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Bartolomeo Vivarini

La ricerca intende gettare uno sguardo sull’opera di Bartolomeo Vivarini nel contesto della realtà artistica veneta del XV secolo. Viene trattato l’intero catalogo del pittore muranese, dalle prime opere realizzate all’interno della bottega del fratello, nelle quali l’artista si misura con i modi garbati e timidamente rinascimentali di Antonio, fino agli esiti più maturi del settimo e dell’ottavo decennio. Recepita la lezione mantegnesca, Bartolomeo fonde il linguaggio del padovano con la tradizione veneziana contribuendo al rinnovamento della pittura lagunare e reggendo degnamente il confronto con l’astro nascente di Giovanni Bellini. La parabola artistica del giovane Vivarini si conclude con il mesto scadimento in un’arte di maniera, portata avanti con il contributo sempre più massiccio degli allievi, che tuttavia gode di relativa fortuna nei territori di provincia.

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PARTE I 1. Uno sguardo d�insieme: la pittura a Padova e Venezia verso la met� del XV secolo 1.a. Padova Sconfitta dall�ostilit� di Venezia e dalle armi di Gian Galeazzo Visconti, Padova perde nel 1388 la propria libert� con la cacciata di Francesco il Vecchio, illuminato esponente della famiglia da Carrara, protettore di Francesco Petrarca e generoso mecenate di artisti quali Altichiero, Guariento e Giusto de� Menabuoi. Due anni pi� tardi il figlio Francesco Novello, con l�aiuto di Firenze e Bologna pu� rientrare in citt� da vincitore 1 accolto dalla popolazione in festa; incoraggiato da tanto favore egli tenta riappropriarsi degli antichi confini, ma le sue pretese urtano gli interessi di Venezia che pure, con la propria complice neutralit�, aveva contribuito ad allontanare l�ombra viscontea dalla citt� di Antenore. Nel 1404 i dogi muovono guerra a Francesco Novello e il 21 novembre 1405 Padova si consegna, sconfitta e destinata a rimanere sotto il giogo veneziano per quasi quattro secoli. La sottomissione a Venezia non mortifica tuttavia l�indipendenza della vita culturale cittadina n� muta il ruolo di Padova come testa di ponte nel nord Italia per i fermenti umanistici di origine fiorentina; d�altra parte i legami con il centro toscano erano ormai di lunga data: lo spirito antivisconteo dei da Carrara aveva favorito i rapporti politici e commerciali e assai numerose e qualificate erano state le presenze di artisti fiorentini in citt�. Nel corso del Trecento Giotto e Giusto de� Menabuoi lasciano segni indelebili nella Cappella degli Scrovegni e nel Battistero del duomo 2 , successivamente Cennino Cennini scrive proprio a Padova il suo �Libro dell�Arte o trattato della Pittura� 3 . L�importanza di Padova nello scenario culturale italiano aumenta 1 Per celebrare il proprio trionfo Francesco Novello fa coniare tre medaglie sul modello dell�antico conio romano recanti il suo ritratto e quello del padre (cfr. P. Fortini Brown �Venice and Antiquity: the venetian sense of the past�, New Haven, London, 1996, p. 96). 2 Sull�arte padovana del XIV secolo esiste un recente contributo pubblicato da D. Norman (�Siena, Florence and Padua. Art, Society and Religion 1280-1400�, New Haven, London, 1995). 3 Quasi nulla si sa della sua produzione pittorica: U. Procacci (in M. Muraro �Pitture murali nel Veneto e tecnica dell�affresco�, Venezia, 1960, pp. 63-64) riferisce a lui un affresco

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Tassoni Contatta »

Composta da 653 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3849 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.