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Il principio di non discriminazione nel diritto tributario internazionale

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Francesco Tripoli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Vittorio Bennani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 353

La tesi analizza il principio di non discriminazione nel diritto tributario così come vigente negli ordinamenti sovranazionali. In particolare è oggetto di trattazione il principio di non discriminazione derivante dalle norme comunitarie, articoli 43, 49, 87 e 90 del Trattato di Roma, e le più significative sentenze della Corte di Giustizia della Comunità Europea in materia. Il lavoro prosegue poi con riferimento a quanto disposto in argomento dalle convenzioni contro le doppie imposizioni conformi al modello OCSE, e a quanto contenuto nelle norme istitutive GATTT, WTO, Mercosur e NAFTA.

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Il principio di non discriminazione nel diritto tributario internazionale. 11 INTRODUZIONE 1.Definizione del principio di non discriminazione. Per iniziare questa trattazione sul principio di non discriminazione nel diritto tributario internazionale è necessario affrontare subito una delle questioni più complesse che si incontreranno nel presente lavoro: la definizione del concetto di discriminazione. Difatti non esiste una definizione autonoma del principio di non discriminazione fiscale, ma essa si può al massimo dedurre dal concetto di uguaglianza del quale rappresenta l’opposto. Si giungerebbe così a concludere che con la parola discriminazione si intende disuguaglianza, e quindi che si sarebbe in presenza di discriminazione ogni qual volta si verifichi una situazione di disuguaglianza. Il concetto di uguaglianza prevedrebbe la medesima regolamentazione di due rapporti che si siano manifestati in relazione a medesime situazioni ed evidenzino medesime caratteristiche; presuppone quindi una comparazione tra un rapporto, reale, che deve essere regolamentato, ed un rapporto virtuale con il quale il primo deve essere confrontato. 1 Il termine di comparazione assume quindi un ruolo fondamentale per la definizione del principio oggetto di questa tesi, infatti, in sua assenza, non sarebbe possibile sostenere di trovarsi in una situazione di disuguaglianza. A riguardo, ad esempio, per l’applicazione di uno degli articoli del Trattato di Roma che contemplano il divieto discriminazione, l’articolo 90 è necessario che vi sia una produzione nazionale similare o almeno concorrente con quella che si presume discriminata, altrimenti mancherebbe proprio il termine di paragone e quindi la possibilità di sostenere la discriminazione stessa. 2 1 Cfr. Adonnino: “Il principio di divieto di discriminazione nella fiscalità internazionale” , Diritto e pratica tributaria 1999 fasc. 4 parte 3 pag. 174. 2 L’articolo 90, già articolo 95, sarà l’oggetto di trattazione del capitolo III della parte I della presente opera.

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