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Le tendenze del regionalismo e dell'interregionalismo

Questo studio, dopo aver dimostrato l'importanza della presenza di un modello nell'ambito delle Relazioni Internazionali, teorizza e descrive il modello basato sulla fitta rete di relazioni multilaterali, che sta rappresentando un nuovo ordine costituente e che, alla luce degli eventi dell'11 settembre, diventa ancora più necessario se si vogliono affrontare tematiche, problemi e pericoli (locali e globali) vecchi e nuovi che il XXI secolo non ha tardato a rendere ben visibili.
Tale nuovo ordine è favorito dalle tendenze del rafforzamento e della nascita di attori regionali ed interregionali, soprattutto a partire dalla fine del bipolarismo, che si inseriscono al “centro” tra i rapporti bilaterali degli stati ed il multipolarismo globale.
Il termine tendenze viene utilizzato nella consapevolezza che non esiste un modello unico né di regionalismo, né di interregionalismo, ma che, piuttosto, esistono appunto tendenze/tensioni comuni verso tali relazioni.
Per questi attori, la connotazione di regionale ed interregionale prevede “a monte” la divisione degli stati in regioni (quattro, funzionali a questo studio) ed una divisione delle relazioni, tra di essi, in cinque livelli sovrapposti, complementari centri di gestione del potere (livello locale, statale, regionale, interregionale e globale).
Questo studio si propone, dunque, di presentare tale fitta rete di relazioni, attraverso la descrizione dei vari attori all'interno di un modello esemplificativo, dotato di una sua funzione organizzativa-ordinativa ed anche di una sua funzione “prognostica”.
Il modello ordinerà le relazioni servendosi non solo della geografia, ma anche della geoeconomia e soprattutto della geopolitica; assumerà minore importanza invece, la geocultura, che non riuscirebbe a giustificare la configurazione di molti attori del livello regionale e soprattutto gran parte delle iniziative create sul livello interregionale : non riuscirebbe, cioè, ad inquadrare completamente le tendenze multiculturali.
L’ASEM sarà la breve tappa finale di questo studio. Innanzitutto, perché costituisce il ponte multilaterale (che mancava) tra la regione Europa e la regione Asia; poi perché rappresenta la risposta al modello statunitense di multilateralismo in Asia (e non solo); ed infine perché la sua multidimensionalità (pilastro economico,pilastro politico e pilastro culturale) lo rende un “laboratorio” delle Relazioni Internazionali.

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i Introduzione Gli eventi dopo l’11 settembre 2001,stanno ribadendo(casomai ce ne fosse stato bisogno!)che gli stati-nazione restano il principale tassello delle Relazioni Internazionali: le azioni individuali,i rapporti bilaterali e l’attivismo di gruppi ristretti di stati,i maggiori protagonisti di questo drammatico periodo,lo dimostrano pienamente. Tanto più che in un clima di tensione ciò che serve è proprio la determinazione e l’agilità degli attori statali. Questa necessaria considerazione,però,non permette di negare o ignorare la costruzione,in atto,di una fitta rete di relazioni multilaterali,che autorizza,invece,a negare le teorie ed i modelli del disordine e a parlare, invece, di un nuovo ordine costituente. Il nuovo ordine è favorito dalle tendenze del rafforzamento e della nascita di attori regionali ed interregionali,soprattutto a partire dalla fine del bipolarismo,che si inseriscono al “centro”,tra i rapporti bilaterali degli stati ed il multipolarismo globale. Il termine tendenze viene utilizzato nella consapevolezza che non esiste un modello unico né di regionalismo, né di interregionalismo,ma che,piuttosto,esistono appunto tendenze/tensioni comuni verso tali relazioni. Per questi attori,la connotazione di regionale ed interregionale prevede “a monte” la divisione degli stati in regioni (quattro, funzionali a questo studio) ed una divisione delle relazioni,tra di essi, in cinque livelli sovrapposti,complementari centri di gestione del potere(livello locale, statale, regionale, interregionale e globale). Questo studio si propone di presentare tale fitta rete di relazioni,attraverso un modello esemplificativo dotato di una sua funzione organizzativa-ordinativa ed anche di una sua funzione “prognostica”. Il modello ordinerà le relazioni servendosi non solo della geografia,ma anche della geoeconomia e soprattutto della geopolitica;assumerà,minore importanza,invece,la geocultura,che non riuscirebbe a giustificare la configurazione di molti attori del livello regionale e soprattutto gran parte delle iniziative create sul livello interregionale : non riuscirebbe,cioè,ad inquadrare completamente le tendenze multiculturali. Mentre la delimitazione della regione Africa e della regione America risulterà abbastanza semplice,la delimitazione tra la regione Asia e la regione Europa,sarà

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Salvatore Pisciotta Contatta »

Composta da 236 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3571 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.