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Il partito comunista francese dal patto nazi-sovietico all'operazione Barbarossa

Un evento inaspettato sconvolge l’estate del 1939, alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale: la firma del patto nazi-sovietico. Figlio di una spregiudicata politica sia da parte di Hitler che di Stalin, questo accordo segnò l’evoluzione politica dei primi due anni del conflitto. Quali effetti produsse un evento di tale portata sul P.C.F. (il partito comunista francese)? Quali conseguenze ebbe sulla politica, sulla strategia e sul linguaggio del più anti-hitleriano dei partiti europei ? Attraverso lo studio di materiale in lingua francese e la lettura di numerosi giornali dell’epoca, l’autore ricostruisce alcune vicende storico-politiche della Francia sulle quali nel secondo dopoguerra è calato un misterioso silenzio. Dall’analisi di questo periodo storico così particolare sono emersi alcuni elementi davvero sorprendenti: i nemici diventano ben presto degli alleati e viceversa. Ma nel giugno 1941 la Germania attacca l’Unione Sovietica segnando la fine del patto Ribbentop-Molotov e di tutte le conseguenze politiche che aveva determinato. Ben presto tutte queste scottanti vicende saranno messe nel dimenticatoio, persino negate…

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Preview 3 INTRODUZIONE Il comunismo ed il nazionalsocialismo hanno rappresentato i due più importanti modelli di autoritarismo di tutto il novecento. Per loro natura contrapposti ed antitetici, hanno pur tuttavia manifestato elementi di possibile convergenza ed hanno avuto un momento di dialogo. I loro “ condottieri ”, Stalin ed Hitler, hanno spesso mostrato una grande spregiudicatezza nell’elaborazione della politica estera, cosicché è stato possibile stabilire un’alleanza di tipo strategico tra due regimi ideologicamente contrapposti. La logica cinica del raggiungimento dei propri scopi con qualsiasi mezzo, ha infine portato alla stipulazione del patto Ribbentrop – Molotov il 23 agosto 1939. Il patto nasceva essenzialmente da due esigenze: la prima era la necessità, da parte di Stalin, di evitare un’aggressione tedesca all’U.R.S.S. almeno fino a quando questa non fosse riuscita ad accrescere in modo significativo il proprio apparato industriale e militare; la seconda era il bisogno di Hitler di evitare una guerra su due fronti, con l’Unione Sovietica da una parte e con la Francia e l’Inghilterra dall’altra. In questa tesi non si approfondisce né il motivo della nascita di questa alleanza, né il perché della sua crisi, bensì si vuole analizzare quali effetti produsse sul partito comunista francese. La storia europea del primo novecento è stata caratterizzata da un’involuzione autoritaria dei regimi politici. Ma all’interno di quella che potremmo definire “ la grande famiglia autoritaria ” nacquero due esperienze politiche contrapposte: il comunismo ed il nazi – fascismo. Anche senza soffermarci sull’analisi specifica dei caratteri dei due regimi, è facile intuire quale fu l’atteggiamento del partito comunista francese nei confronti del nascente regime hitleriano. Quest’ultimo, peraltro, si sviluppò in Germania, paese con il quale la Francia aveva sempre avuto rapporti difficili. Infatti, sebbene in un contesto totalmente diverso, il dualismo Germania – Francia continua ancora oggi a caratterizzare la politica europea. Date queste premesse si può supporre che la nascita, negli anni trenta, del partito nazista tedesco venisse accolto, dai comunisti francesi, come una sciagura. In effetti il partito comunista francese considerò l’hitlerismo come la più grande minaccia per l’Europa.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandro Macinata Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1283 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.