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I libri I-IV delle Origines di Catone

I LIBRI I-IV DELLE ORIGINES DI CATONE

Le Origines di Catone sono un’opera fondamentale della letteratura latina, dal momento che esse costituiscono il primo esempio di storiografia in prosa latina. Prima di esse c’erano stati gli illustri esempi di Nevio ed Ennio, che tuttavia scrivevano in versi, e di Fabio Pittore e Cincio Alimento che, rivolgendosi ad una élite acculturata, preferirono utilizzare la lingua greca.
Ma non solo per questo le Origines costituiscono una novità. In tale lavoro Catone utilizza un metodo di indagine innovativo, almeno nei primi tre libri, che si occupano della nascita e della crescita delle varie civitates italiche che Roma ha nel tempo inglobato nel suo Stato.
Dal IV libro in poi, sembra che si torni ad un metodo storiografico più tradizionale, tanto che alcuni studiosi hanno messo in dubbio la reale unità dell’opera.
Le Origines sono un lavoro prezioso anche per lo studio della storiografia successiva, dal momento che soventemente gli storici di età repubblicana e imperiale, in special modo Sallustio e Livio, si rifanno ad esse. Dal punto di vista linguistico, esse forniscono un ottimo esempio di latino arcaico, tanto più che di frequente i frammenti in nostro possesso ci sono stati tramandati dai grammatici proprio per l’uso di parole o espressioni ormai desuete.
Nella presente tesi si analizzano i frammenti relativi ai primi quattro libri dell’opera, avendo come base il testo di H. Peter “Historicorum Romanorum Reliquiae”. Si fa riferimento ai numerosi problemi di tipo filologico, storico, linguistico, ideologico che le Origines pongono, tenendo conto dei contributi dei vari studi moderni che hanno per oggetto tale opera e avanzando in più punti originali interpretazioni e chiavi di lettura.

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4 UN BREVE CENNO BIOGRAFICO Per chi cominci senex 7 a scrivere un� opera, � inevitabile che quest� ultima si configuri come una summa delle proprie esperienze ed idee. Si rende pertanto necessario, nell� approcciarsi ad un lavoro come le Origines, cercare di comprendere la figura storica di Catone, tanto pi� che egli, per la propria atipicit�, � stato a lungo ammirato o criticato, e tale atipicit� ha riversato in toto nelle Origines. Baster� accennare ad alcune esperienze chiave della sua vita che illumineranno sul suo modo di concepire la storia, seguite attraverso il lavoro di Della Corte 8 . Uomo di provincia (Tusculum, 234 a.C.) e per di pi� novus, fu educato tra stenti e fatiche, forgiandosi in tal modo un carattere duro e tenace, con una vita tutta legata alla terra. Profonda rottura dovette portargli la chiamata alle armi a 17 anni; ma quella fu l� inizio di una folgorante carriera. Si mise in mostra, senza per� venir meno alla sua originaria semplicit�. Stretta amicizia con Valerio Flacco, si gett� con risultati sorprendenti nella politica. Due astri in ascesa si vennero allora a scontrare: Catone, fiero della sua umilt� di origine e di modus vivendi; Scipione, caratteristico prodotto dell� aristocrazia, vivente nel lusso e nell� ostentazione di s�, osteggiato per tali motivi non solo da Marco Porcio, ma anche da altri intellettuali di prestigio (Nevio e Plauto). Impegnato in guerra in Sardegna, Catone incontr� e port� alla ribalta il futuro poeta Ennio, il quale, per�, giunto a Roma si leg� all� avversa fazione. La delusione dovette essere grande, e non si va lontano dal vero ipotizzando 7 Nep. Cato 3,3 8 F. DELLA CORTE, Catone Censore, Firenze 1969

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luigi Fattore Contatta »

Composta da 130 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.