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La legge applicabile al contratto di assicurazione con rischio localizzato nella CE

Quando si analizzano le origini e lo sviluppo storico del contratto di assicurazione si rileva subito come esso, sorto e sviluppato quale strumento tipico del commercio internazionale, sia stato fin dall’inizio caratterizzato da una spiccata connotazione transfrontaliera.
Questo carattere sovranazionale deriva dall’oggetto stesso dell’assicurazione, ossia il rischio, che spesso non è circoscritto territorialmente.
In questo lavoro si intende, analizzare l’evoluzione della disciplina internazionalprivatistica nel settore assicurativo.
Dal precedente sistema di diritto internazionale privato vigente in Italia, che vedeva tale disciplina concentrata in un’unica norma, l’art. 25 delle disposizioni preliminari al codice civile, fino al suo superamento ad opera della legge n. 218 del 1995, che con l’art. 57 ha operato un rinvio ricettizio, in base al disposto «in ogni caso», alla disciplina contenuta nella convenzione di Roma del 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali.
Si vuole approfondire, inoltre, il problema del coordinamento tra tale convenzione e la normativa comunitaria in materia assicurativa (Capitolo I).
Si prenderà poi in considerazione il rischio e il problema della sua localizzazione, quale elemento di scissione tra disciplina internazionalprivatistica contenuta nella convenzione di Roma del 1980 e disciplina di conflitto contenuta nelle direttive CE (Capitolo II).
Di seguito, si procederà all’analisi particolareggiata dell’intervento della Comunità nel settore assicurativo. Detto intervento ha visto dapprima la realizzazione dei principi di libertà di prestazione di servizi e libertà di stabilimento, successivamente l’armonizzazione della normativa interna di ciascuno Stato membro, attraverso l’attuazione delle direttive comunitarie di «prima, seconda e terza generazione» (Capitolo III).
Da ultimo, saranno presi in considerazione i criteri di giurisdizione in materia assicurativa contenuti nella Sezione 3 del Titolo II della convenzione di Bruxelles del 1968, sulla giurisdizione e l’esecuzione delle sentenze in materia civile e commerciale, quale naturale complemento alla disciplina di conflitto contenuta nelle direttive CE.
Si concluderà il lavoro con una breve analisi degli obbiettivi che le istituzioni comunitarie hanno voluto perseguire attraverso le direttive in materia assicurativa, e delle prospettive e degli sviluppi che si stanno per affacciare in questo campo (Capitolo IV).

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3 INTRODUZIONE Quando si analizzano le origini e lo sviluppo storico del contratto di assicurazione si rileva subito come esso, sorto e sviluppato quale strumento tipico del commercio internazionale, sia stato fin dall’inizio caratterizzato da una spiccata connotazione transfrontaliera. Questo carattere sovranazionale deriva dall’oggetto stesso dell’assicurazione, ossia il rischio, che spesso non è circoscritto territorialmente. In questo lavoro si intende, analizzare l’evoluzione della disciplina internazionalprivatistica nel settore assicurativo. Dal precedente sistema di diritto internazionale privato vigente in Italia, che vedeva tale disciplina concentrata in un’unica norma, l’art. 25 delle disposizioni preliminari al codice civile, fino al suo superamento ad opera della legge n. 218 del 1995, che con l’art. 57 ha operato un rinvio ricettizio, in base al disposto «in ogni caso», alla disciplina contenuta nella convenzione di Roma del 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali. Si vuole approfondire, inoltre, il problema del coordinamento tra tale convenzione e la normativa comunitaria in materia assicurativa (Capitolo I). Si prenderà poi in considerazione il rischio e il problema della sua localizzazione, quale elemento di scissione tra disciplina internazionalprivatistica contenuta nella convenzione di Roma del 1980 e disciplina di conflitto contenuta nelle direttive CE (Capitolo II). Di seguito, si procederà all’analisi particolareggiata dell’intervento della Comunità nel settore assicurativo. Detto intervento ha visto dapprima la realizzazione dei principi di libertà di prestazione di servizi e libertà di stabilimento, successivamente l’armonizzazione della normativa interna di ciascuno Stato membro, attraverso l’attuazione delle direttive comunitarie di «prima, seconda e terza generazione» (Capitolo III). Da ultimo, saranno presi in considerazione i criteri di giurisdizione in materia assicurativa contenuti nella Sezione 3 del Titolo II della convenzione di Bruxelles del 1968, sulla giurisdizione e l’esecuzione delle sentenze in materia

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Federica Mirella Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4127 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.