delle sue classiche caratterizzazioni e, oltre ad essere condizionato da considerazioni e premure politiche di vario tipo, è divenuto l'oggetto di interferenze provenienti da ambiti, come quello mediatico, diversi dall'abito più propriamente militare. Il potere aereo offre tutte le garanzie necessarie per rispondere alle richieste di una limitazione nell'uso della forza che leader politici e apparato mediatico indirizzano agli strateghi ed ai pianificatori militari. Versatilità e duttilità, garantendone l'impiego nei più disparati contesti strategici, dalle operazioni di pace alle major theater wars, fanno sì che l'Airpower possa venire incontro al desiderio delle classi politiche di avere a a disposizione uno strumento militare capace di adattarsi alla logica di risoluzione e gestione delle nuove conflittualità.

Mostra/Nascondi contenuto.
6 Introduzione Con il presente lavoro mi sono riproposto di analizzare i mutamenti che la dottrina del potere aereo ha subito negli ultimi anni; in particolare negli anni successivi alla caduta del Muro di Berlino ed alla fine del mondo bipolare. In questi anni le trasformazioni del (nel) sistema internazionale hanno creato le condizioni per un conseguente riadattamento nel modo di produrre ed applicare violenza organizzata: la fine della Guerra Fredda e la complessificazione dell’assetto interstatuale hanno imposto un aggiornamento, sia dello strumento militare in sé stesso, che delle modalità attraverso le quali esso viene utilizzato. La guerra aerea non solo non è stata esente da tale processo evolutivo, ma ne ha costituito il simbolo e la cifra qualitativamente più distinguibile; grazie alla Guerra del Golfo, da molti considerata come il modello/paradigma per i conflitti del futuro, il potere aereo (convenzionale) è stato il protagonista di quella che senza dubbio è stata un’autentica resurrezione. Anzi, conclusasi Desert Storm, c’è chi si è spinto fino a considerare l’Airpower come l’oggetto di una nuova mistica 1 , capace di annullare le imperfezioni e le infinite frizioni della guerra; e ciò, a causa della Rivoluzione negli Affari Militari, che avrebbe reso le macchine da guerra in generale, e l’aereo in particolare, mezzi bellici infallibili, in grado financo di rendere perfetta la guerra. Personalmente credo che si debba evitare di guardare al potere aereo come se fosse diventato un dogma od una professione di fede, ma che se ne debba indagare i vantaggi e gli svantaggi, i punti di merito e quelli di demerito, tenendo ben presente che la guerra è un’arte in cui il caso ha una profonda incidenza ed in cui non vi può essere posto per assunzioni fideistiche di nessun tipo. Fatta questa debita osservazione, non possiamo negare come l’arma aerea sia divenuta un mezzo fondamentale, direi privilegiato, per la gestione e la risoluzione dei conflitti, ma non può essere il mezzo; l’Occidente accanto al 1 Eliot A. Cohen, The Mistique of U.S. Airpower, “Foreign Affairs”, vol. 73, n.1, gennaio-febbraio 1994, pp.109-124.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pietro Batacchi Contatta »

Composta da 263 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2325 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.