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Lo Stadio Comunale di Firenze: analisi critica e progetto per una nuova copertura delle tribune

...all’ultima volontà architettonica di Nervi sul suo gioiello, si tratta di un progetto che risale al 1950, cioè ben venti anni dopo la realizzazione dello Stadio Berta; Pier Luigi Nervi presentò una proposta di ampliamento dello Stadio prevedendo un anello superiore che si collocava sulle gradonate dalla parte della torre di Maratona e nelle curve; questa idea in realtà era già presente nella mente di Nervi quando realizzò lo Stadio tantoché le strutture di suddette gradonate furono armate proprio con la previsione di una sovrastruttura. Inoltre aveva previsto delle gradonate sui parterre, a ridosso della pista di atletica ;questo intervento avrebbe aumentato la capienza di circa 15-16000 posti a sedere facendo arrivare la capienza totale a circa 50.000 posti. Il progetto non fu mai realizzato e l’intervento successivo di una certa consistenza fu proprio quello per i mondiali di calcio del 1990.
La proposta che io faccio consiste nella creazione di una nuova copertura sull’anello che Nervi voleva innalzare e nella sostituzione delle due pensiline costruite nel 1990; la proposta di costituire un secondo anello sarebbe ad oggi abbastanza improbabile in quanto si arriverebbe ad una capienza eccessiva per il bacino d’utenza dello stadio; con i parterre costruiti nel ‘90 sono stati infatti aggiunti altri 12.000 posti, pochi meno di quelli previsti da Pier Luigi Nervi nel secondo anello.La nuova copertura vuole collocarsi proprio al posto dell’anello progettato da Nervi cercando di ripeterne il più possibile la struttura ma con un materiale diverso, l’acciaio.Si propone a tal punto di ridonare tale lucentezza anche alle parti che furono verniciate, come i corrimano e tutta la sottostruttura delle curvette di collegamento realizzata per aggiungere posti a sedere.Una ripresa fedele della struttura sarebbe impossibile in quanto ci sarebbero grandi problemi di visibilità del campo di gioco e per questo motivo si sostituisce un appoggio con un tirante esterno al perimetro delle gradonate; questo tirante è verticale per tutto il perimetro tranne che nella parte della tribuna Maratona, in cui la presenza di locali sotterranei impone l’utilizzo di tiranti inclinati. Le scelte fatte nella struttura della copertura sono tutte quante mirate ad ottenere un risultato più possibile minimalista, per questo si è pensato a pilastri a sezione circolare, a tiranti in barre di acciaio e ad una pannellatura dal colore tenue a volersi mimetizzare col cielo. Discorso a parte merita la copertura pensata per le tribune adiacenti alla tribuna principale; si è riutilizzato il principio strutturale delle coperture attuali, ma rispetto ad esse sono state osservate due accortezze: la prima è quella di fare una copertura con pannelli trasparenti in PVB, la seconda è quella di non mettere le due ali allo stesso livello della pensilina originale ma di fare in modo che siano rialzate rispetto ad essa e vi si sovrappongano per un breve tratto. La copertura trasparente è stata pensata poichè nel ragionamento logico seguito fino adesso, quelle due porzioni di tribuna dovrebbero essere prive di copertura, ma qui la logica ha per forza di cose superato il principio architettonico e non potendo quindi lasciare scoperti due pezzi di tribuna coprendo le due curve, si è arrivati ad un compromesso affascinante ed allo stesso tempo funzionale. Il distacco da quella originale di Pier Luigi Nervi è dovuto al fatto che queste nuove pensiline hanno il compito materiale di coprire le tribune sottostanti, ma anche e soprattutto quello più concettuale di preservare il monumento architettonico su cui poggiano. In questo modo tutto l’impianto originale dà l’idea di mantenere il suo carattere e soprattutto le proporzioni con il quale è stato progettato; l’abbassamento del terreno di gioco, pur sacrificando la pista di atletica e gli spazi per le altre discipline olimpiche, rimane invariato per dare ancora di più la sensazione , guardando dall’interno, di essere circondati come da gradonate sospese e la nuova copertura deve essere percepita proprio come sospesa nell’aria, che vuole passare inosservata finché non si alzano gli occhi al cielo, dando l’idea di una nuvola con le forme delle tribune dello Stadio Comunale.

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1 LO STADIO COMUNALE “GIOVANNI BERTA” ,1930 Progetto di Pier Luigi Nervi Lo sport, divenuto impareggiabile strumento di propaganda politica, cominciò ad essere inquadrato come uno dei settori della politica sociale fascista. Il partito, attraverso le istituzioni statali, accrebbe le strutture preposte alla sua gestione generando uffici speciali nei Ministeri, dipartimenti nella Presidenza del Consiglio, enti come l'Opera Nazionale Balilla, la Gioventù Italiana del Littorio, l'Opera Nazionale Dopolavoro e anche il C.O.N.I., che da struttura privata divenne un ente pubblico e fu potenziato fino alla sua introduzione nella struttura del Partito Nazionale Fascista. Nel periodo compreso fra la fine degli anni '20 ed i primi anni '30 si assisté al boom del gioco del calcio ed il regime, che già stava impostando una precisa politica sportiva collegandola al problema dell'educazione fisica e della militarizzazione della gioventù italiana, moltiplicò gli interventi edilizi spettacolari, costruendo anche gli stadi. Nel 1927 fu inaugurato lo stadio di Bologna, nel 1930 l'architetto fiorentino Fagnoni progettò lo stadio comunale di Torino, mentre nel concorso per lo stadio di Firenze si affermò un ingegnere impresario di Sondrio, Pier Luigi Nervi, alla sua prima importante prova a livello nazionale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Emiliano Di Giambattista Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7074 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile solo in CD-ROM.