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Malformazioni in stadi giovanili di Sparus aurata L.

Lo studio condotto sulle malformazioni degli stadi giovanili delle specie eurialine oggetto di allevamento ha cercato di valutarne l’incidenza e compararla sotto l’aspetto morfologico che caratterizza i soggetti in natura. L’indagine ha considerato solo gli stadi giovanili, poiché non è possibile osservare individui malformati adulti, dato che per ragioni economiche viene effettuata una selezione appena è possibile individuare la malformazione. Risulta infatti sconveniente alimentare e allevare un pesce malformato per il dispendio di denaro e di risorse che ciò implica.
La tecnica della biometria è utilizzata per valutare il grado di malformazione, le relazioni morfometriche possono essere utilizzate quindi come parametro di valutazione della qualità del pesce d’allevamento (Koumoundouros et al., 1995).

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1. Premessa Nei sistemi produttivi acquacolturali stanno prendendo sempre più il sopravvento gli aspetti qualitativi rispetto a quelli quantitativi. Tale constatazione risulta valida sin dai primi stadi del ciclo di allevamento; infatti, la fase di sviluppo larvale, sia dei pesci che dei crostacei, è di fatto un processo prevalentemente qualitativo, fortemente condizionato da fattori biotici (Bromage, 1996) ed abiotici (Divanach, 1998). La conoscenza approfondita dello sviluppo di una specie dal punto di vista osteologico è importante non solo dal punto di vista embriologico ma anche da quello produttivo. Nell’ambito delle avannotterie commerciali, il termine “qualità” degli stadi larvali e dei giovanili presuppone l’esistenza di differenziazioni tra i diversi lotti di avannotti le cui cause possono essere di natura zootecnica, nutrizionale ma anche genetica (Thomas S., 1994). Con l’avanzare dello stadio biologico dell’organismo allevato, i fattori che assumono una importanza sempre più rilevante nella definizione della qualità dell’animale sono riconducibili a quelli di tipo alimentare (Menu, 1994; Guerden 1995; De wolf, 1995; Gapasin 2001) e ambientale (Baeverfjord, 1999b; Guillen, 1993). L’allevamento dei pesci eurialini il cui ciclo vitale si compie interamente in ambiente controllato è tecnica relativamente recente rispetto alla troticoltura (Melotti et al., 1995). I giapponesi sono stati i pionieri di questo tipo di allevamento partendo da riproduttori catturati in natura circa 35 anni fa (Watanabe, 1986). La produzione mondiale di avannotti con tecniche di riproduzione indotta nel 1997 era stimata in circa 150.000.000 di esemplari (FAO, 1998) tale quantità ha subito un forte incremento nel triennio successivo. Sulla base di tali cifre il principale problema che occorre risolvere è la messa a punto di tecniche produttive in grado di garantire soggetti di ottima qualità. Quelli con malformazioni più lievi (di solito scheletriche) possono anche giungere allo stadio adulto ma in un tempo molto più lungo rispetto ai soggetti sani e con forte deprezzamento del valore di mercato se non addirittura con l’impossibilità di commercializzarli. Risulta alquanto difficoltosa la “diagnosi” della possibile causa delle malformazioni; infatti molteplici e spesso contemporaneamente presenti,

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Giulio Sonzio Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1265 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.