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La responsabilità contrattuale ed aquiliana del fornitore di servizi telematici

La tesi è suddivisa in tre capitoli, il primo analizza le trasformazioni avvenute con l'avvento della società dell'informazione e di internet nel diritto delle telecomunicazioni e della telematica. Esaminando il quadro normativo di riferimento nazionale e comunitario si cerca di classificare i diversi servizi telematici soffermandosi sulla nozione stessa di informazione.
Il secondo prende in esame le tipologie contrattuali e la responsabilità giuridica per inadempimento del vettore, del fornitore e dell'utente dei servizi telematici. Vengono presi in considerazione la conclusione di contratti on line, soffermandosi sui problemi giuridici della firma elettronica, la presenza di clausole vessatorie e le tecniche crittografiche per la sicurezza delle transazioni in rete.
Infine nell'ultimo, e più voluminoso capitolo , si affronta il tema della responsabilità civile del fornitore di servizi telematici con l'obiettivo di tipizzare il c.d. danno informatico all'interno di categorie già note in dottrina e giurisprudenza ex art. 2043 c.c.
In particolare, tra i diversi fatti illeciti telematici, si studia: la violazione della proprietà intellettuale e la tutela delle banche dati, le norme sulla concorrenza sleale e il problema dei ''domain name'', la lesione dei diritti della personalità alla luce della l. 675/96 e l'eventuale applicazione della responsabilità del produttore.

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LA SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE GLOBALE 2 1.1 La telematica quale incontro tra le tecniche informatiche e delle telecomunicazioni La nostra società ha ormai assunto una nuova forma socio-economica, che viene generalmente denominata “Società dell’informazione globale” 1 ovvero “Età della comunicazione” 2 . L’informazione 3 oggi si presenta con caratteri prima sconosciuti nella storia della civiltà umana. In primo luogo, per quanto attiene alla sua quantità, questa è oggi di misura incomparabile con quella che era 1 Vedi, BANGEMANN M. e altri, Recommendations to the European Council Europe and the global information society; L’Europa e la società dell’informazione globale, in Boll. U. E., Suppl. n. 2/94; ora anche, Bangemann Report, in Informatica ed enti locali, 1995, p. 64 e ss. Il rapporto analizzando la realtà socio-economica europea individua degli ostacoli per la creazione della “società dell’informazione globale”. Questi sono principalmente di carattere tecnico, tecnologico e regolamentare. Per quanto riguarda il primo ostacolo, la Comunità Economica europea dovrà sostenere la sfida sulla normalizzazione, l’interconnessione e l’interoperabilità delle reti di TLC; sul piano tecnologico si dovrà affrontare la questione relativa allo sviluppo di un sistema e di una rete di diffusione a banda larga; infine dal punto di vista normativo, saranno necessari interventi diretti a regolamentare e tutelare: le tariffe di accesso ai servizi, la concentrazione dei mezzi di informazione, la concorrenza dei diversi fornitori di servizi telematici, la convergenza di telecomunicazioni e radiodiffusione, la tutela della vita privata, la protezione giuridica e la sicurezza, i diritti di proprietà intellettuale, e il mercato dell’editoria. La relazione aveva sottolineato la necessità di predisporre un contesto regolamentare chiaro e stabile per la società dell’informazione globale, invitando al tempo stesso la Commissione a predisporre il programma dei provvedimenti occorrenti per completare l’assetto normativo. La Commissione ha, di conseguenza, predisposto un piano d’azione costituente: “La via europea verso la società dell’informazione globale”, (COM 94/347 del 19 luglio 1994); poi modificato dalla Comunicazione della Commissione su “L’Europa in prima linea nella società dell’informazione globale: piano d’azione evolutivo”, (COM 96/607 del 27 novembre 1996). 2 “E’ pur vero che l’informazione continuerà ad essere il contenuto di gran lunga preponderante, ma quel che marcherà il futuro rispetto al passato sarà la globalità del dialogo che si instaurerà, con flussi informativi bi-multidirezionali”, così ZENO ZENCOVICH V., Il diritto delle telecomunicazioni, Relazione al Convegno del Centro di iniziativa giuridica Piero Calamandrei, Alghero 20-21 Settembre 1996, pubblicata in Dir. Inf., 1996, p. 551. 3 Le caratteristiche del “bene” informazione sono state riscontrate nel fatto che: è immateriale ma può essere incorporata in un supporto materiale, è cumulativa (in quanto frutto delle scoperte delle generazioni precedenti), non è divisibile, è difficilmente separabile dalla sua descrizione, ha una rilevanza economica anche se è difficilmente misurabile (secondo quest’autore il valore dell’informazione dipende dalla sua rarità in un determinato momento), non si consuma (può divenire di dominio pubblico o essere obsoleta, ma essa rimane sempre utilizzabile), è facilmente e indefinitamente riproducibile, può essere pubblica o riservata: vedi traduzione della ricerca di SCHAFF S., del Centre Recherches Informatique et Droit (CRID), a cura di ZENO ZENCOVICH V., su La nozione di informazione e la sua rilevanza giuridica, in Dir. Inf., 1987, p. 445 e ss..

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Antonio Castiglione Contatta »

Composta da 514 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4861 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.