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I logonimi nella lingua quechua

La tesi analizza la cultura metalinguistica incaica. I dati osservati sono 1) alcuni lessemi quechua ed aymara relativi alla sfera del sapere 2) aspetti della morfologia quechua relativi al giudizio del parlante circa il proprio enunciato 3) analisi di testi quechua dai quali si evince una consapevolezza linguistica del narratore 4) un corpus di 400 parole designanti l'attività linguistica.
L'ipotesi di fondo è che, da questi dati, si possa interpretare per la cultura incaica la seguente ideologia: il principio regolatore della lingua è identico al principio regolatore della realtà; non si tratta di una relazione strutturale (come per gli antichi greci) ma, come per molte altre culture orali, di una relazione esistente solo al momento di un evento linguistico particolare (il rito), una relazione in cui la competence comunicativa di un individuo ''rende possibile il mondo''.

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1 PARTE I INTRODUZIONE Che una cultura speculi sulla lingua come noi siamo abituati a pensare sia naturale fare accade solo date certe premesse culturali. Per le culture nordamericane, come già Boas notava (1911=1979), l'oratoria poteva costituire un campo di osservazione potenzialmente ricco di intuizioni per un ricercatore, in mancanza di ciò che si può chiamare codificazione sistematica della filosofia del linguaggio. A ben guardare, in assenza di testi scritti e di conoscenze esplicite circa questo ambito (l'ideologia locale del linguaggio), il problema può, anzi deve essere approfondito indagando la lingua stessa a vari livelli. Dobbiamo cioè andare alla ricerca di tutti i fenomeni in cui possono trovarsi cristallizzati dei brandelli di intuizioni metalinguistiche cercando di ricomporli come in un puzzle, integrando eventualmente queste acquisizioni con altri dominii della cultura: la riflessione metalinguistica può essere formalizzata in un genere testuale (proverbio), trovarsi imprigionata nelle maglie della composizione sintagmatica (un sistema di morfologia che veicoli, ad es., opposizioni circa il rapporto tra conoscere e parlare), nella o, ancora, essere evidente nel lessico attraverso alcune opposizioni basilari. Spesso inoltre teorie native circa la lingua esistono in nuce, e sono al limite tra il prescrittivo e il descrittivo (Cardona '76): mentre da un lato sono capaci di classificare fedelmente fenomeni testuali, come eventi linguistici particolari, classi di atti linguistici al loro interno, ecc… (op.cit.), dall'altro nella riflessione circa il lessico, si sbizzarriscono nel torvare relazioni e etimologie forzate, spesso funzionali al sostenimento di concetti religiosi (Boas, op.cit.).

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Vito Bongiorno Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.