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Le comunità straniere nell'area romana: caratteristiche e processi d'integrazione

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Bendandi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Statistiche
  Corso: Scienze Statistiche, Demografiche e Sociali
  Relatore: Oliviero Casacchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 351

La presenza straniera in Italia è un fenomeno che ha acquisito sempre più importanza negli ultimi decenni, grazie a flussi continui, ininterrotti e sempre più consistenti di immigrati col risultato che in pochi decenni l'Italia da paese di emigranti si è trasformato in una meta ambita da molti individui provenienti da paesi in via di sviluppo. Un requisito che caratterizza la presenza straniera in Italia è la varietà dei paesi di provenienza. In Italia, ci sono molte comunità straniere provenienti da zone diverse del mondo, presenti in luoghi diversi, arrivate in tempi diversi e con una consistenza diversa. La conseguenza è la messa in atto di tentativi diversi di interazione e convivenza con gli italiani, perciò diventa necessario studiare le caratteristiche e gli eventuali processi d'integrazione delle comunità straniere, con riferimento naturalmente alla componente regolare, ponendo come condizione un preciso ambito territoriale. In questo caso l'area romana.
Stabilito che oggetto di studio sarà la presenza straniera nell'area romana, la maggior parte delle considerazioni verteranno sulle caratteristiche delle comunità straniere, alla luce dei dati disponibili. Per ogni comunità straniera, saranno considerati gli individui che prendono, individualmente e senza costrizioni esterne, la decisione di spostarsi dal paese di origine in un altro paese, per motivi di natura famigliare e individuale, sempre che abbiano la possibilità, giuridica o di fatto, di lasciare il paese e abbiano quella giuridica o di fatto, di entrare nel paese di destinazione. Per questa analisi, la definizione di immigrato diventerà più restrittiva e non riguarderà tutte le ragioni alla base del cambio di luogo di dimora, ma solo quelle riconducibili al lavoro, alla famiglia, alla residenza elettiva, allo studio e ai motivi religiosi. Non saranno considerati, nel dettaglio, coloro che hanno un permesso di soggiorno perché rifugiati politici, perché richiedenti asilo, per motivazioni umanitarie e per motivi affini e non ci sarà nessuna osservazione su chi non è in regola col soggiorno, quindi nessun riferimento a irregolari o clandestini.
Per studiare il fenomeno, i primi due capitoli, che si prefiggono di studiare le caratteristiche delle comunità straniere a Roma, sotto il punto di vista dei permessi e dei residenti, partiranno dalla situazione nazionale e approderanno a quella locale fino all'ultimo dettaglio disponibile, cioè, la provincia per i permesso di soggiorno e il comune per i residenti. Una volta giunti alla provincia di Roma, nel primo capitolo, si provvederà a studiarne i soggiornanti potendo disporre di più caratteri grazie alle informazioni annotate nei permessi di soggiorno.
Nel secondo capitolo, si studieranno i residenti con lo stessa tecnica applicata ai soggiornanti, quindi dall'Italia si arriverà al comune, passando per regione e provincia, e sempre grazie alle informazioni presenti nei documenti anagrafici si studieranno le caratteristiche degli stranieri. Il riferimento temporale dei dati è al 1998, un anno importante, perchè posto fra la sanatoria del governo Dini (1995/96) e quella proposta dal governo Prodi (1998) e quindi non immune alle conseguenze di questi interventi.
In seguito, nel capitolo terzo, si studierà l'insediamento all'interno del comune di Roma.
Esaurita la parte sulle caratteristiche, per capire quali comunità abbiano già consolidato la loro presenza a Roma e quali, invece, mostrino ancora segni di disagio e di precarietà, si è cercato di collocarle all’interno di un modello d’integrazione ideato dalla Commissione Nazionale sull'Integrazione. L'integrazione degli stranieri nella società italiana viene definita come rispetto dell’integrità della persona e come costruzione di un’interazione non troppo conflittuale tra italiani e minoranze immigrate. Il modello si articola in quattro dimensioni principali, a loro volta divise in ambiti specifici, espresse da misure e indicatori e infine formalizzate da indicatori elementari. Gli indicatori elementari esprimono mondo del lavoro, insediamento territoriale, tipologia dei consumi, comportamenti famigliari, interazione con gli italiani, criminalità e altre variabili legate alla presenza straniera. La tecnica scelta è una combinazione fra due tecniche di statistica multivariata: un'analisi fattoriale in componenti principali e di seguito, una cluster analysis. L'analisi fattoriale in componenti principali, verrà eseguita su ventidue indicatori elementari e su trenta nazionalità. Ventidue a rappresentare comunità a forte pressione migratoria e otto scelte fra i paesi a sviluppo avanzato, queste ultime impiegate solo come unità supplementari e proiettate nei piani fattoriali. La cluster analysis successiva sarà realizzata assegnando alle trenta unità studiate i punteggi fattoriali e sarà utile per poter confrontare tra di loro le comunità straniere.

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1 UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA" FACOLTA' DI SCIENZE STATISTICHE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE STATISTICHE, DEMOGRAFICHE E SOCIALI LE COMUNITA' STRANIERE NELL'AREA ROMANA: CARATTERISTICHE E PROCESSI D'INTEGRAZIONE RELATORE: LAUREANDO: PROF. OLIVIERO CASACCHIA ANDREA BENDANDI MATRICOLA 4027481 ANNO ACCADEMICO 2000 / 2001 SEDUTA DI LAUREA DEL 6 MARZO 2002

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Parole chiave

immigrazione
integrazione
permesso di soggiorno
comunità straniere
immigrati regolari

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