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Lettura psicologica dei manga

Il manga è il fumetto giapponese. Il fumetto giapponese possiede delle peculiari caratteristiche che lo differenziano dai fumetti occidentali.
Infatti l'intento di divertire affiancato e lo schematico insegnamento morale sono messi da parte, a favore di una comunicazione di significati più profondi, e non rilevabili ad una lettura superficiale. Questi significati profondi spesso sono identificabili con i cosiddetti archetipi junghiani. Col termine archetipo lo psicologo Jung ha voluto intendere quelle strutture psichiche identiche in ogni essere umano che lo predispongono a determinate prestazioni psicologiche. Con il mio lavoro ho voluto rintracciare all'interno dei manga la presenza di simboli universali riconducibili agli archetipi junghiani.

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1 INTRODUZIONE Il manga è il fumetto giapponese. Etimologicamente la parola è composta da man, che significa “svago, divagazione”, e ga, “immagine, disegno”. Il fumetto in Giappone riscuote un successo che non è minimamente paragonabile a quello che riscuotono dalle nostre parti i fumetti, sia quelli di produzione occidentale che quelli di importazione nipponica stessa. Basti pensare che uno studio del Research Institute for Publications sulle vendite di libri e riviste del Sol Levante nel 1995 ha rivelato che i manga ricoprivano ben il 40% sul totale del prodotto venduto. Il manga è un prodotto letterario che nasce e si sviluppa all’interno della cultura giapponese, ed in quanto tale presenta delle caratteristiche peculiari che lo rendono differente dal fumetto occidentale. Per esempio si possono evidenziare delle differenze nell’aspetto grafico: rispetto a fumetti americani, quali le produzioni Disney, Warner Bros o Marvel, nel manga la componente verbale, costituita dalla “nuvoletta” con le parole del personaggio, riveste meno importanza del disegno della vignetta vero e proprio; questa differenza è spiegabile con la maggiore significatività che ha la percezione visiva immediata in lingue, come quella giapponese, basate in parte sugli ideogrammi. Peraltro i fumetti giapponesi sono quasi sempre in bianco e nero, c’è una rinuncia cioè all’utilizzo del colore per comunicare; il colore viene utilizzato solo in determinate situazioni, e proprio per far risaltare in maniera particolare una determinata sequenza.

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Marco Guadalupi Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9958 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 11 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.