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Il consenso al trattamento dei dati personali

Lo studio si propone di evidenziare la vera ratio della legge n. 675/96 volta a tutelare da un lato la persona come valore, dall'altro a garantire il legittimo svolgimento di attività economiche, informatiche e professionali implicanti l'elaborazione di dati personali, attraverso l’esame del ruolo del consenso, sia come strumento posto a tutela dei cittadini, sia come condizione di liceità del trattamento, in coerenza con la scelta del legislatore di abbandonare un modello di tutela passiva (divieti) a favore di un insieme di strumenti di difesa attiva (consenso, accesso, informazione).
Dalla rassegna dei “casi di esclusione del consenso” emerge innanzitutto l’anima “costituzionalistica” del legislatore del 1996 il quale ha ritenuto opportuno privare l’interessato di una così importante facoltà in presenza di interessi poziori antitetici, attraverso un giudizio di bilanciamento proprio della nostra Carta Fondamentale. Per tali tipologie di dati, inoltre, è sicuramente inaccettabile la qualificazione del rapporto interessato-informazioni personali in termini proprietari, posto che esso necessariamente sottende la possibilità di impedire l’inizio del trattamento attraverso una dichiarazione di diniego. Degna di un esame a parte è stata anche la disciplina prevista per le attività connesse ai c.d. dati sensibili, per le quali la legge richiede non solo il consenso dell’interessato ma anche il provvedimento autorizzatorio del Garante (attualmente concesso “collettivamente”). Anche questa indicazione porta naturalmente a dedurre che neppure i dati sensibili, proprio per la delicatezza che li contraddistingue, risulta appropriata una ricostruzione di tipo dominicale, pur essendo veramente incisivo il grado di protezione offerto dal legislatore.
In particolare si è sostenuto che con la legge 675 è stato riconosciuto anche nel nostro ordinamento il c.d. diritto all’autodeterminazione informativa, inteso come un generalissimo diritto della personalità capace di realizzarsi secondo strumenti e tecniche diversi a seconda degli interessi in gioco, tra cui i diritti assoluti e i diritti della personalità espressamente menzionati all’art.1. Tra le facoltà inerenti al diritto spicca, tra tutte, il consenso dell’interessato che si configura, quindi, sia come espressione di un generale ripensamento in termini di privacy (“dalla segretezza al controllo”, usando l’autorevole espressione di Stefano Rodotà), che come dimostrazione della bontà della qualificazione in termini di diritto all’autodeterminazione informativa della situazione giuridica in esame, dal momento che il consenso appare sicuramente lo strumento più indicato per poter selezionare e determinare l’utilizzo delle informazioni personali.
L’elaborato sarebbe poi apparso monco ed incompleto se non avesse tenuto conto delle implicazioni che ha comportato in tale materia lo sviluppo e la diffusione di massa di Internet. I Garanti Europei in seno alla Conferenza di Primavera hanno sostenuto la necessità dell’acquisizione preventiva del consenso, preceduta dalla visualizzazione sullo schermo della relativa informativa. È stato inoltre chiarito che i dati presenti in Internet debbano essere distinti tra quelli degli utenti, detenuti dai provider nell’ambito del proprio rapporto contrattuale (dati anagrafici, archivio password, transactional data) e quelli introdotti dagli utenti (informazioni immesse nel WWW, opinioni espresse su listserv e newsgroup, contenuto delle e-mail). E' stata ovviamente esaminata la responsabilità del provider è emersa a partire dalla giurisprudenza statunitense.La recente normativa Comunitaria (art.13 e 14 della Dir. 2000/31/CE) dimostra che si è ancora lontani da un esatta individuazione di una soluzione ragionevole, perché essa, se da un lato esclude una tale imputazione oggettiva, non contribuisce a chiarire chi sia il responsabile del trattamento ove il provider consenta la divulgazione di informazioni da parte di utenti anonimi o comunque non facilmente identificabili dall’interessato.
Tra i trattamenti non effettuati direttamente dal provider si è segnalato, in particolare, l’invio dei cookies non protetti, vale a dire consultabili da qualunque Internet server al momento della connessione attraverso la lettura del file cookies, per il quale la Conferenza ha ribadito la necessità di acquisire il consenso espresso, nonché l’attività c.d. di spamming (invio di posta-spazzatura).

