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La comunità per minori: viaggio alla ricerca di significati

L’obiettivo di questa tesi è quello di dimostrare come la Comunità per minori possa ancora oggi rappresentare uno strumento importante nell’ambito del panorama dei Servizi socio-assistenziali, ritagliandosi uno spazio ed un ruolo non alternativo ma integrato nell’ambito delle strategie utili al reinserimento del minore “socialmente svantaggiato” nel contesto sociale, e dunque dei servizi che di tali strategie sono protagonisti attivi (consultorio familiare, assistenza domiciliare minori, servizio affidi e adozioni, Tribunale dei Minorenni, ecc.). In sostanza si vuole dimostrare come la Comunità Alloggio non debba più rappresentare come in passato una realtà a sé stante autonoma e “auto-finalizzata” come avveniva per i vecchi Istituti, spersonalizzanti e unicamente in grado di rappresentare un'alternativa alla dimensione familiare per i minori ospitati, quasi sempre orfani o privi di una risorsa familiare in grado di prendersene carico. Oggi la Comunità, che come prevede la legge riproduce una dimensione il più possibile vicina a quella familiare, ha un senso non come alternativa alla famiglia ma come passaggio spesso imprescindibile in vista di un rientro del minore nella propria famiglia o di un suo inserimento in una realtà familiare alternativa (famiglia affidataria o adottiva)...

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3 INTRODUZIONE L’idea di affrontare il tema della Comunità Alloggio per minori come argomento della mia tesi nasce dall’esigenza di concretizzare attraverso la forma scritta il mio bagaglio esperienziale personale e professionale relativo a tale ambito. Da ormai 5 anni infatti svolgo l’attività di educatore presso la Comunità Alloggio “Fanciullezza” di Lodi, in particolare occupandomi, dal 1998, dei minori (età 4-10) del gruppo “Arcobaleno”. Prima di descrivere brevemente come intendo strutturare il mio scritto ritengo indispensabile premettere alcune considerazioni: L’allontanamento di un bambino dalla sua famiglia è uno di quei fatti sociali su cui le cronache spesso si soffermano e la verità raccontata dalla notizia giornalistica è spesso un gridare contro agli autori dell’allontanamento, colpevoli di una palese quanto crudele ingiustizia. Sulle ragioni e sulle cause dell’allontanamento spesso la stampa e i mass media, riferiscono verità parziali. Il punto di vista riportato dagli organi di stampa è infatti quasi sempre esclusivamente quello dei genitori, raramente quello degli operatori, quasi mai quello dei bambini. Ciò si verifica a volte semplicemente perché i Servizi Sociali non vengono interpellati, o perché il segreto d’ufficio e la riservatezza su queste dolorose vicende impone, giustamente, il silenzio. L’attuazione dell’allontanamento viene socialmente accettata solo quando ci si trovi di fronte a fatti materialmente evidenti (palesi e gravi violenze fisiche, abusi sessuali, ecc.) e spesso anche

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Marco Siboni Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 31000 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 63 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.