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Il sequestro

Il sequestro penale non è l'unico tipo di sequestro conosciuto e disciplinato dal codice di procedura penale. Accanto a esso si collocano, infatti, il sequestro preventivo e il sequestro conservativo. Al pari del sequestro penale, anche gli altri due tipi di sequestro rappresentano misure dirette a garantire al procedimento la disponibilità di un bene e a evitarne la possibile manomissione. Diversa è pero la finalità cui risponde ognuno dei sequestri...

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1 INTRODUZIONE Il codice di procedura penale del 1989 prevede tre tipologie di sequestro: il sequestro probatorio, disciplinato dagli artt. 253 ss.; il sequestro conservativo di beni mobili o immobili dell’imputato o del responsabile civile ovvero delle somme o cose a loro dovute (artt. 316 ss.) e il sequestro preventivo (artt. 321 ss.). Fondamentalmente diverse sono le funzioni e le tipicità di queste tre for- me di sequestro. Innanzitutto, una prima distinzione deve essere fatta fra il se- questro probatorio e le altre due forme di sequestro: il primo rientra nel novero dei mezzi di acquisizione delle prove disposto dal codice (l’art. 253, infatti, parla di “sequestro del corpo del reato o delle cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento dei fatti”); mentre le altre due tipologie attengono alle misure cautelari reali. Una seconda distinzione può essere fatta per quest’ultima tipolo- gia: infatti, mentre il sequestro conservativo risponde all’esigenza cautelare di garantire patrimonialmente i crediti dello Stato e quelli derivanti dalle obbliga- zioni civili derivanti dal reato, il sequestro preventivo è finalizzato a prevenire il “pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggra- vare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati” (art. 321 c.p.p.). Si può affermare che il sequestro probatorio, in quanto mezzo di ricerca della prova, è finalizzato a rendere indisponibile fuori dal processo quegli ogget- ti che, in ragione di una qualsiasi relazione con la condotta criminosa, risultino comunque utili all’accertamento dei fatti. 1 La preoccupazione del legislatore del 1989 è stata soprattutto quella, come si ricava dalla relazione, di evitare di predisporre sequestri, in ambito stretta- mente penale, diversi da quello finalizzato all’acquisizione di elementi probatori (infatti, le restanti tipologie di sequestro attengono alle misure cautelari reali). 1 Vedi in tal senso, E. SELVAGGI, Art. 253, in M. CHIAVARIO, Commentario al nuovo codice di procedura penale, II, Torino, 736

Diploma di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabiano Meleleo Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.