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1. IL CONCETTO DI PRIVACY NELLA SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE. La recente legge 675/1996 1 sulla “Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali” presenta un fascio di questioni rilevanti per il giurista, anche in ragione del fatto che la legge si sottrae alla dicotomia tra diritto pubblico e privato; 2 ma se occorre individuarne una tra tante, sicuramente quella di maggiore spessore teorico riguarda l’individuazione e la consistenza giuridica del bene protetto, 3 quale emerge dalla legge ed in particolare da primo comma dell’art.1, 4 in altri termini, dell’entità pregiuridica che il legislatore rende bene giuridico, attraverso un processo di qualificazione che inizia dalla considerazione che un interesse è meritevole di tutela e prosegue riconoscendo, in capo al titolare di tale interesse, una situazione giuridica soggettiva ed i relativi strumenti giuridici di tutela. 5 Il problema è sicuramente aperto in dottrina e ne è testimonianza il fatto che la Legge è stata definita come la legge “sulla privacy” 6 , “sui dati personali” 7 , “sulla riservatezza” 8 e ancora “sull’identità personale”. 9 Questo primo dato mette in luce i fraintendimenti esistenti riguardo al bene stesso che la 675 tutela; questione, questa, di fondamentale importanza sia ai fini della corretta interpretazione degli istituti e dei rimedi posti dal legislatore, sia nei confronti del rapporto tra la nuova normativa e lo stato dell’arte anteriore al 1996. Una tale conseguenza era forse prevedibile osservando il contesto particolare in cui la Legge ha trovato la luce. 10 Essa succede, infatti, alla Direttiva 46/95/CE e ne ricalca in parte il titolo 11 onde potrebbe sembrare attuazione di quest’ultima e sostanzialmente lo è, almeno con riguardo agli obblighi conformativi che gravano su uno Stato 1 Pubblicata in Gazzetta ufficiale n.5, supplemento ordinario n.3, dell’8 gennaio 1997. 2 G. ALPA, La normativa sui dati personali. Modelli di lettura e problemi esegetici, Diritto dell’informazione e delll’informatica, 1997, p.720. 3 V. ZENO-ZENCOVICH, I diritti della personalità dopo la legge sulla tutela dei dati personali, Studium Iuris, 1999, p.466. 4 “La presente legge garantisce che il trattamento si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all’identità personale; garantisce altresì i diritti delle persone giuridiche e di ogni altro ente o associazione” (art.1, co.1) 5 La linearità di tale ricostruzione sul concetto di bene è merito di V. ZENO-ZENCOVICH, voce Cosa, in Digesto delle discipline privatistiche, sez. civile, vol.III, 1988, p.438 ss. 6 C.M. BIANCA e F.D. BUSNELLI, Commentario alla legge 675, note introduttive, in Le nuove leggi civili commentate, 1999, fasc. 2-3. 7 E. GIANNANTONIO, M.G. LOSANO e V. ZENO-ZENCOVICH, La tutela dei dati personali, Padova, 1999. 8 A. ROSSATO, Diritto alla riservatezza, Rivista di diritto civile, 1999, p.287 ss. 9 Lo sottolinea G. MIRABELLI, Identità personale e dato personale, in Il trattamento dei dati personali, Vol. II Profili Applicativi, a cura di V.Cuffaro e V.Ricciuto, Torino, 1999, p.1 ss. 10 Un’analisi dettagliata del contesto internazionale e comunitario è dovuta a G.BUTTARELLI, Banche dati e tutela della riservatezza. La privacy nella società dell’informazione, Milano, 1997, p.3 ss. 11 “relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali diritti.”

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Serena Marzucchi Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7965 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.