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Organizzazione dei mercati elettrici europei ed influenza sulle scelte del mercato italiano

Informazioni tesi

Management dell'Energia e dell'Ambiente
  Autore: Luca Simeone
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2002
Docente/Relatore: Giancarlo Pireddu
Istituito da: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

Nel 1996, a livello comunitario è stata adottata la Direttiva 96/92/CE del Parlamento Europeo, relativa a “Norme comuni per il Mercato interno dell’Energia Elettrica”, contenente alcuni obblighi per gli Stati Membri, ma anche opzioni e discrezionalità; dopodiché ha avuto inizio, a livello locale, un laborioso iter che ha portato al recepimento delle linee guida contenute nella Direttiva stessa.
Tale Direttiva ha introdotto per la prima volta il concetto di “Mercato dell’energia elettrica”, dando origine ad una riforma radicale del “mondo”elettrico in tutte le sue componenti.
Alla base di questo cambiamento, sta l’idea che assimila l’energia elettrica a qualunque altra merce o commodity; in quanto tale essa deve poter circolare in ambito comunitario in modo libero.
Il Legislatore Europeo ha quindi puntato alla realizzazione di un mercato unico dell’energia, all’aumento dell’efficienza di trasmissione, distribuzione e produzione, ad una maggiore sicurezza di approvvigionamento, garantendo l’operatività e l’interconnessione delle varie reti.
La Direttiva è stata recepita in modi differenti nei diversi Stati Membri ed ha dato luogo a strutture di mercato anche disomogenee in funzione soprattutto dell’assetto precedente di ciascun sistema; non è un caso che i paesi in Europa che sono in maggior ritardo nell’apertura del mercato elettrico, Italia e Francia, sono anche quelli nel quale l’ente ex-monopolista, Enel ed Edf rispettivamente, aveva raggiunto dimensioni tali da richiedere un maggiore tempo per l’adeguamento alla Direttiva.
A distanza di 6 anni, è possibile trarre qualche considerazione sul processo di liberalizzazione nei diversi Stati Europei valutando il modo in cui si è sviluppata l’organizzazione di alcuni dei principali mercati (compreso quello italiano) e facendo un confronto fra di essi.
Nello studio effettuato non si è tenuto conto di tutti i paesi europei ma solo dei principali (Inghilterra, Scandinavia, Spagna, Germania, Francia ed Italia), ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità; tuttavia molti aspetti comuni sono stati individuati e riportati nel primo capitolo cercando di individuarne i criteri che possono portare alla loro scelta.
Partendo dalle preziose esperienze di paesi (come Inghilterra e Norvegia) dove il processo di liberalizzazione ha avuto inizio precedentemente al 1996, si è poi fatto riferimento ad un aspetto se vogliamo, più tecnico, come quello della “Borsa” dell’elettricità, luogo nel quale è fondamentale la scelta di regole precise per garantire la concorrenza e la piena uguaglianza fra tutti gli operatori.
Si è analizzata quindi la struttura delle principali Borse europee cogliendone gli aspetti fondamentali, utili anche per l’esperienza italiana (data l’imminente apertura della nostra Borsa elettrica). Infine si è proceduto ad analizzare alcuni problemi relativi al nostro mercato elettrico, problemi che potranno creare difficoltà nel processo che porterà alla completa concorrenza e alla facoltà da parte di un qualsiasi cliente di scegliersi il proprio fornitore.

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Master in Management dell’Energia e dell’Ambiente 5 Introduzione Nel 1996, a livello comunitario � stata adottata la Direttiva 96/92/CE del Parlamento Europeo, relativa a �Norme comuni per il Mercato interno dell�Energia Elettrica�, contenente alcuni obblighi per gli Stati Membri, ma anche opzioni e discrezionalit�; dopodich� ha avuto inizio, a livello locale, un laborioso iter che ha portato al recepimento delle linee guida contenute nella Direttiva stessa. Tale Direttiva ha introdotto per la prima volta il concetto di �Mercato dell�energia elettrica�, dando origine ad una riforma radicale del �mondo�elettrico in tutte le sue componenti. Alla base di questo cambiamento, sta l�idea che assimila l�energia elettrica a qualunque altra merce o commodity; in quanto tale essa deve poter circolare in ambito comunitario in modo libero. Il Legislatore Europeo ha quindi puntato alla realizzazione di un mercato unico dell�energia, all�aumento dell�efficienza di trasmissione, distribuzione e produzione, ad una maggiore sicurezza di approvvigionamento, garantendo l�operativit� e l�interconnessione delle varie reti. La Direttiva � stata recepita in modi differenti nei diversi Stati Membri ed ha dato luogo a strutture di mercato anche disomogenee in funzione soprattutto dell�assetto precedente di ciascun sistema; non � un caso che i paesi in Europa che sono in maggior ritardo nell�apertura del mercato elettrico, Italia e Francia, sono anche quelli nel quale l�ente ex-monopolista, Enel ed Edf rispettivamente, aveva raggiunto dimensioni tali da richiedere un maggiore tempo per l�adeguamento alla Direttiva. A distanza di 6 anni, � possibile trarre qualche considerazione sul processo di liberalizzazione nei diversi Stati Europei valutando il modo in cui si � sviluppata l�organizzazione di alcuni dei principali mercati (compreso quello italiano) e facendo un confronto fra di essi. Nello studio effettuato non si � tenuto conto di tutti i paesi europei ma solo dei principali (Inghilterra, Scandinavia, Spagna, Germania, Francia ed Italia), ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarit�; tuttavia molti aspetti comuni sono stati individuati e riportati nel primo capitolo cercando di individuarne i criteri che possono portare alla loro scelta. Partendo dalle preziose esperienze di paesi (come Inghilterra e Norvegia) dove il processo di liberalizzazione ha avuto inizio precedentemente al 1996, si � poi fatto riferimento ad un aspetto se vogliamo, pi� tecnico, come quello della �Borsa� dell�elettricit�, luogo nel quale � fondamentale la scelta di regole precise per garantire la concorrenza e la piena uguaglianza fra tutti gli operatori. Si � analizzata quindi la struttura delle principali Borse europee cogliendone gli aspetti fondamentali, utili anche per l�esperienza italiana (data l�imminente apertura della nostra Borsa elettrica). Infine si � proceduto ad analizzare alcuni problemi relativi al nostro mercato elettrico, problemi che potranno creare difficolt� nel processo che porter� alla completa concorrenza e alla facolt� da parte di un qualsiasi cliente di scegliersi il proprio fornitore.

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