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La protezione giuridica internazionale dell'ambiente marino da forme di inquinamento tellurico, con particolare riferimento alla situazione del Mediterraneo

Nella stesura del presente lavoro si è cercato di verificare attraverso quali strumenti giuridici internazionali, gli Stati costieri e le popolazioni del Mediterraneo stiano cercando di far fronte al problema dell'inquinamento tellurico del Mar Mediterraneo. A tal fine è apparso opportuno analizzare se esistano norme consuetudinarie o pattizie a vocazione universale che disciplinino l’inquinamento marino in generale, e quello tellurico in particolare. È sembrato, successivamente, opportuno porre l’accento, su strumenti regionali e più precisamente sulla Convenzione di Barcellona del 1976, per la protezione del mare Mediterraneo contro l’inquinamento e sui Protocolli ad essa correlati, nonché sugli emendamenti adottati nel 1995, ed anche sugli atti comunitari e quelli di alcuni organismi internazionali impegnati direttamente nella protezione del Mediterraneo dall'inquinamento, come l'UNEP, che, come è noto, ha predisposto un Piano d'Azione per il Mediterraneo (PAM).
Dopo tale analisi è sembrato opportuno soffermarsi sul problema della responsabilità internazionale che sorge per la violazione di tali norme. Questo aspetto è risultato particolarmente interessante poiché l’inquinamento tellurico (provocato dalle acque fluviali inquinate, dagli scarichi urbani e così via) coinvolge generalmente solo lo Stato dove l’attività inquinante si è prodotta. In altri termini nei casi in cui l’entità dell’inquinamento sia tale da non pregiudicare anche gli Stati vicini, ci si chiede se sussista comunque la responsabilità dello Stato costiero per violazione di un obbligo internazionale generale di non causare danni all’ambiente, obbligo di tutela dell’ambiente che si configurerebbe come erga omnes. Nel caso affermativo, lo Stato che ha causato il danno, a prescindere da qualsiasi collegamento con l’esercizio della potestà di governo esplicata a titolo spaziale, si troverebbe quindi a risponderne nei confronti della Comunità internazionale.

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1 INTRODUZIONE Che cos’è il Mediterraneo? Il grande storico francese Braudel ricordava: “Mille cose alla volta. Non � un paesaggio, bens� innumerevoli paesaggi. Non � un mare, bens� una serie di mari. Non � una civilizzazione, bens� varie civilizzazioni ammucchiate una sull�altra. Viaggiare per il Mediterraneo � incontrare il mondo romano nel Libano, la preistoria in Sardegna, le citt� greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l�Islam turco nella ex Iugoslavia. � immergersi nel profondo dei secoli fino alle costruzioni megalitiche di Malta o fino alle piramidi dell�Egitto. � scoprire cose antichissime, ancora vive, affiancate ad altre ultramoderne� Sia nel suo paesaggio fisico, sia in quello umano, quel Mediterraneo crocevia, quel Mediterraneo eteroclito, si presenta alla nostra memoria come una immagine coerente, come un sistema nel quale tutto si ricostruisce in una unit� originale�. 1 1 Si v. BRAUDEL F., Il Mediterraneo, Milano, 1992.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Dario Giardi Contatta »

Composta da 194 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.