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Il Cloze Procedure nell'apprendimento dell'insufficiente mentale lieve

Sulla procedura “cloze” molto è stato finora scritto. I contributi di Taylor, Oller, Levin, Balboni e Marello, nonché i lavori del GISCEL, per citare soltanto i più rilevanti, hanno approfondito l’argomento sia dal punto di vista teorico sia nelle possibili applicazioni pratiche.
Ciò che però manca è un’indagine sugli effetti e le concrete dimensioni operative che questa tecnica di interpretazione testuale sembra indurre nel processo di apprendimento (linguistico e non) di una diffusa “tranche” di portatori di handicap: gli insufficienti mentali.
E’ nata così l’idea di proporre ad un alunno della S.M.S. di Omegna, nel corso dell’anno scolastico 1989-’90, alcune esercitazioni e verifiche “mirate” allo scopo, in altre parole, di analizzarne i risultati e scoprire se era possibile rispondere positivamente all’interrogativo lasciato “aperto” dalla ricerca nel settore.

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INTRODUZIONE Sulla procedura “cloze” molto è stato finora scritto. I contributi di Taylor, Oller, Levin, Balboni e Marello, nonché i lavori del GISCEL, per citare soltanto i più rilevanti, hanno approfondito l’argomento sia dal punto di vista teorico sia nelle possibili applicazioni pratiche. Ciò che però manca è un’indagine sugli effetti e le concrete dimensioni operative che questa tecnica di interpretazione testuale sembra indurre nel processo di apprendimento (linguistico e non) di una diffusa “tranche” di portatori di handicap: gli insufficienti mentali. E’ nata così l’idea di proporre ad un alunno della S.M.S. di Omegna, nel corso dell’anno scolastico 1989-’90, alcune esercitazioni e verifiche “mirate”, allo scopo, in altre parole, di analizzarne i risultati e scoprire se era possibile rispondere positivamente all’interrogativo lasciato “aperto” dalla ricerca nel settore. Le considerazioni effettuate non vogliono avere la pretesa dell’esaustività teorica nel merito della questione ma si proporrebbero unicamente come il resoconto critico delle esperienze realizzate in qualità di tirocinante nell’ambito del Corso Biennale Polivalente di Specializzazione per il Sostegno ad alunni portatori di handicap tenutosi ad Arona negli anni 1989-’90. In particolare, le domande che ci siamo posti sono state le seguenti: 1. Con quali limiti e a quali condizioni l’insufficiente mentale (sia pur di tipo lieve) può trarre profitto dalla pratica didattica del “cloze”? 2. Se ipotizziamo questo intervento in modo positivo, in quali discipline e in quali contesti prefiguriamo le attività da svolgersi? 3. Quali accorgimenti particolari si dovranno adottare nel somministrare le prove o nel proporre le esercitazioni?

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Alessandro Lezzi Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1499 click dal 20/03/2004.

 

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