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La villa della Duchesca attraverso le fonti

Informazioni tesi

  Autore: Margherita De Luca
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Rosanna De Gennaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

“Duchesca” oggi è un quartiere di Napoli, sito in prossimità del Castel Capuano, nella zona più antica della città, dove le strade conservano, nel nome, il ricordo di un'antica residenza Aragonese, costruita nell’ultimo scorcio del XV secolo per volere di Alfonso II, allora Duca di Calabria, e, nonostante la sua breve vita, celebre soprattutto per lo splendore dei suoi giardini. Concepita, infatti, in funzione di un raffinato parco ispirato ai giardini di stampo ispanico-musulmano, le vicissitudini storico-politiche del regno di Napoli ne hanno causato l’abbandono da parte degli Aragonesi pochi anni dopo la sua realizzazione, cui ha fatto seguito la progressiva edificazione nella zona che, nel giro di qualche decennio, ha inghiottito completamente il vasto giardino e le costruzioni che lo arricchivano.
Della Duchesca non rimane alcuna rappresentazione grafica, né descrizione di carattere tecnico; di essa ci restano solo alcuni “indizi”, sparsi in fonti di vario genere, che ne celebrano il fasto e la bellezza e ci suggeriscono il suo aspetto e l'incrocio delle culture artistiche che ne ispirarono la concezione. Tali indizi, se confrontati, ci permettono di delineare la storia della dimora e, forse, di individuarne gli aspetti salienti.
Punto di partenza per ripercorrere la storia della Duchesca sono, certamente, i documenti di pagamento per gli artisti che vi lavorarono, affiancati dalle Ephemeridi di Joampiero Leostello, una cronaca celebrativa della vita del Duca Alfonso, testimonianze, queste, che forniscono anche indicazioni circa le caratteristiche architettoniche e il significato della villa. Mediante, poi, alcune notizie, contenute nelle cronache partenopee dell’ultimo Quattrocento, possiamo definirne con una certa precisione l’ubicazione, scoprendo che già nel 1495, iniziò ad essere danneggiata. Ma sono principalmente le fonti letterarie - la rapida descrizione del veneziano Marin Sanudo giunto a Napoli al seguito del nemico francese e colpito dallo splendore della villa, un brano sospeso a metà fra la storia e la leggenda lasciatoci da un anonimo cinquecentesco e, infine, la celebrazione raffinatamente letteraria dedicatale da Paolo Giovio, che menziona la Duchesca in qualità di simbolo del ricercato modus vivendi degli Aragonesi - che ce ne suggeriscono le fattezze e la raffinata originalità. Purtroppo, la letteratura artistica e le numerose guide di Napoli arrivano troppo tardi, in pieno Cinquecento, solo per segnalare il degrado in cui si trovavano ormai la villa ed i giardini, e per rendere nota la nascita, al loro posto, dell’odierno quartiere.

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3 La villa della Duchesca. “Duchesca” oggi è un quartiere sito in prossimità del Castel Capuano, dove le strade conservano, nel nome, il ricordo dell’antica residenza Aragonese, costruita nell’ultimo scorcio del XV secolo per volere di Alfonso II, allora Duca di Calabria, e, nonostante la sua breve vita, celebre soprattutto per lo splendore dei suoi giardini. Concepita, infatti, in funzione di un raffinato parco, le vicissitudini storico-politiche del regno di Napoli ne hanno causato l’abbandono da parte degli Aragonesi pochi anni dopo la sua realizzazione, cui ha fatto seguito la progressiva edificazione nella zona che, nel giro di qualche decennio, ha inghiottito completamente il vasto giardino e le costruzioni che lo arricchivano. Della Duchesca non rimane alcuna rappresentazione grafica, né descrizione di carattere tecnico; di essa ci restano solo alcuni “indizi”, sparsi in fonti di vario genere, che ne celebrano il fasto e la bellezza e, se confrontati, ci permettono di delineare la storia della dimora e, forse, di individuarne gli aspetti salienti. Punto di partenza per ripercorrere la storia della Duchesca sono, certamente, i documenti di pagamento per gli artisti che vi lavorarono, affiancati dalle Ephemeridi 1 di Joampiero Leostello, una cronaca celebrativa della vita del Duca Alfonso, 1 J. Leostello, Ephemeridi de le cose fatte per el Duca de Calabria, in G. Filangieri di Satriano, Documenti per la storia, le arti e le industrie delle province napoletane, vol. I, Napoli 1883; cfr. infra, II.1, II.1.1, II.1.2.

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giuliano da maiano
pacello da mercogliano
pedro de toledo
storia dell'architettura
storia della critica d'arte
architettura del rinascimento
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