Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

A ciascuno il suo medium. L'origine, la diffusione e il funzionamento dei personal media.

L’esigenza culturale e la curiosità intellettuale, che hanno animato sin dall’inizio lo svolgimento della presente tesi di laurea, possono essere efficacemente sintetizzate in quattro quesiti salienti: quando e come sono nati i personal media?, cosa sono oggi?, come funzionano? e quale rapporto intrattengono con gli altri media?
Il nostro studio del personal medium, in questa direzione, ha tentato di rispondere capitolo dopo capitolo rispettivamente ad ognuna di queste quattro domande di partenza.
Il primo punto di domanda, (quando e come sono nati i personal media?), ha dato avvio nel primo capitolo ad una ricostruzione storica del contesto socio-comunicativo in cui i primi personal media hanno preso forma, nell’ottica di ricostruire storicamente le loro origini e di inquadrarne teoricamente le loro funzioni. In tal senso, un primo versante della nostra ricerca ha individuato una linea tecnologica di sviluppo del personal medium (libro, fotografia, il telefono e la radio), un secondo, invece, ha rivolto la sua attenzione ad alcune diverse riflessioni speculative (Bijker, Breton e Beck per il realismo tecnologico, e Innis, McLuhan, Negroponte, de Kerckhove e Levy per l’utopia tecnofila), utili a chiarire gli orizzonti del nostro approccio teorico all’argomento.
Nel secondo capitolo si è cercato di rispondere ad un altro quesito significativo, (cosa sono realmente oggi i personal media?), chiarendo i termini della discussione nella distinzione tra media personalizzabili (televisione e radio) e media personali (telefono fisso, telefono cellulare e walkman), nelle loro relative spazialità fruitive, e specificando, dunque, il ruolo di medietà del personal computer alla luce delle relazioni tra i diversi media.
Il terzo capitolo, quindi, ha aiutato a fornire una risposta alla terza rilevante domanda, (come funziona un personal medium?), esaminando in chiave problematica le dimensioni strutturali e relazionali di uno strumento di comunicazione complesso come il personal medium (progettazione delle interfacce, interattività o interazione) e descrivendo nello specifico il sistema di funzionamento di un’interfaccia personalizzata.
Nel quarto ed ultimo capitolo, infine, si è dedicato ampio spazio alla risoluzione dell’ultimo punto interrogativo, (quale rapporto comunicativo esiste tra mass e personal media?), ripercorrendo le linee interpretative di alcuni autori di riferimento (Mattelart, Flichy, Marvin e Abruzzese) si è, infatti, spiegato in chiave genealogica riflessiva la convivenza pacifica tra i due massimi sistemi della comunicazione. Si è smentita la falsa alternativa tra mass e personal media e si è, dunque, affermata, con esplicita citazione del concetto di Beck, una seconda modernità dei media.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 INTRODUZIONE O CONCLUSIONE Scrivere l’introduzione è forse il momento più divertente e strano che la stesura di un testo, o meglio nel nostro caso specifico, di una tesi propone. Dopo aver digitato tante parole, essersi districati tra le diverse questioni concettuali, aver letto e riletto le pagine scritte, e aver posto l’ultimo punto in fondo all’ultima frase conclusiva, si pensa erroneamente di aver terminato, ma ci si accorge quasi subito e quasi sempre che manca qualcosa, che in realtà la vera conclusione non è stata ancora scritta. Eccoci qui, quindi, ad introdurre e a descrivere preventivamente le pagine che seguiranno, ad avvicinare con garbo il lettore alla materia che si è scelti di approfondire e ad incuriosirlo quel tanto che basta per continuare a leggere, a spiegarne i motivi ispiratori, a valutare nel complesso i propri sforzi profusi. Insomma, a concludere (questa volta realmente) e a chiosare (definitivamente) sull’analisi appena svolta. Il nostro interesse per lo studio analitico dei personal media è maturato nel corso della classica ricognizione teorica che si compie tradizionalmente sul finire del proprio percorso di studi universitari. Come è solito, nel tentativo di trovare l’argomento in sintonia con la propria sensibilità riflessiva e la propria curiosità intellettuale, sono state consultate le fonti informative più disparate, dai libri alle rubriche radiofoniche, dai giornali radio-televisivi e cartacei alle pagine web. Alla fine l’ispirazione, lo spunto, anzi il punto di svolta della nostra ricerca è giunto all’improvviso, dall’incontro casuale del nostro sguardo con la copertina di un settimanale d’informazione socio-politico 1 , che titolava: “La TV di domani”. Proprio da lì, e quindi, da quella immagine e dal quel titolo sono partite svariate ricerche senza sosta sui differenti aspetti che riguardassero l’articolata materia comunicativa dei personal media. Leggendo numerosi libri di comunicazione ci si è accorti che in realtà la letteratura scientifica specificatamente dedicata all’argomento era poco vasta, o peggio ancora, in certi casi, eccessivamente confusionaria. Insomma Hegel aveva ragione quando aforisticamente ha sostenuto che “ciò che è noto, proprio in quanto noto, non è conosciuto”. Tanti 1 Il rotocalco a cui si è fatto riferimento è “Internazionale”, 1/7 settembre 2000, N°350, Anno 7.

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Alfredo Coco Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2959 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.