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La Cristologia di Trembelas Panaghiotis: un teologo greco ortodosso del nostro secolo

Nel primo capitolo si cercherà di vedere che cosa pensava il nostro autore in relazione alla realtà dell'esistenza storica di Gesù Cristo. Si considererà inoltre la posizione di Trembelas riguardo alla nascita di questo personaggio (Gesù) e per quel che si riferisce agli altri eventi fondamentali della sua vita storica: il suo insegnamento, i suoi miracoli ed infine la realtà ed il senso della sua risurrezione.
Nel secondo capitolo si considererà il pensiero di Trembelas riguardo determinate verità del Cristo della fede. Mentre il punto di partenza del primo capitolo era la cristologia dal basso, in questo secondo capitolo, il punto di partenza sarà la cristologia dall'alto; è bene dire subito che dagli scritti del nostro autore, anche se il problema non è posto in questi termini, sembra che si tratti di due forme di un'unica cristologia perché unica è la persona di Gesù Cristo: l'ipostasi del Verbo che si è fatto uomo. Partendo da una cristologia dall'alto, in questo capitolo, che vuole essere il centro degli altri due, si passerà dal mistero della Trinità al mistero dell'incarnazione. Si cercherà cioè di riflettere sulla preesistenza del Verbo nel seno trinitario e sui motivi che l'hanno spinto ad enipostatizzare in sè la nostra natura umana. Inoltre si presenterà la visione di Trembelas in relazione: alla persona di Gesù Cristo, alla sua santità o perfezione etica ed infine riguardo alla coscienza di Gesù Cristo.
Il terzo capitolo si potrebbe dire che dovrebbe essere come la sintesi delle due forme (cristologia dal basso e cristologia dall'alto) dell'unica cristologia. Infatti, secondo il nostro autore, Gesù Cristo il Dio (il Cristo della fede) - uomo (il Gesù della storia) è il sommo profeta, il sommo sacerdote ed il sommo re, a partire dall'unione ipostatica. Soltanto dal momento che il Verbo eterno del Padre ha assunto la nostra natura umana ha potuto godere della sua triplice dignità la quale, come si vedrà, secondo Trembelas, durerà per l'eternità.

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Oggi più che mai urge conoscersi profondamente se si vuole portare avanti un dialogo non solo di semplice amicizia, ma soprattutto un dialogo che sbocci nella piena comunione d'amore in cui, come nei primi secoli, si possa spezzare insieme l'unico pane eucaristico di cui nutrirsi ed abbeverarsi fraternamente nell'unico calice di Gesù Cristo per annunciare insieme, nel vincolo della pace, il suo amore al mondo intero. A volte tra singoli fedeli ortodossi e cattolici ci sono profondi legami di amicizia e di stima reciproca, ma essi non possono viverli intensamente perché sono divisi proprio nel nome di colui per il quale sono uniti. Non è forse questo un paradosso? Questi singoli fedeli che amano e glorificano lo stesso Signore, e che si vogliono bene proprio nel suo nome, non possono partecipare insieme allo stesso banchetto, perché purtroppo da ben quasi dieci secoli c'è un grande, vergognoso e scandaloso ostacolo: lo scisma di due sorelle che professano il medesimo credo in Gesù Cristo vero Dio e vero uomo. Proprio per questi motivi sin dall'inizio dei miei studi teologici ho prestato particolare attenzione alla voce delle chiese ortodosse. Ed è per lo stesso motivo che avevo deciso di scrivere la mia tesi prendendo soprattutto in considerazione la teologia ortodossa. È utile sottolineare che nella chiesa ortodossa non c'è un Magistero comune come nella chiesa cattolica. Nel seno dell'ortodossia, infatti, ci sono le chiese autocefale le quali si autogestiscono; tutt'al più, comunicano alle altre chiese le loro iniziative. La base comune di tutte le chiese ortodosse rimane la Sacra Scrittura, i Padri (soprattutto greci) e i primi sette Concili. Ora, tra le varie chiese ortodosse e quindi anche tra le teologie ortodosse, c'è un rispetto particolare per la teologia di lingua greca e questo perché i teologi di lingua greca sono ritenuti i discendenti diretti dei Padri greci. Inoltre i teologi greci godono una stima particolare perché sono considerati dagli eterogreci ortodossi come gli appartenenti alla chiesa madre, dalla cui iniziativa missionaria furono fondate le altre chiese nazionali ortodosse. Per quanto riguarda la cristologia greco-ortodossa si deve dire che non ci sono stati al riguardo dei problemi come abbiamo avuto in occidente. Lì, ad esempio, non si dà una pluralità di modelli cristologici, non si è mai messo in dubbio l'esistenza storica o la divinità di Gesù Cristo e non ci si pone neppure il problema della sua psicologia come nel campo cattolico o protestante.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Facoltà di Teologia

Autore: Telesphora Pavlou Contatta »

Composta da 631 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2238 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.